The Spectacular Now, vivere il momento a pochi passi da te

“-Voglio sapere di te. Qual è la tua storia?
-La mia? Ehm, veramente non ho nessuna storia.
-Che vuol dire? Tutti hanno una storia
-Non io, credo”.

C’è una strana tristezza e malinconia che avvolgono queste parole mentre scrivo. The Spectacular Now è stato uno degli ultimi film visti e recensiti da Roger Ebert, e se ve lo state chiedendo, il suo giudizio è stato il massimo: quattro stelle, come solo lui riusciva a giudicare i film e dare la sua tipica votazione.

The Spectacular Now è un film tanto semplice, quanto complesso nella sua realizzazione e riuscita. Due ragazzi, si incontrano, si amano, chi con passione, chi per raggiugere uno scopo ben preciso. Poi gli ostacoli, il sesso, il rapporto con gli altri e con i propri genitori a condire uno dei più grandi crimini nella storia del cinema: annunciare più volte l’uscita di questo film nei cinema italiani, per poi rimandarla tante altrettanete volte per fargli vedere luce solo a fine 2015 direttamente in home video. Il film è del 2013.
Il regista è lo stesso di The End of the Tour, James Ponsoldt e già qui ci troviamo nella situazione di dare dei consigli: se avete visto The Spectacular Now e non The End of the Tour, recuperate quest’ultimo, nettamente superiore ma dolce nello stesso modo. Vice versa e magari con qualche dubbio a riguardo visto il tema trattato (queste storie d’amore di adolescenti non ne possiamo più vedere), una piccola guida può venire a dare un supporto adeguato.

The Spectacular Now è un film dolce, semplice, leggero. Usa i suoi protagonisti giovani non per arrivare a delle conclusioni commerciali o scontate, ma per raccontarci di quel raggio di luce, quello con cui Sutter si sveglia dopo una sbornia colossale e vede lei, Aimee. Un raggio di luce che sappiamo dove finisce ma non dove inizia, come l’essere giovani. Il momento di Sutter è ora, è adesso, lui non vuole una fine, quello che ha gli basta per il resto della vita, senza dover mettere dei paletti a scandire l’evoluzione della vita.
All’interno di un palazzo, l’unità di misura per quantificarne l’altezza sono i piani, tutti collegati da delle scale. Quinto piano? Avrai almeno una decina di rampe di scale da fare. O vuoi la strada semplice? Ascensore per te, ma non sai cosa ti perdi a salire di gradino in gradino.
Sutter decide per il viaggio in ascensore, mentre Aimee, la ragazza che incontra così, di colpo, e con cui stringe subito un ottimo legame, ha intenzione di fare tutte quelle scale: scuola, ragazzo, amore, lavoro, università, matrimonio, figli.
Guardandoci dietro troviamo esattamente quella spensieratezza che abbiamo avuto tutti; le cose accadevano perchè dovevano accadere, anche le più assurde, senza chiedersi o chiedere troppo dalla realtà. Si viveva il momento, tipo quello di risvegliarsi da una sbornia e vedere la persona con cui forse condividerai il resto della tua vita.

Sutter ha avuto diverse ragazze, ama divertirsi a letto con loro (in una maniera assolutamente diversa dal caldo abbraccio alla James Bond). Aimee invece è quella timida, poche amiche ma buone, gran lavoratrice, aiuta la madre a pagare le bollette, studentessa modello e nel tempo libero dopo la scuola e lo studio, la sua immaginazione si immerge nei manga. Sutter la vuole aiutare a donargli la sua indipendenza e perchè no, il suo primo bacio, la sua prima volta (lei impacciata, mai avuto un ragazzo e ancora vergine).
L’apoteosi finale, la punta dell’iceberg per la bellezza di questo film si racchiude nel loro primo rapporto sessuale. Classica regola da teen movie, dobbiamo fare sesso. Siamo timidi, luce debole ma facile nel delineare i corpi dei due ragazzi, maglietta e pantaloni vanno via facilmente. Lei si spoglia per la prima volta davanti un ragazzo. Sono a letto, lo sappiamo, lei è nuda, ma non c’è quel bisogno ossessivo di inquadrarle il seno. Allunga la mano sul comodino, prende il preservativo che porge a Sutter. Lui lo mette, la penetra, senza troppa fretta, dedicandogli il tempo necessario a tranquillizzare Aimee. Ponsoldt gira con maestria una delle scene di sesso più belle degli ultimi 15 anni. Niente movimenti di macchina, ma solo due occhi che guardandosi, comunicano il loro piacere, il loro stato d’animo. Con la stessa calma il lavoro sull’audio regala emozioni, il tessuto del lenzuolo, due corpi che si toccano, il rumore della pelle contro quella dell’altro, il respiro caldo di lei.

Come quando a 16 anni ci trovavamo a guardare The O.C. e tifare per Seth e Summer (i più simpatici e coerenti, ammettiamolo), ritroviamo la stessa sensazione in quei pochi secondi dopo il rapporto: il film ci mostra il loro grande scudo esteriore come la fragilità interiore e vogliamo solo il meglio per loro. Sappiamo che Sutter non è innamorato di lei, sembra la stia usando per qualche gioco sadico contro se stesso, anche se ancora non capiamo cosa sia.
Sutter non vuole amare, non si sente amato, è troppo innamorato di se stesso per donare qualcosa ad altri. Perchè? Insulta Aimee, insulta sua madre e ha voglia di conoscere un padre assente, mai visto ma di cui ha una stima infinita, quasi un idolo. Un grande castello di carta, fragile come lui che ha bisogno di una conferma e forse non sarà quella che si aspetta.
Un castelllo di carta per quanto bello e saldo, non può tenersi in piedi per molto tempo. Il suo crollo corre parallelamente al crollo di Sutter. L’alcolismo solo puntellato, serpeggia e divora tutto. L’isolamento uccide i pochi legami. Un periodo di consapevolezze e realtà che devono essere prese di pancia per poter voltare pagina e cercare di fare quello che abbiamo evitato per anni: fare finalmente le scale. Come Sutter che decide di voler stare con Aimee, raggiungendola all’università e avere quei tre gradini di separazione da affrontare per vivere veramente quel The Spectacular Now.

Ne abbiamo visti a decine di film con ragazzi, storie romantiche che difficilmente funzionano per poi finire sempre con quel “e vissero felici e contenti”.
The Spectacular Now è quel “la vita non è un film” che ripetutamente ci suona nella testa ma di cui non riusciamo a fare a meno di quella dolcezza nel vedere su pellicola qualcosa che si avvicina così tanto alla ‘realtà’. Un cinema che ci smaschera, ci catapulta dentro la storia e ci fa star male. Tutti abbiamo passato quella sensazione e quella emozione e ne siamo usciti con le nostre gambe.
Niente di più dolce affrontare situazioni che per qualche motivo continuamente rimangono nel nostro cuore e nella nostra testa e di queste, non tutte devono per forza essere positive, ma rendono la crescita qualcosa di affascinante. Riusciamo a dare un senso, un inizio e una fine a quel raggio di luce, così difficile da decifrare per noi anime perse, ma così semplice per le persone che ci sono vicino e ci amano.

Postilla: lo scrivente ODIA i film romantici. Ma davanti a tanta bellezza (e una colonna sonora così delicata, minimale e appassionante, che potete ascoltare in coda all’articolo), ho cercato in tutti i modi di farvi arrivare cosa è stato per me The Spectacular Now, un pezzo della mia adolescenza che non c’è più, ma che ha aiutato me stesso ad essere quello che sono oggi.
Grazie Ponsdolt. Grazie per questo e per The End of the Tour. Film piccoli nel loro intento, giganteschi nel risultato che ti spogliano di tutto.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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