Venezia73: The Light between Oceans, la luce della ragione

The_Light_Between_Oceans_posterJanus, dio pagano caro agli antichi romani, è colui in grado di guardare in due direzioni opposte, verso il passato, ciò che era e verso il futuro, ciò che sarà, in maniera da riuscire ad osservare sia all’interno sia all’esterno della realtà. Da qui deriva l’etimologia dell’ultimo dei dodici mesi, gennaio, che chiude il vecchio anno e apre la strada al nuovo.

Tale premessa ci guida alla nostra meravigliosa location, la solitaria e minuscola frazione di terra australiana, l’isola di Janus, lambita dalle acque di due oceani quello Indiano e Australe dove Thomas Sherbourne, il nostro protagonista (interpretato dal volto neutro di Michael Fassbender) si pone spontaneamente alla guida della luce del faro nella pellicola The Light Between Oceans.

Presentato in concorso in questa 73ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il regista Derek Cianfrance, presenta un progetto nuovo all’interno della sua esperienza cinematografica; dopo i suoi precedenti film, Blue Valentine (2010) e Come un tuono (2012) sente la personale esigenza di trasporre un’opera letteraria in un lungometraggio, impiegandovi così quasi quattro anni per la nuova uscita.

Ispirato dalla lettura dell’omonimo romanzo di debutto dell’autrice australiana M. L. Stedman; Cianfrance in conferenza stampa parla di come si sia innamorato dell’opera, poiché ha rivisto nella luce del faro, la luce che da vita al cinema stesso. È un’esplicita dichiarazione d’amore che si unisce all’inno della vita incarnata dai due protagonisti, l’affascinante Fassbender e la magnifica presenza della svedese Alicia Vikander, entrambi presenti alla premiere veneziana.

È la storia di un uomo che fugge dal proprio passato segnato da esperienze di perdite e di lutto per ritrovarsi in un futuro macchiato dalla medesima promessa di morte. Lui, Tom, sopravvissuto agli orrori della seconda guerra mondiale, è un personaggio fortemente morale che vive una non esistenza che lo lega alla promessa passata fatta se stesso di non compiere più del male ad altri; lei, Isabel, vitale e gioiosa, ha fatto esperienza della perdita di due fratelli, ma è fiduciosa nel futuro e desiderosa di amore e di una famiglia. Sarà lei a ridare la vita a Tom rimettendo insieme i pezzi che la guerra ha rotto, facendo risorgere in lui una luce nuova, incarnata dalla vita coniugale sulla loro isola privata, il loro piccolo spazio di Eden lontano dalla realtà del ventesimo secolo.

Tuttavia anche questo loro piccolo angolo di paradiso si sgretola irreversibilmente innescando una catena continua di dolore; due aborti spontanei seguiti da un miraggio di felicità quale la barca con a bordo un neonato e il corpo privo di vita del padre. Il dilemma esistenziale di Tom, compiere o meno la cosa giusta per un uomo che incarna valori morali di lealtà, forza e coraggio.

Amore, devozione coniugale, maternità, immigrazione sono questi i temi salienti che Cianfrance ha voluto delineare nella messa in scena filmica, attraverso una possente esaltazione dei meravigliosi scorci paesaggistici che lasciano senza fiato gli spettatori. Interpretazione magistrale della Vikander, toccante e intensa, che pur non avendo vissuto sulla propria pelle l’esperienza della maternità ha saputo trasmettere tutto il dramma esistenziale, il dolore e la desolazione che solo una madre può provare a seguito della perdita di un figlio. The Light Between Oceans è un film profondo che fa notare la sua pesantezza attraverso i lungi 133’ trascinando lo spettatore in una landa sconfinata ma affascinante attraverso una trama pulita e lineare.

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Così come la luce di un faro che illumina le notti sopra i due oceani, si accende nell’oscurità della notte per dare speranza ai viandanti del mare; è un fuoco caldo, una delicata luce che riscalda e riempie d’amore i corpi di coloro che ormai smarriti nell’oscurità ritrovano la giusta strada verso casa.

Elisabetta Da Tofori

Elisabetta Da Tofori

Forse ti hanno chiesto perché volevi darti al teatro, e tu non hai potuto fornire una risposta ragionevole, poiché ciò che volevi fare nessuna risposta ragionevole può spiegarlo: volevi volare.
-Edward Gordon Craig
Elisabetta Da Tofori

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