Venezia73: Nocturnal Animals, il nuovo e crudele film di Tom Ford

Una sequenza iniziale simbolica, potente, disarmante. Una scena che lascia lo spettatore senza fiato. Corpi di donne robuste, in carne, non più giovanissime, che danzano sotto la luce dei riflettori vestite solamente della loro libertà. È forse questa l’anima di Nocturnal Animals di Tom Ford: la libertà di esprimere se stessi sovvertendo i canoni imposti dalla massa.
Per Tom Ford quelle donne nude sono bellissime proprio perché non hanno timore di mostrarsi. Si percepisce dell’invidia ammirando le loro movenze disinvolte.

Nocturnal Animals è un elogio al coraggio delle decisioni che si prendono, una pellicola sull’affermazione del proprio io anche quando tutti attorno non hanno fiducia nel potenziale degli altri.
Nessuno dovrebbe avere il diritto di stabilire quale sia il tenore di vita più consono ad un uomo. Non si può vivere semplicemente per sopravvivere. Tom Ford accusa una società consumista dedita alla realizzazione professionale a discapito della felicità. Condurre un’esistenza del genere porta solo a miseria e solitudine, il personaggio di Susan (Amy Adams) lo sa bene. (Angelica Lorenzon)

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Oggi e’ stata presentata al Lido la seconda pellicola del regista-stilista Tom Ford: Nocturnal Animals, un riadattamento del romanzo di Austin Wright Tony & Susan (edito Adelphi in Italia).
La trama e’ un intrecciarsi di due storie parallele che vanno sovrapponendosi: quella della “storia di un matrimonio” nella  vita reale e quella della finzione nel romanzo.
Dopo diciannove anni trascorsi senza sentirsi, la gallerista Susan (Amy Adams) riceve dal suo ex-marito scrittore (Jake Gyllenhaal) una copia del suo lavoro: intitolato proprio  Nocturnal Animals.
La donna legge il libro a lei dedicato di notte, al termine delle sue giornate in mezzo “a tutta quest’arte che non la interessa” e in solitudine (il nuovo compagno e’ impegnato in trasferte newyorkesi di lavoro e non). L’animale notturno e’  “il soprannome” di Susan, datole dall’ex per il suo non dormire la notte, ma anche l’istinto di un qualcosa incapace da gestire.
Nocturnal Animals, inoltre, evoca una certa fisicità durante tutto il film: dalla decadenza di masse di carne delle prime scene, alle riprese dall’alto delle arterie blu della tangenziale per terminare nel martellare fluido che vibra dentro la testa degli spettatori. (Mariangela Martelli)
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Quando la realtà si confonde con l’illusione, il vissuto riecheggia nella nostra mente in un continuo eterno ritorno di un passato logorato dal tempo. I due livelli di narrazione s’intersecano, sovrapponendosi l’uno sull’altro grazie ad una congeniale tecnica di montaggio che contribuisce alla creazione di una suspense incredibile. Tre differenti livelli di narrazione coesistono in Nocturnal Animals, un presente rigido, statico, un passato eterno e una fiction novel. L’illusione penetra bruscamente nella realtà, tentando di mischiarsi con essa, incurante dei sentimenti e dei protagonisti; tuttavia, si conservano elementi che contraddistinguono i due principali tempi e scandisce il ritmo delle due narrazioni.

La realtà si sviluppa attraverso l’utilizzo di ambienti freddi, convenzionali, esaltati da un’architettura geometrica, rigida che si sviluppa modularmente; i loro colori sono neutri: bianchi, neri e varie tonalità di grigi, qualche tinta viene mostrata ma nelle sue gradazioni più scure, cupe quasi prive di vita. Ciò rispecchia molto gli stati emozionali, mostrando una completa estraneazione da parte della protagonista, Susan Morrow (Amy Adams) rispetto al mondo che la circonda, alla sfera di relazioni interpersonali e al suo io interiore. Al contrario, la finzione mostra una natura vitale, animata dai caldi colori che pitturano i paesaggi desertici del Texas: rossi, gialli, arancioni si amalgamano producendo un’intensa esperienza visiva. Di conseguenza rappresenta una sfera di emozioni espresse con un’intensità talmente forte da sconvolgere, colpire e distruggere lo spettatore, tanto da volerci allontanare dalla visione e farci chiudere gli occhi (operazione messe in scena sullo schermo attraverso netti stacchi neri, riportando la protagonista alla realtà presente che la circonda).

Infatti, le emozioni della fiction sono talmente forti da fuoriuscire nella realtà con una prepotenza brutale tale da sconvolgere Susan e tormentarla nelle sue visioni ad occhi aperti. Film potente e intenso che coinvolge lo spettatore ad un livello superiore. (Elisabetta Da Tofori)

Angelica Lorenzon

Angelica Lorenzon

"I know everything, everything but myself."
- François Villon
Angelica Lorenzon

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