TFF33 – Due volti di Sion Sono

Classica coda da primo giorno di festival quella che circonda parzialmente il cinema Massimo fino alle uscite di sicurezza e sala 1 gremita per Sion Sono e il suo “Real Oni Gokko / Tag” (2015), storia di una ragazza che si perde negli spaventosi meandri della crescita.
Mitsuko (Reina Triendl) compie un percorso di accettazione del proprio corpo che cambia e che transita in un flusso esistenziale con tre punti cardinali principali (il primo ciclo, perdere la verginità, il matrimonio), finendo con lo smarrire momentaneamente la propria identità tra una fase e l’altra, non riconoscendosi più nella sua stessa immagine. riaru onigokko
Tra incubi videoludici e ansia di crescere, Mitsuko vaga all’interno di vicende allucinate (“Life is surreal. Don’t let it consume you” le ripete più volte uno dei personaggi), sballottata tra due poli principali: la purezza (rappresentata dalla piuma bianca) e ciò che interrompe tale purezza (il sangue, onnipresente) e che le fa compiere idealmente la transizione all’età adulta.
La dimensione in cui Sono ambienta questa storia è quasi totalmente femminile, con sole attrici donne per quasi tutta la durata del film. Nei pochi momenti in cui entrano in scena personaggi maschili la loro presenza è avvertita come qualcosa di minaccioso, in bilico tra perversione e repulsione.
Qualcosa di analogo, nel tratteggiare i contorni dei protagonisti, avviene nell’altro Sono presentato la mattina del secondo giorno del festival. Con “Shinjuku Swan” (2015), il regista si addentra all’interno di Shinjuku e nel mondo patinato della prostituzione di Kabukichō, quartiere a luci rosse di Tokyo.
Quella di “Shinjuku Swan” è una storia di uomini miserabili, criminali da una tacca e mezza al massimo, che si arricchiscono sulle spalle di giovani prostitute, fatte rigare dritto con l’uso di stupefacenti, giacche di Armani imbrattate di sangue e banconote al venti.
Sono riesce però a oscillare tra il ritratto di un mondo fintamente sotterraneo (in completa luce del sole, in realtà) e quotidiani e minuscoli atti da eroe (la favola del principe salvatore che diventa reale) del protagonista Tatsuhiko Shiratori, un’altra figura sperduta che conosce una parte di sé un poco alla volta.

Simone Tarditi

Simone Tarditi

"Into this house we're born.
Into this world we're thrown".
-Jim Morrison
Simone Tarditi

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