HARDCORE!, fai il tuo gioco

Hardcore Henry! è il titolo originale del nuovo film straniero rivelazione di questo inizio 2016. Il progetto figlio della madre Russia, è nato dall’idea di un ipnotico video clip del 2013, “Bad Motherfucker”, opera del videomaker Ilya Naishuller, per il gruppo punk Biting Elbows, dove in soli 4’ e 56’’ realizza artigianalmente un prodotto visivo dall’elevato potere immersivo. Infatti, dopo aver attirato l’attenzione del produttore Timur Bekmambetov, che era stato suggestionato da tale visione coraggiosa e originale, chiede a Ilya di costruire un intero lungometraggio con le medesime credenziale: creare una storia da descrivere in prima persona, con le note identificative di un film d’azione.

Tale vicenda ci porta ad oggi a correre, letteralmente, al cinema per vedere questo curioso esperimento.

Trama, basilarmente semplice e lineare, caratterizzata da vari risvolti narrativi originali e inattesi che si inseriscono nello scenario metropolitano di Mosca; attraverso i pochi protagonisti di questa avventura vengono presentati: Henry, meta-umano che dopo essersi ritrovato mutilato per più della metà del suo corpo gli vengono inseriti degli impianti meccanici eseguiti da Estelle (interpretata da Haley Bennet), moglie, così ci dice lei, del nostro eroe senza volto spesso accompagnata da una luce angelica. Come in ogni film che si rispetti non può mancare un anti eroe, Akan (Danila Kozlobsky) che con i suoi poteri telecinetici semina il panico (il personaggio ricorda molto Chronicle di Josh Trank). Inoltre, per tuta la durata del film, viene disseminato da una figura molto ambigua ed emblematica, Jimmy, interpretato da Sharlto Copley, attore sudafricano dalle grandi doti recitative, che abbiamo già visto in titoli come “District 9”, “Elysium” o “Maleficent”. Qui, invece, veste i panni di un trasformista e poliedrico uomo dai mille volti e dalle mille vite, che ricorre a ritmi costanti per tutta la durata della storia, rappresentando un mentore per il nostro eroe.

Il film, fortemente adrenalinico, riesce a coinvolgere lo spettatore grazie alla scelta di realizzarlo interamente in soggettiva, grazie all’utilizzo di una maneggevole GoPro 3. Decisione molto rischiosa calcolando che non sempre viene rispettato il corretto asse visivo umano, provocando spesso delle distorsioni visive molto forti e marcate o visioni grandangoli; tuttavia, non manca l’accortezza nel cercare di simulare il più correttamente possibile lo sguardo umano. Infatti, accade più di una volta che lo sguardo del nostro Henry subisca delle anomalie tecniche, simulando una patologia nota come diplopia (più comunemente conosciuta come lo sdoppiamento del campo visivo), fisiologicamente impossibile se non per brevi momenti se non fosse che il nostro Henry sia un cyborg. Di conseguenza, appare paradossale come ogni singola azione sia percepita dallo sguardo attento del nostro Henry con una cura minuziosa tanto che potrebbe sorprenderci la totale assenza del naturale sbattere di palpebre, oltre alla necessità di calibrare la percezione di profondità di campo o la simulazione di una vista sfocata. Inoltre, il senso della vista assume qui anche un altro più profondo significato, quello espressivo, considerando che a causa della mancanza di tempo per installare il modulo verbale e inabilitato a parlare, Henry debba rispondere con movimenti verticali e orizzontali del capo.
L’intransigente, inflessibile ed irremovibile Henry qui non ha un volto, suscitando così un senso di curiosità e aspettativa nello spettatore; tuttavia, la lunga attesa viene ben ripagata quando riusciamo a scorgere in un frammento rotto di vetro le reali sembianze del nostro uomo.

Le caratteristiche visive in precedenza elencate e gli stratagemmi narrativi utilizzati sono identificabili nelle attuali interfacce video ludiche (che ricorda Call of Duty e molti altri videogiochi FPS), dove il giocatore assume il medesimo punto di vista del personaggio. Perché, in realtà, Henry siamo tutti noi che di fronte al nostro televisore domestico con un joystick in mano ci catapultiamo in mondi al limite del reale, con Estelle che apre e chiude questo perverso gioco visivo e affiancati da Jimmy, nostro inseparabile amico, che rappresenta la voce narrante di questo gioco d’azione. All’inizio ci istruisce e ci aiuta a prendere coscienza del nostro personaggio, per poi guidarci attraverso le fitte trame di guerriglia cittadina, facendoci seguire una ben precisa linea guida.
Don’t stop me now” dei Queen è il vero e proprio leitmotiv di questa nuova esperienza, guidando noi ed Henry in questo esperimento di video intrattenimento collettivo.

Vero Cinema approves

Vero Cinema approves

Hardcore! Appare così un prodotto vincente, giocoso ed ironicamente godibile, grazie ad utilizzo dosato e sapiente di un sexy humor, che diverte ma non stanca e si rivela essere lo spirito che muove il nostro Henry.
Inoltre, risultano apprezzabili alcuni passaggi che citano lo stile e la violenza simil Tarantiniana e come chicca finale il cameo di Tim Roth in alcuni flashback.
Bella prova registica che in ogni azione trascina lo spettatore in un vortice di azioni, emozioni che lasciano a mezzo fiato, incollati alla squallida tappezzeria della poltroncina con le pupille dilatate.
Adrenalina allo stato puro, di cui avrai nuovamente voglia di iniettarti.

Elisabetta Da Tofori

Elisabetta Da Tofori

Forse ti hanno chiesto perché volevi darti al teatro, e tu non hai potuto fornire una risposta ragionevole, poiché ciò che volevi fare nessuna risposta ragionevole può spiegarlo: volevi volare.
-Edward Gordon Craig
Elisabetta Da Tofori

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