La regola del gioco, paranoia americana

 Uno dei punti più interessanti dell’ultimo film di Paul Thomas Anderson, Vizio di Forma (Inherent Vice) è proprio il personaggio di “Doc” e la sua paranoia. Il film, tratto dall’omonimo romanzo è ambientato negli anni ’70. Prendiamo in esame altri due film e le loro rispettivi anni in cui le storie si svolgono:
Tutti gli uomini del Presidente – Film di Alan J. Pakula del 1976, racconta le vicende dello scandalo Watergate avvenuto nel 1972.
Zodiac – Il film di Fincher racconta le indagini decennali sul serial killer Zodiac partendo dal suo primo omicidio, datato 1969.

Salterà subito in evidenza il fatto che tutti questi avvenimenti avvengono proprio negli anni ’70. Tutti questi film raccontano sia uno stato di paranoia del popolo americano verso qualcosa che non riesce a percepire, vedere o toccare, dall’altra, il senso di sfiducia verso un paese che forse non ha mai assicurato quel “American Dream” che tanto ha fatto credere dentro e fuori i confini.
Per un piccolo approfondimento, c’è il nostro pezzo su Foxcatcher a riguardo.

La vera storia di Gary Webb è figlia di questa sensazione, di quegli anni persi a combattere qualcosa di così grande che non era compito di giornalisti, vignettisti o detective svolgere. Tutto questo ha portato una totale sfiducia sia verso il governo americano che lo stesso popolo.
Il giornalista protagonista del film interpretato perfettamente da Jeremy Renner (attenzione al suo outfit, il suo lisciarsi baffi e pizzetto, pettinarsi e mettersi i capelli, recitazione fisica importantissima) scopre questa relazione tra CIA, ribelli del Nicaragua e traffico volontario di droga, che i ribelli vendevano al governo per poi ricevere armi dalla CIA.
Lo scandalo è grosso e Gary Webb comincerà le sue ricerche per portare a galla la verità, ma come tale, i poteri alti si difendono e lui è soltanto un piccolo reporter contro l’agenzia di spionaggio degli Stati Uniti.

La campagna di diffamazione nei suoi confronti sarà dura e pesante e schiacceranno con insistenza Gary, portandolo ai margini del mondo, facendolo vedere dagli occhi di tutti come pazzo, squilibrato e omosessuale (avendo una moglie e figli, quest’ultima affermazione prende molto peso).
Ci muoviamo nel giornalismo e quindi nei media nel pieno della loro esplosione. Siamo a metà anni ’90 e prende piede anche il giornalismo online, la diffusione veloce di notizie che in poco tempo fanno il giro del mondo e la continua sensazione di essere spiati, perché scrivendo questa storia Gary si è esposto e comincerà a guardare chiunque con occhio diverso. Ognuno potrebbe essere un semplice passante come un agente della CIA in borghese.

Paranoia.

C’è tantissimo di Tutti gli uomini del Presidente in questo film di Michael Cuesta, la scoperta di tutto in tribunale, gli informatori, parcheggi sotterranei, ma la sceneggiatura viene limata al minimo e ci racconta solo questa vicenda, che si consumerà nell’arco di due anni, anche se prende posizione per gli avvenimenti nel futuro.
Gary Webb a metà anni 2000 verrà trovato morto nella propria casa. Ipotesi suicidio, ma il film si impone, ferma la narrazione improvvisamente. Forse una storia incompleta che lascia il lavoro ai cartelli finali di dirci cosa è successo nei successivi dieci anni del giornalista, ma l’intento è quello di raccontare quello che forse ha portato alla montatura di un suicidio.
Sì, il film difende apertamente la figura di Gary Webb e velatamente giudica la CIA come responsabile dell’uccisione del giornalista, ma questa è appunto, un’altra storia.

La regola del Gioco (adattamento italiano agghiacciante) oltre ad avere una buonissima costruzione di trama, in special modo nel creare tensione, mentre cala molto nel melò fastidioso nei momenti di Gary con la famiglia, è l’ennesimo tassello che ci ricorda di come il popolo americano nutre continui dubbi sull’esistenza di enti governativi e del proprio governo, ma come tale sarà sempre un tassello, un altro nel grande puzzle di misteri e verità occultate che non fanno altro che far crescere il nostro senso di paranoia.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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