Batman v Superman: mitologia, eroi e dei

batman-v-superman-008Prima di cominciare a parlare di Batman v Superman bisogna fare una premessa: chi sta scrivendo questo articolo è un grande fan del Crociato Incappucciato, fin da tenera età ha imparato a conoscere il personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger (sebbene per lungo tempo solo Kane sia stato riconosciuto come unico creatore) grazie alla serie tv animata, i fumetti e i film di Tim Burton e Joel Schumacher (sì, anche quelli), ha dei ricordi personali troppo forti legati a questo supereroe, legami che vanno oltre il fattore cinematografico, nerd, geek o come preferite chiamarlo, Batman è più di un semplice personaggio fantastico creato dalla mente di due geniali uomini, è l’eroe della vita.

Tutti noi siamo cresciuti con il mito dei supereroi, alzi la mano chi da piccolo non ha sognato di essere Batman, Superman o Spider-Man (Marvel), eroi che sono entrati nell’immaginario collettivo di un intero pianeta.

Ma perché Batman più di tutti, incarna l’archetipo del perfetto supereroe, quello che tutti amano e in cui tutti si rivedono? – Semplice, perché Batman è un essere umano e come ogni essere umano è capace di grandi azioni, ma anche di cadere, avendo pur sempre la forza di rialzarsi. Sotto il cappuccio e il mantello non si cela altro che un uomo, fatto di carne e ossa come tutti noi, a cui sono successe delle cose terribili in tenera età e che l’hanno segnato a tal punto da intraprendere la sua eterna lotta al crimine.

« Ho fatto una promessa ai miei genitori… Liberare questa città dal male che stroncò le loro vite. Non importa a cosa assomigli questo male, o come si presenti. Io credo che un giorno riuscirò a mantenere questa promessa. Devo. Io credo in Batman. »
(Da Batman: Il lungo Halloween)

Negli ultimi 26 anni abbiamo avuto migliaia di storie legate all’uomo pipistrello, che siano cinematografiche o videoludiche o semplicemente cartacee, Batman ha sempre attirato l’attenzione di grandi e piccoli per le sue tematiche mature e decisamente più adulte di un qualsiasi altro comics DC o Marvel, la leggenda di Batman è più legata ad un mondo che non si discosta poi tanto dalla finzione, Gotham City potrebbe rappresentare qualsiasi città di questo mondo, mafia, corruzione, ladri, assassini, mercenari, pazzi psicopatici e chi più ne ha ne metta, il mondo è questo e anche peggio e sono pochi quelli che lottano per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni.

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Sicuramente l’adattamento di Christopher Nolan del personaggio di Batman per la sua trilogia de Il Cavaliere Oscuro hanno destato l’attenzione anche dei non amanti dei fumetti e i non conoscitori del mondo di Batman grazie al suo saper reinventare il personaggio sotto una nuova chiave, rendendolo realistico agli occhi anche dei miscredenti e facendolo apprezzare anche a chi non ha mai amato la parte “fantasy” legata a questo personaggio e al suo mondo (in particolar modo quello dei fumetti e dei videogames).

Nolan ha saputo potare ad un “livello successivo” il personaggio, reinventandolo e rendendolo realistico, ma tutto questo naturalmente è stato possibile grazie anche a l’ispirazione che lui e David S. Goyer (sceneggiatore di Batman Begins, The Dark Knight e collaboratore DC) hanno tratto da alcune delle più celebri trasposizioni fumettistiche, come Batman: Anno Uno di Frank Miller, Il Lungo Halloween di Jeph Loeb e Tim Sale fino a piccolissimi cenni all’opera che tutt’oggi viene ritenuta la più importante nel panorama fumettistico su Batman, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller.

Con Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, Nolan ha chiuso definitivamente la sua personale trilogia, rendendo il personaggio davvero intoccabile (cinematograficamente parlando) agli occhi di tutti.

Quasi di pari passo con la trilogia di Nolan, parallelamente si è sviluppata un’altra grande saga, quella di  Batman: Arkham, questa volta videoludica, sempre legata al mondo del Pipistrello di Gotham che grazie ad una brillante sceneggiatura e alla sua fedeltà con il mondo dei fumetti, dei film e della serie animata ha ulteriormente incrementato la perfezione del personaggio e del mondo “Batmaniano” sotto gli occhi di tutti, questa volta riuscendo anche ad accontentare tutti quei fanboy che a gran voce si lamentavano della poca fedeltà al personaggio originale creato nel mondo dei fumetti.

La Warner Bros. (la casa che detiene i diritti cinematografici di tutti i supereroi e villains del mondo DC Comics) dopo lo straordinario successo della trilogia Nolaniana, decide così di riportare sul grande schermo dopo il fallimento di Bryan Singer nel 2006 con Superman Returns il primo supereroe della storia dei fumetti, Superman.

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Cosi, sotto la supervisione e la produzione di Christopher Nolan e moglie nel 2013, per la regia di Zack Snyder (L’alba dei morti viventi, 300, Watchmen) esce L’Uomo d’acciaio, ispirandosi all’eredità che Nolan ha lasciato, Snyder crea quello che secondo gli occhi di un non-fan di Superman è la migliore trasposizione cinematografica del personaggio dai tempi del primo storico film della coppia Donner-Reeve.

L’uscita del film però non è stata esattamente il successone che il mondo si aspettava, forte anche dei record che al box-office la trilogia di Nolan aveva infranto per un film su un supereroe(cosa che nel 2008 prima dei film dei Marvel Studios sembravano solo un’utopia), vuoi anche lo stile di un regista totalmente differente da Nolan, più pop, esagerato e sicuramente più nerd di Nolan, Snyder crea un’epopea di 156 minuti in cui alla fine non tutti escono completamente contenti dalla sala, vuoi anche per le diatribe che i due ebbero sul finale del film in cui Superman uccide spezzando il collo al Generale Zod a cui Nolan era contrario (perché Superman, cosi come Batman non uccide). Snyder si è comunque giustificato più volte che il suo è un Superman differente da quello che la gente era abituata a vedere sullo schermo con Reeve ma che se siete fan del fumetto non potete non apprezzare perché totalmente in linea con la sua filosofia e idea del personaggio originale.

Nel 2013 al SDCC viene annunciato a sorpresa che il sequel di Man of Steel di Zack Snyder sarà Batman v Superman e che Snyder si ispirerà al leggendario fumetto di Frank Miller Il ritorno del Cavaliere Oscuro e che ci saranno delle conseguenze per i disastri che lo scontro tra Superman e Zod hanno provocato agli abitanti di Metropolis (altro grande fattore che fece lamentare fan e critici sul film).

In seguito all’annuncio del film verranno confermati nel cast di Batman v Superman: Dawn of Justice, Ben Affleck come Batman/Bruce Wayne, Gal Gadot come Wonder Woman, Jesse Eisenberg come Lex Luthor, Jeremy Irons come Alfred, Ray Fisher come Cyborg/Victor Stone e Jason Momoa come Acquaman; preannunciando al mondo la comparsa non solo dell’Uomo Pipistrello nel mondo di Superman e del DCEU ma anche di tutti i suoi personaggi.

Ed eccoci dunque al film tanto atteso, il film che tutti i fan DC sognavano da tempo e che stavano quasi per vedere sotto le mani di un altro regista nel 2009, George Miller, esatto, quel George ideatore della saga di Mad Max e del più recente capolavoro Fury Road, a distanza di 7 anni da quel sogno sfiorato, finalmente, il 23 marzo, data di uscita in Italia, potremo assistere al film evento dell’anno.

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Batman v Superman inizia subito con il prologo degli eventi (tanto chiacchierati e contestati) durante la battaglia di Metropolis tra Superman e il Generale Zod; questa volta visti con gli occhi di Bruce Wayne (Ben Affleck) che facendosi largo tra la città in distruzione, cerca di portare in salvo quanta più gente possibile; il vero istinto del supereroe, di Batman. Successivamente la storia si sposta a 18 mesi dopo quei tragici eventi con Superman ancora una volta al centro di un dibattito da parte delle forze governative degli Stati Uniti sulla questione della sicurezza e del potere illimitato di questo alieno, Dio, che viene costantemente criticato e messo in dubbio sulle scelte delle sua azioni e della sua “apparente” non curanza dei cittadini che restano vittime del suo stesso potere. Contemporaneamente a Gotham City, il miliardario Bruce Wayne cerca di dare una mano con il suo ricco patrimonio per risollevare il morale della popolazione di Metropolis e della sua “famiglia” perduta tragicamente durante lo scontro di Metropolis. Nell’uomo cresce il senso di impotenza, di rabbia, la frustrazione cresce sempre di più, alimentata dal villain di turno, Lex Luthor (Jesse Eisenberg) che grazie alla sua fortuna, ereditata dal padre fornisce i mezzi necessari affinché avvenga lo scontro tanto atteso tra Batman e Superman (Luthor sembra conoscere il segreto di entrambi i nostri supereroi in questo film). Non continuerò a fornire altri elementi e non entrerò nel dettaglio per lasciare agli spettatori, nerd, amanti del genere, il vero fulcro del film e i suoi fenomenali colpi di scena.

Nel kolossal di Zack Snyder, sceneggiato dal premio oscar Chris Terrio (Argo) ci sono tantissime new entry e una sceneggiatura tanto potente quanto complessa, Snyder e Terrio si soffermano moltissimo sull’aspetto e la caratterizzazione psicologica dei tre personaggi principali, Bruce Wayne, Clark Kent, Lex Luthor, ognuno con i suoi tormenti e i suoi demoni interiori. Da una parte abbiamo il tenebroso Cavaliere Oscuro, tormentato da 20 anni di attività nella lotta contro il crimine al quale sembra non esserci mai fine, Affleck interpreta in maniera convincente le due facce della medaglia, questo B.W./Batman è più cattivo, tormentato e continuamente combattuto, un uomo che non riesce a vedere la luce alla fine del tunnel, che non riesce a liberare definitivamente la sua città e il mondo da esseri corrotti, avidi, crudeli e meschini; in Superman vede l’ultima possibilità di fare veramente qualcosa per cambiare non solo la sua città, ma l’intera razza umana e liberarla da una possibile minaccia che potrebbe diventare la più pericolosa mai vista per l’intera razza umana. Dall’altra abbiamo Superman, un Dio tra gli uomini (i riferimenti religiosi, filosofici sono moltissimi e strizzano fortemente l’occhio alla nostra religione cattolico cristiana) che cerca ancora un posto in un mondo non suo, un disadattato che viene visto da alcuni come un “nuovo” Messia tra gli uomini. E infine abbiamo Lex Luthor, un uomo tormentato e dal passato sicuramente turbolento (vengono menzionati i litigi fisici con il padre in tenera età), pazzo, psicotico, sicuramente il personaggio più complesso dell’intero film, che ricorda vagamente il Mark Zuckerberg di The Social Network di David Fincher, ma sotto acidi potentissimi. Nel film abbiamo inoltre la presenza di Diana Prince/Wonder Woman, una donna misteriosa, una guerriera, che viene dalla mitologia greca, immortale, ricca di fascino e sensualità, interpretata sorprendentemente da Gal Gadot (nell’attesa di scoprire le sue origini e la sua storia nel film solo dedicato a lei, in uscita nel 2017). Con piccoli cameo Snyder inizia a scoprire molto lentamente le carte di un universo popolato da persone dai poteri fuori dal comune, delle divinità.

Le performance degli attori sono davvero tutte azzeccate e ben caratterizzate, in particolare le new entry Ben Affleck, tanto perfetto visivamente alla serie animata, quanto ideologicamente allo spirito del Cavaliere Oscuro di Miller, Jeremy Irons che si distacca dalla figura del “classico” maggiordomo-mentore e si dà da fare nella costruzione delle armature e dei gadget del suo pupillo, con una chiaro riferimento al fumetto di Geoff Johns Batman: Terra Uno, a Gal Gadot che se pur per poco riesce a convincere di essere una perfetta donna di classe, tanto quanto una straordinaria guerriera amazzone con i suoi sguardi, le sue freddure e la risposta sempre pronta. Il lavoro che Snyder fa sui suoi personaggi è in linea con quello fatto per Watchmen, altro suo lavoro sottovalutato, in cui il regista si concentra sull’animo umano prima di quello dell’eroe. L’individuo può essere il più crudele (Batman) come il più buono (Superman), capaci allo stesso tempo di atti orribili o nobili.

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L’aspetto più interessante della sceneggiatura di Chris Terrio sta proprio nei suoi continui accostamenti alla figure delle divinità, dai Dei dell’Antica Grecia, i suoi miti e leggende, fino alle figure dei giorni nostri, trascurando a volte alcuni particolari che rendono la storia più articolata di quello che sembra. A intensificare questa senso di incompiutezza c’è un montaggio che in alcune parti risulta un po’ troppo frettoloso e non dà il giusto spazio e tempo per alimentare e approfondire alcuni aspetti legati al mondo circostante dei nostri supereroi. La regia di Snyder è meno rocambolesca di quella del suo predecessore, Man Of Steel, ma non mancano comunque l’utilizzo della camera a mano, go-pro e addirittura di un piano sequenza che vede protagonista Batman in una scena tanto chiacchierata in cui compare il simbolo Omega di Darkside (futuro villain del film sulla Justice League).

Se nel primo atto e in parte nel secondo assistiamo ai dialoghi filosofici, articolati e accattivanti di Terrio (alternati da ottime scene d’azione), nel terzo atto Snyder esplode totalmente con sequenze di combattimento ed azione fenomenali, con tantissimi omaggi ai fumetti di Frank Miller (Il ritorno del Cavaliere Oscuro), Geoff Johns (tra l’altro produttore esecutivo dell’intero DCEU) e Mike Carlin (La morte di Superman).

Da menzionare sono sicuramente il lavoro del direttore della fotografia Larry Fong, che aveva già collaborato con Snyder in diverse sue altre pellicole, dando al film dei colori sgargianti e fumettosi da stropicciarsi gli occhi. Ad intensificare queste sequenze mozzafiato c’è la colonna sonora di Hans Zimmer e Junkie XL (Mad Max: Fury Road) che con tamburate, distorsioni, violini e rielaborazioni pesanti appesantisce l’atmosfera cupa e dark di questo film.

In conclusione, il lavoro di Snyder è sicuramente un progetto tanto ambizioso quanto pericoloso, più complesso di quello che sembra, un film che dà la forte sensazione che manchi qualcosa nel puzzle(è già stata annunciata l’uscita di una versione estesa di 30 minuti in Home Video), già giudicato dai critici e bocciato come progetto troppo pretenzioso ed articolato, un progetto che forse non è stato capito fino in fondo da gente che non ha mai letto un fumetto in vita loro e che non riescono a cogliere l’essenza mitologica di questo mondo. Il regista, da grande fan dei fumetti, parte dal presupposto che la gente conosca i personaggi e il mondo DC perché molti elementi del film, spesso contestualizzati frettolosamente per motivi di durata, non possono essere compresi con immediatezza dallo spettatore casuale, che si trova ad uscire dalla sala profondamente confuso o desideroso di saperne di più.

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Alessio Italiano

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"This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end"
- The Doors
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