KILL BILL DIARY VOL. I – “Quentin, amico mio, ti amo”

Q., ho la testa che ancora mi gira. Dopo aver trascorso una piccola eternità aspettando di essere ucciso, ed essermi sentito sollevato, finalmente di poter tornare alla mia folle “vera” vita, ora non faccio altro che morire dalla voglia di tornare a quei giorni con la Band Apart. Be’, era prevedibile. Tu mi dicesti, durante il nostro primo incontro, o forse non era il primo, comunque, il primo relativo al film – in quel ristorante tailandese anni ’50 – che mi sarei innamorato del mio regista. Be’, sì, Quentin, amico mio, ti amo. (…) Certamente, ti ho dato tutto me stesso, per questo film. Vorrei averti dato di più. Spero ardentemente in un’altra occasione, un giorno. Rendi quel giorno vicino.

(David Carradine, Kill Bill Diary, Milano, Edizioni Bietti, 2011, pp. 190-191)

E pensare che Quentin Tarantino aveva in mente Warren Beatty per il ruolo di Bill. Il tira-e-molla con la star di Reds e il suo successivo rifiuto hanno spalancato le porte a David Carradine, che, a sua stessa ammissione, ha assistito ad una personalissima rinascita. La tenerezza con cui David Carradine parla di se stesso, degli anni di gloria nei 70s, della condizione di attore di serie B (quando va bene) in cui si trova e dalla quale è convinto di uscire dopo il successo già annunciato di Kill Bill, è una bollente stretta al cuore. Quella rinascita non avviene. Nessuna metamorfosi, nessun’altra vetta in termini di successo, nessuna svolta. David Carradine torna su squallidi e miseri set di filmetti e filmacci appena finisce le riprese. Rimangono solo pagine come questa. Frasi piene di una speranza immensa per un futuro tanto sperato, agognato e -una volta tanto possiamo dirlo- che si sarebbe meritato.

Questa lettera, forse mai spedita, è un punto di arrivo dopo più di un anno trascorso pochissimo di fronte alla cinepresa, molto in palestra per prepararsi al ruolo e tantissimo da un lato all’altro dell’America e del mondo, a rincorrere soldi, eventi di beneficenza, sedute fotografiche, pensando sempre e solo a quel film di Quentin e a tutto ciò che avrebbe comportato per lui. Nell’arco delle prossime settimane e mesi vi racconteremo la storia di un uomo e dell’incredibile realizzazione di Kill Bill, che abbiamo rivissuto leggendo il diario che David Carradine ha tenuto e scritto nell’arco di un paio d’anni. Il cinema non è fatto solo dai film, ma anche delle storie che ci stanno dietro. Storie come questa.

A presto.

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Simone Tarditi

Simone Tarditi

"Into this house we're born.
Into this world we're thrown".
-Jim Morrison
Simone Tarditi

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