5 donne da Vero Cinema

8 marzo, Festa della Donna.
Inutile dire che festeggiare un solo giorno all’anno e sentirsi coccolate e riempite di pensieri e regali, non basta e non dovrebbe bastare mai. Per quanto la donna al giorno d’oggi stia cercando di liberarsi faticosamente del ruolo tradizionale che le è sempre stato associato (l’addetta alle faccende di casa che deve occuparsi solamente della famiglia), spesso il tentativo di emancipazione non è abbastanza e cadere vittima del maschilismo e della misoginia è degradante e poco rassicurante per un futuro dove si parla sempre più di “menti aperte” ma la realtà è ben diversa quando si etichetta ancora in base al sesso.

Fortunatamente si può trovar conforto se ci si sofferma sulla figura femminile negli ambiti artistici.
Decantate da Dante, Petrarca, Boccaccio nei loro illustri testi; esaltate della loro bellezza nelle opere di Raffaelo, Tiziano, Botticelli; cantautori di tutto il mondo hanno scritto poesie in musica su di loro: le donne, muse ispiratrici dell’arte.

Oggi Vero Cinema vuole rendere omaggio a tutte le donne, citando cinque figure di spicco nel campo cinematografico, cinque ladies che hanno dimostrato talento e carattere, davanti e dietro la macchina da presa.

Jane Campion, regista dell’enigma della femminilità
Regista e sceneggiatrice cinematografica neozelandese, laureata in lettere ed antropologia, Jane Campion ha dato prova di essere una delle più grandi registe viventi.
Jane Campion s’interroga sull’enigma della donna e tutta la sua produzione cinematografica si basa su ciò.
È femminile ed umile il suo modo di osservare, di riflettere e di legare narrazione ed immagini.
Forse solo una donna può esser capace di provare tanta empatia nei confronti del suo stesso sesso, tanto che è tangibile l’impatto emotivo che crea col suo pubblico femminile per mezzo dei suoi film.
Fra le sue pellicole più note ricordiamo Lezioni di piano (vincitore della Palma d’oro al 46esimo Festival di Cannes e di ben tre Premi Oscar), Un angelo alla mia tavola (Leone d’argento alla 47esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia) e Ritratto di signora tratto dall’omonimo romanzo di Henry James.

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Marlene Dietrich, l’androgina femme fatale degli anni ’30
Marlene Dietrich nasce come attrice di teatro, ma poco dopo diviene icona indiscussa del cinema degli anni ’30, femme fatale e donna di spicco dentro e fuori dai set.
Ernest Hemingway disse di lei: «Se non avesse nient’altro che la voce potrebbe spezzarti il cuore. Ma ha anche un corpo stupendo e il volto di una bellezza senza tempo.» E non c’è nulla di più vero. La sua non era una femminilità comune, era dotata di un erotismo androgino, una forza ammaliatrice ed ambigua che stregava uomini e donne.
Marlene Dietrich, magnetica e seducente con le sue calze a rete e le movenze da cabarettista ne L’angelo azzurro (1930); protagonista del primo bacio omosessuale della storia del cinema nel film Marocco (1930) nelle vesti di un uomo; esotica ed irresistibile in Capriccio spagnolo (1935).
Ma oltre alla straordinaria figura di attrice, vi è anche il profilo di una donna con la “d” maiuscola, pronta ad abbandonare il lavoro all’apice della sua carriera per occuparsi del suo impegno civile durante la Seconda Guerra Mondiale, opponendosi alla sua patria d’origine, la Germania nazista.

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Anna Magnani, orgoglio nazionale
Anna Magnani, simbolo della sua città e del suo palcoscenico, Roma, attrice senza tempo ma anche diva fragile. Tutto il mondo ci invidia per aver dato vita allo straordinario talento che era.
Aveva un temperamento da felina, mordente e decisa, tanto che registi come De Sica e Visconti spesso si sentivano intimiditi dinanzi a lei.
Anna Magnani aveva un gran cuore sul quale però non sono mancate le cicatrici. Diversi gli uomini sono entrati nella sua vita e se ne sono andati lasciandole lacrime ed amarezza, fra questi ricordiamo Roberto Rossellini che l’abbandonò per Ingrid Bergman.
Era una donna bisognosa d’affetto, che però non è stata amata sufficientemente. Ma il suo pubblico l’ha sempre adorata ed ancor oggi Anna Magnani è fonte di orgoglio per l’Italia intera.
Volto e manifesto del Neorealismo di Roberto Rossellini nel successo del ’45 Roma città aperta; indimenticabile in Bellissima di Luchino Visconti; immensa la collaborazione con Pier Paolo Pasolini per il film Mamma Roma; vincitrice dell’Oscar per il film La rosa tatuata, tratto da un’opera teatrale scritta da Tennessee Williams; e come non ricordarla al fianco di Marlon Brando in Pelle di serpente di Sidney Lumet del 1959.
Un brutto male ci ha privato della nostra cara Nannarella il 26 settembre 1973, ma per noi ed il cinema di tutto il mondo, Anna Magnani è e resta una figura immortale.

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Edith Head, la costumista da Oscar
Edith Head è una delle più celebri ed ammirevoli costumiste statunitensi.
Per ben 44 anni ha lavorato alla Paramount Pictures, per poi trasferirsi alla Universal, ed il suo lavoro vanta oltre 400 pellicole.
Negli anni 50 ogni donna desiderava indossare gli splendidi abiti creati da Edith Head per film come Vacanze romane, Eva contro Eva, Viale del tramonto ed Abito di Parigi.
A guardarla, così mascolina e bizzarra, non si direbbe mai che il suo più gran talento fosse quello di esaltare la femminilità di una donna, eppure ne ha dato prova e gli otto Premi Oscar vinti lo testimoniano.

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Thelma Schoonmaker, il braccio destro di Martin Scorsese
Dicono che dietro ad ogni grande uomo, ci sia una grande donna. Beh, forse questo è l’esempio perfetto se prendiamo in considerazione un regista da Vero Cinema quale è Martin Scorsese e la sua montatrice Thelma Schoonmaker.
Suo il montaggio di titoli come Toro scatenato, Fuori orario, Quei bravi ragazzi, The Departed e The Wolf of Wall Street, ultimo memorabile lavoro di Scorsese.
In un’intervista, Thelma si espresse così nei riguardi del suo mentore e boss: “È stata una fortuna conoscerlo. Mi ha insegnato tutto lui. Con lui c’è un dialogo ed un confronto continuo. È una mente brillante. E sono libera di sperimentare continuamente.”
Ed in una giornata come questa, è bello sentire una donna di successo come lei confessare ciò: “Tra i cineasti non sono mai stata discriminata per il fatto di essere una donna.”

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Affidiamoci dunque al cinema ed all’arte in generale, dove non esistono limitazioni e discriminazioni per quanto riguarda il talento, che sia ad opera di un uomo o di una donna.

Angelica Lorenzon

Angelica Lorenzon

"I know everything, everything but myself."
- François Villon
Angelica Lorenzon

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