Mad Max – Fury Road, una furia smisurata

“Everyone’s going out of their minds”

Premessa inziale: come catalogare Mad Max – Fury Road? Un film di azione? Avventura? Thriller? Fantascienza?
Ma fermarci qui è superfluo: come considerare un film come Mad Max – Fury Road nel cinema che conosciamo oggi? A poche ore dalla visione ci rendiamo conto che il cinema è una macchina in continua evoluzione e questa pellicola ne è la prova; punto fondamentale per il cinema blockbuster, che da oggi in poi metterà sulla bilancia di prova, di verifica ogni altra megaproduzione che verrà creata e distribuita per gli spettatori.
Ma sarà difficile toglierci dagli occhi questi 120 minuti di ‘cose’ a cui non riusciamo ancora a dare un nome, ma che ricorderemo per molto e molto tempo ancora.

Semplicemente, George Miller, come si crea un film del genere, dove per 120 minuti a tenere banco c’è un unico e grandissimo inseguimento e rendere ogni minuto più bello di quello passato? Semplice, iniziare piano e gonfiare il racconto di pari passo, senza mai fermarsi se non solo dopo l’esplosione finale.
Più di un film, la vera esperienza cinematografica del 2015, che lascia sì tanti buchi aperti, ma la consapevolezza che se il boxoffice sarà generoso (sicuramente), Miller ha già pronte le sceneggiature dei prossini due film.
Altro giro, altra trilogia.
Calmiamo qualche bollente spirito: la computer grafica è dosata sapientemente, quasi nulla è realizzato al computer, tutto il resto sono azioni riprese singolarmente e inserite in postproduzione per creare quelle truppe di autocarri imponenti che abbiamo visto in decine di immagini e trailer rilasciati in tutti questi mesi di attesa. E quest’ultima è stata ripagata? Assolutamente sì.

Miller ha le idee chiare e amplia quello già raccontato nella prima trilogia. La lotta per la benzina e per l’acqua è sempre al centro di tutto, ma anche la ricerca di un posto dove stare. Purtroppo Max verrà catturato dai War Boys, a comando di Immortan Joe. Ma la rivoluzione contro la tirannia dittatoriale di Joe avviene dall’interno; l’imperatrice Furiosa, rapisce le ragazze-mogli di Joe e decide di portarle in un posto sicuro, quel posto dove lei da bambina è stata tolta dalle mani della sua famiglia per mano di Joe. In questa adrenalinica corsa si inserirà Max, che come visto nei film precedenti, deciderà di aiutare i più deboli e si ritroverà ad essere l’uomo giusto al posto giusto, a dare un sostegno alla storia di Furiosa, ma che alla fine già sappiamo tornerà a vagabondare nelle terre desolate post atomiche.
Max si muove come un cane in queste terre, mordendo e seguendo gente bisognosa di redenzione come lui. Non è un caso che per una buona mezz’ora lo vedremo solo con una museruola e con al collo una catena.
Non solo Max, ma tutte le persone di sesso maschile sono letteralmente fuori di testa.
L’unica speranza viene dalla donna che in questo mondo sono costrette ad essere guerriere o oggetti da usare per assicurarsi la progenie.
Qui il personaggio di Furiosa ottiene tutta la sua poetica; un anti-eroe raffinato, non medita la vendetta subito, è accanto a Immortan Joe, lo asseconda, perde un braccio per lui, ma quando raggiungerà il potere, guidare una cisterna (chiaro riferimento al fallo maschile, il controllo e/o rimozione della libido), attua la sua vendetta, ma non uccide Joe, bensì lo ripaga della stessa moneta: lui l’ha tolta dalla sua famiglia così lei deciderà di portare in salvo le sue giovani mogli, figlie di sapere, letteratura e speranza che non vogliono più essere usate come oggetti.

Un film Girl Power quindi? Sì.
Max è solo una virgola all’interno di una frase troppo lunga da correggere. Questo compito spetta alle donne, le vere guerriere e unico fiore colorato in un mondo sbiadito dalla tirannia e dagli errori del genere umano.
Max, rappresentante di questa categoria, cercherà di rimediare agli errori degli uomini aiutando coloro che si battono per il bene e per un futuro migliore.

Mad Max è un’esperienza visiva pazzesca.

Ah, c’è anche Megan Gale nel cast!

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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