Star Wars: Il Risveglio della Forza, diamo ai fan quello che vogliono

Dovevo subito scrivere un articolo su Star Wars: Il Risveglio della Forza, dopo anni di attesa (esattamente 32 anni) da “Il ritorno dello Jedi”, finché il ricordo è ancora caldo e il mio pensiero continua ad essere un mix di emozioni e imprecazioni, il compito che spettava a J.J. Abrams (regista di Star Trek, Into Darkness e creatore di alcune delle più grandi serie televisivie Lost, Alias) e Disney (dopo che Lucas ne ha ceduto i diritti) era quello di portare avanti una delle più grandi saghe di tutti i tempi e di dare ai fan quello che chiedevano a gran voce, e così è stato.
Ma veniamo con ordine, vi dirò subito che, personalmente, il nuovo film di J.J. è piaciuto, anche parecchio, quest’anno abbiamo avuto tre importanti revival (Jurassic World, Terminator Genysis e appunto Star Wars) che hanno sfruttato chi meglio chi peggio gli elementi che avevano reso queste saghe così iconiche e amate dal pubblico.

George Lucas nel 1999 con i suoi prequel aveva provato a creare qualcosa di nuovo nell’universo di Star Wars, accantonando le battaglie stellari, la classica avventura on the road ed alcuni elementi e personaggi che hanno reso la saga importante, dando una nuova visione sull’universo di Star Wars con l’Impero, la Repubblica, l’ordine dei cavalieri Jedi e naturalmente la scalata al potere di Palpatine aka Darth Sidious e di quello che poi sarebbe diventato il personaggio più importante dell’intera serie, ossia Darth Vader aka Anakin Skywalker.
I fan tuttavia hanno mal digerito questi tre prequel che personalmente ritengo essere delle valide alternative alla trilogia classica, ben strutturate e soprattutto caratterizzate in maniera convincente e dettagliata sulle origini dei personaggi.
Quello che invece oggi Abrams compie è un omaggio, che strizza fortemente l’occhio a “Una Nuova Speranza”, infatti lo stesso regista più volte intervistato si è detto molto combattuto durante la lavorazione del film tra il suo lato registico e quello fanboy con cui è cresciuto guardando la vecchia trilogia.

Niente da criticare sul piano registico a J.J., tra dissolvenze old school, battaglie aeree e modellini (qui niente cgi invasiva), duelli con spade laser più viscerali e feroci (meno coreografati rispetto ai prequel), il regista è riuscito a dare un nuovo apri pista per quella che sarà questa nuova trilogia che getta le basi con questi nuovi personaggi, alcuni davvero ben riusciti, altri un po’ meno, ma che sicuramente avranno un evoluzione nell’episodio VIII, quello che da quando hanno annunciato alla Disney Expo 23, ho ritenuto potesse diventare il vero tassello fondamentale della nuova trilogia, che vi ricordo verrà diretto da un altro regista, Rian Johnson (Looper) che viene dal recente successo di un prodotto indipidente dal sapore più adulto e cupo sempre in tema sci-fi.

Passando ai lati negativi se proprio si vogliono e si possono trovare di questo nuovo film, vanno tutti (o quasi) imputati alla sceneggiatura che ricicla quasi a piè pari da quella di “Una Nuova Speranza”, Rey la protagonista, somiglia moltissimo al giovane Luke che vediamo all’inizio del IV film di Lucas, piena di sogni e speranze per il futuro, un futuro che le riserverà un’ incontro con uno stormtrooper, Finn (John Boyega) che ha deciso di redimersi dal Primo Ordine, la nuova minaccia della Repubblica intenzionata a trovare e distruggere l’ultimo Jedi rimasto in vita, Luke Skywalker, del quale si sono perse le tracce dopo che un suo allievo, passato al lato oscuro ha deciso di tradirlo.
Ed ecco che qui però vengono introdotti gli elementi “Novità” che mi hanno fatto apprezzare questo nuovo episodio della trilogia, Kylo Ren, altro personaggio che strizza volutamente però, l’occhio al grande Darth Vader, ma per ovvi e giustificati motivi, Ren infatti è il nipote di Darth Vader aka Anakin Skywalker nonché figlio di Han Solo e Leia Organa, sorella di Luke. Il giovane è forse insieme a Rey (Daisy Ridley), il personaggio più interessante della nuova trilogia, quello che differenzia e mi fa apprezzare Kylo Ren da Darth Vader, nuovo villain della saga, è il suo lato apparentemente buono, Kylo è combattuto tra il lato oscuro tramite il suo maestro, il Leader Supremo Snoke (di cui ancora non è stata rivelata la vera identità, ma che già in molti immagino possa essere l’antico e saggio maestro dei Sith creduto morto per mano di Palpatine, Darth Plagueis il Saggio) e la luce, per via del lagame di sangue che c’è tra lui e Han/Leia, e i momenti forse che più ti fanno apprezzare questo personaggio, sono proprio quando Kylo si leva la maschera e decide di rivelarsi a Rey durante una fantastica scena del controllo delle menti Jedi.
Kylo non è Darth Vader, non ha quella potenza visiva e J.J. lo sa e proprio per questo da metà film decide di rivelarne il lato umano, andando contro gli schemi della classica trilogia e dell’iconico personaggio.

Altro elemento di poca originalità è lo StarKiller, nuova morte nera che distrugge interi pianeti con il suo potente raggio laser alimentato dalla potenza del sole (che và a prosciugare) e che i ribelli, come proprio in “Una nuova speranza” vanno a combattere capitanati da quello che molto probabilmente diventerà un altro personaggio “iconico” alla Han Solo, Dameron Poe (Oscar Isaac).
Passano invece a Rey, ancora non vi è dato sapere quali sono le origini del personaggio, ma ci sono già due possibili idee (che vanno ad aggiungersi all’ulteriore omaggio, copiatura che J.J. Abrams ha fatto al IV capitolo); a buon intenditore poche parole.
Insomma, ci sono tanti elementi e situazioni familiari che dovranno essere chiariti e nuovi personaggi che si prospettano interessanti e accattivanti in chiave futura, purtroppo adesso, non resta che aspettare il 27 maggio 2017 per vedere come evolveranno questi personaggi e questa nuova fantastica avventura.

Alessio Italiano

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"This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end"
- The Doors
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