WarCraft, la mia vita per l’Orda

Puntuale come la morte, l’Internet sentenzia e decapita l’ennesimo blockbuster, perché sì, cominciamo con il dire che WarCraft – L’inizio è un ottimo blockbuster. Eppure la critica e l’internet si trova dall’altra parte della barricata. Perché?
In questo articolo affronteremo un punto di vista atto a giustificare una determinata teoria: tutti si sono fatti un’aspettativa altissima e sbagliata sul film e quindi, venendo a mancare questa, ecco che il film si declassa a un prodotto non riuscito.
WarCraft, in fin dei conti, è uno dei prodotti che facilmente si catalogano nel ‘classico’. Un classico film fantasy, di armature, umani, nani, orchi verdi, magie, stregoni e via discorrendo.
Alla regia il collaudato Duncan Jones. Una produzione iniziata nel lontano 2008 con a capo Sam Raimi e conclusa solo oggi. Il tutto è preso da un brand videoludico di grande spessore narrativo, con decenni di storia alle spalle e di successo planetario.

Si inizia un discorso partendo e/o rispondendo alle critiche: film noioso, non ha nulla da dire, personaggi senza spessore, tutta roba già vista.
Ragioniamo ad oggi, 2016, il rapporto con la saga da parte del pubblico, non è completo. Spieghiamoci meglio, non c’è l’intenzione di fare un paragone, ma di confermare e proporre visioni e pensieri. Molte persone, in termini videoludici, conoscono soltanto WarCraft III e il famosissimo World of WarCraft. Chiaramente una semplice logica ci porta a presupporre che se c’è un WarCraft III, prima di esso ci sia stato un secondo e primo capitolo, che risalgono effettivamente al 1995 e 1994.

Alzi la mano chi ha giocato effettivamente e finito questi due giochi. Il deserto.

Sì, in poche parole, nessuno, al di fuori del terzo capitolo e del MMO, conosce appieno la storia di WarCraft.
Quindi, essenzialmente (lo scrivente per conoscenza, non per vanto, ha giocato i primi due capitoli), chi conosce veramente bene il brand e la linea temporale si accorgerà di una cosa in particolare, il film di WarCraft è praticamente la trasposizione cinematografica del primo capitolo, WarCraft: Orcs & Humans.
Ripetiamo: ORCS & HUMANS.

Così arriviamo ad una seconda critica: il film è noioso, ci sono soltanto umani e orchi, il loro scontro e nulla più. Dove solo gli Elfi? E i Non Morti?

Qui si racchiude il cuore di questo articolo: tutti si sono fatti un’aspettativa sul film basandosi su una conoscenza limitata della serie, come detto prima,

Il problema principale è stato aspettarsi personaggi che arriveranno solo decenni dopo gli eventi narrati in questo film, Arthas compreso.

Il problema principale è stato aspettarsi personaggi che arriveranno solo decenni dopo gli eventi narrati in questo film, Arthas compreso.

dal terzo capitolo in poi, ignorando completamente l’esistenza degli altri due capitoli. Ma basta veramente poco per chiedersi ‘come si è arrivati agli eventi di WarCraft III?’. Ecco che arriva, in soccorso, il film.
Ma quindi, i tanti discorsi sul falso problema della fedeltà alla fonte originale?
C’è sempre per fortuna, il problema è che lo spettatore medio ormai vive di aspettative, un morbo che ha cominciato a diffondersi dall’arrivo in massa dei cinecomics, motivo per cui un film deve sempre avere l’asso nella manica, la scena dopo i titoli di coda, l’inserimento di un easter egg che rimandasse ai prossimi capitoli e quindi, l’arrivo del vero nemico: i Lich, i Non Morti, Lord Archimonde e tutto il Bagaglino. Non c’è più il gusto di apprezzare una razza, che emigra nella terra degli umani e nel cercare una convivenza pacifica lascerà dietro di se una scia di sangue e corpi maciullati. No, deve esserci sempre quel più in pieno stile cinecomics.

Terzo punto delle critiche: Duncan Jones incapace, prima perde il padre poi realizza un film orrendo.
Duncan Jones ha veramente pochissime colpe. Inoltre puntare il dito contro di lui, vuol dire, a conferma di quanto detto prima, non aver visto il film: a discapito di una sceneggiatura e dialoghi sufficientemente equilibrati, Azeroth è veramente magnifica, una realizzazione al computer piena di stile e dettagli che non si vedeva dai tempi di Avatar. Il fattore ‘Cosplay poraccio’ degli attori fortunatamente è venuto meno, proprio perché aiutati da una sapiente CGI e, cosa importante, è un film che rimane, non ha quel rischio di essere scordato appena usciti dal cinema.
Vorreste forse dirmi che lo scontro Gul’Dan-Durotan non vi ha impressionato? Non ci credo.

La scelta di Duncan Jones è da prendere con le pinze, da una parte lui aveva già dichiarato che avrebbe fatto questa markettata per prodursi qualcosa di suo subito dopo, dall’altra parte la produzione di questo film andava avanti dal 2008; serviva un regista con talento e capace nel girare le scene nei tempi stabiliti, portare a casa il materiale e consegnarlo entro la release stabilita.
Il film ha momenti di vuoto, personaggi con poco spessore e momenti di imbarazzo narrativo, ma è tutt’altro che realizzato e girato male.

Quindi, mentre voi eravate lì ad aspettare di vedere Arthas, Duncan Jones vi ha fatto vedere gli avi di Arthas, quelli narrati nel primo episodio, quelli che noi in WOW conosciamo come i ‘grandi eroi della Prima Guerra’.
Duncan Jones, come Snyder per Batman V Superman, non segue la necessità di rispondere al fan, ma di creare una base logica per poi portare avanti la storia nella trilogia annunciata e che speriamo venga realizzata.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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