Westworld, pensavo peggio

Lo ammetto, mi sono avvicinato a questa nuova creatura scritta per la HBO da Jonathan Nolan – la penna migliore tra i Nolan Brothers – con qualche pregiudizio. Il Mondo dei Robot di Crichton è un cult assoluto e anticipava i tempi sul tema delle intelligenze artificiali che si ribellano ai loro creatori.
Va anche detto che Jonathan Nolan ha un chiaro amore per questo tema: proprio da pochi mesi si è conclusa Person of Interest che presentava una narrazione, il conflitto uomo e macchina (The Machine) che era il fulcro del racconto.
Eppure alla fine la riscrittura di Nolan jr. assieme alla moglie Lisa Joy convince con grande raffinatezza, tenendo uno sguardo al film originale, evolvono il parco, prendono in considerazione non solo l’opera di partenza ma tutta la poetica e l’etica che Crichton ha sempre inserito nei suoi romanzi. Infatti la gestione e i sogni del parco dei divertimenti ricordano tantissimo un ancora da inaugurare Jurassic Park, con annessi sogni, speranze e paure.
Non a caso il personaggio di Antony Hopkins richiama fortemente quella senile testardaggine di John Hammond, attingendo sia alla versione cinematografica che cartacea (a differenza del libro, Spielberg rese il suo personaggio più divertente e dolce, invece nel libro oltre a rimanere ucciso dai suoi stessi dinosauri, si presenta come avido e arrogante).

Il resto del pilota è qualcosa a cui già siamo abituati e qui forse il tema zoppica leggermente e consapevoli di questo, la scrittura vira su un Ed Harris, pistolero solitario che sembra alla ricerca di un codice sorgente di tutti gli automi del parco – ma lui è umano o un robot? – e una realizzazione estetica del parco che ricorda molto l’arena di ‘gioco’ del primo Hunger Games.
Promossa con riserve questa prima puntata ma a vincere sono i pro. Mettendo da parte il film del 1973, adesso la serie può solo che decollare. Ricordiamo che il progetto è dell’HBO, punto non di poca importanza: Game of Thrones succhia soldi ovunque, Vinyl è stata cancellata e la stessa rete ha dei debiti astronomici. Sospeso, ma non cancellato, True Detective, la rete adesso è alla ricerca di un cavallo di battaglia – a quanto pare tra due stagioni GoT chiuderà – quindi tra marketing, hype e cast, HBO ha bisogno di un altro bel cavallo di razza da far correre per almeno un quattro o cinque anni.
Interessante il sottotitolo dato alla messa in onda in Italia; Westworld – Dove tutto è concesso. La ribellione per questa troppa libertà arriverà a caro prezzo. Noi la seguiremo. Seguitela con noi se volete, altrimenti c’è sempre Grattachecca e Fichettolandia.

Gabriele Barducci

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- Bruce Springsteen
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