Star Wars – Il Risveglio della Forza non è il film che ci meritiamo (2 di 2)

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In attesa di pubblicare anche le nostre considerazioni positive sul film (da chi, della redazione, l’ha trovato tale), continuiamo il discorso iniziato nel nostro precedente intervento, prendendoci più tempo, più spazio, più parole e, quindi, qualche spoiler in più. Antipatici come sempre ma necessari per affrontare al meglio la questione.

Come previsto, dopo giorni dalla visione, il pubblico è chiaramente diviso in due sul giudizio da dare a questo nuovo capitolo del franchise Star Wars, ma con questo pezzo cercheremo di analizzare diversi punti dietro questo film.

Star Wars è un franchise che ci sembra rispondere solo ad una richiesta puramente commerciale, più che di continuità narrativa. Il Risveglio della Forza è un remake/reboot mascherato da sequel e questo non lo abbiamo mandato giù. Per il primo punto, visto con occhi differenti, non si pone neanche come grande problema; il cinema è un’industria e come tale supporta prodotti che, oltre al fandom, tengono solido anche il mercato.
Si parla da anni di Ritorno al Futuro 4, chiaramente chiacchiere e parole date al vento che grazie al web, all’ignoranza di chi legge e condivide queste cose, ma la domanda da porci è un’altra: un probabile Ritorno al Futuro 4 funzionerebbe oggi? Non parlo di livello qualitativo perchè sembra ormai chiedere la Luna volere vedere un bel film, scritto, diretto, fotografato, musicato e interpretato decentemente, ma quanti andrebbero a vedere al cinema un ipotetico Ritorno al Futuro 4?
Diciamo che non ricapiterà esattamente come Star Wars, con prevendite, massiccia pubblicità e merchandising violento, questo perchè un progetto come Ritorno al Futuro ha già detto quel che doveva dire, come è difficile pensare a una cosa del genere senza gli storici attori e Zemeckis alla regia.

La Disney (la svendita Lucas ha trovato casa nella tana di Topolino) cinque anni fa tentò un’operazione simile: 1982, TRON, pazzesco film che segna, con una sola pellicola, l’immaginario collettivo. Per quasi 30 anni il mito di TRON vive ovunque, citazioni in film e serie tv, una serie animata, diversi videogiochi, il nostrano Caparezza per il video di Abiura di me, ambienta il tutto nel mondo di TRON, insomma, sembrava proprio che un sequel del film potesse in qualche modo rivelarsi vincente. Ecco TRON: Legacy, ‘solo’ 400 milioni di dollari di incassi e il flop clamoroso di Tomorrowland cancella definitivamente il progetto TRON 3. Peccato perchè a conti fatti TRON Legacy è un film sottovalutato, una potenza visiva invidiabile, una colonna sonora perfetta dei Daft Punk e un sequel che si rivela tale, non remake o reboot, ma questo dimostra come un mito, un fandom, alcune volte non necessita di altre versioni, per quanto graficamente più confortanti e potenzialmente suggestive, TRON: Legacy ha fallito nel portare avanti il mito TRON, nonostante una storia che a confronto di quella narrata ne Il Risveglio della Forza, mostra esattamente quello che la Disney non ha fatto, ma che è stato l’asso nella manica di Lucas: osare.

Un simpatico commento che ho potuto leggere, si riassumeva così “La Disney ha fatto bene a non osare e a riproporre qualcosa di già visto, altrimenti non sarebbe stato Star Wars”. In un universo cinematografico Disneyano, dove la loro Marvel ci sforna due cinefumetti identici ogni anno e la conseguente critica del “basta sequel, prequel, reboot e cinefumetti”, ci troviamo ad affrontare la realtà che i film più visti, in termini di incassi, in questo 2015 sono, tra i tanti: Minions (spin-off), Fast & Furious 7 (sequel), Avengers: Age of Ultron (sequel e cinefumetto), Jurassic World (sequel e reboot). Le stesse persone che si lamentano dei sequel sono le stesse che li finanziano. Paradossale, ma vero.

Paradossale anche come Star Wars è, credo, l’unica saga dove i fan amano il prodotto creato ma odiano il suo creatore, George Lucas. Perchè?
Un giovane Lucas anni e anni or sono, racimolando pochi soldi, andando contro tutto e tutti, senza avere nessuna fonte, romanzo o fumetto, crea Star Wars, dirige il primo film che da il via a quello che Star Wars è oggi. Una cosa però ha contraddistinto la prima trilogia, ovvero la voglia di fare qualcosa di ‘nuovo’, di tentare e osare, superare alcuni limiti e imporre visioni e particolari approcci narrativi.
Con la seconda trilogia a cavallo tra il 1999-2005, Lucas cerca la stessa magia narrando le origini di Anakin, ma i prequel non sono all’altezza, ad esclusione del terzo film, La vendetta dei Sith: solo lo sterminio dei Jedi dato nell’Ordine 66 vale il prezzo, oltre a tante altre cose come lo scontro Anakin-Obi Wan diretto da Spielberg, ma in una saga dove il Jedi era la figura principale, partecipare visivamente al loro sterminio, è sempre un colpo al cuore. Anche nei precedenti capitoli, stanchi, fiacchi e non riusciti, Lucas continua a inserire cose, corsa dei Sgusci, il mondo sottomarino dei Gungan (Jar Jar escluso), i droidi, le origini dei cloni, Yoda in CGI (brrrr).

Davanti a tutto questo, Il Risveglio della Forza è un festival della mediocrità e del già visto. Vive della psicosi dello spoiler e del fan, che come tale, Star Wars è immutabile, tutto deve rimanere uguale e quindi ecco nuovi eroi che hanno il destino già scritto sulla fronte, un cattivone, Kylo Ren, globalmente riuscito ma che dopo aver ucciso il padre (Han Solo, trent’anni di vita successivi a Il Ritorno dello Jedi per morire così?) abbraccia totalmente il Lato Oscuro, ma la sua futura redenzione è certa, o nel prossimo episodio o nell’ultimo. Lo sappiamo, il percorso è già quello, come il Millennium Falcon e come l’ennesima arma di distruzione di massa fac-simile della Morte Nera.

E’ triste.
E’ triste aver aspettato un film per ben due anni, rimanerci deluso, perdere interesse per una saga che ti ha ‘cresciuto’ ma lasciarti quel commentino finale “magari, anzi, sicuramente, l’episodio VIII sarà migliore” perchè è la consacrazione delle tue paure, la consapevolezza che la Disney non vuole far altro che accontentare i fan a discapito di una Storia, con la S maiuscola. Star Wars è stata la Storia cinematografica più importante, una tra le tante Storie, ma la scoperta e il viaggio verso il Lato Oscuro (Episodi I-II-III) con successiva presa di potere e redenzione finale (Episodi IV-V-VI) completavano un quadra più grande di chiunque altro, che ha aiutato a rafforzare il fandom, la poesia e la prepotenza di Star Wars nello spettatore.
Nonostante sapessimo gli eventi futuri, è la messa in scena finale de La vendetta dei Sith che smaschera Il Risveglio della Forza: zero storia, zero novità, un impatto come un grande pilot televisivo a cui dobbiamo aspettare due anni per arrivare al succo, se veramente c’è, e nel mezzo riempire il web di parole, fare salotti televisivi, incassare milioni ma, alla fine, non dire nulla di nuovo.
Poi siamo capaci di far floppare Jupiter – Il destino dell’universo dei Wachowski.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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