RomaFF11: Una, esegesi di una violenza

Arriva il primo film controverso alla Festa del Cinema di Roma. Una, con Rooney Mara e Ben Mendelsohn. Trama delle più ‘semplici’ e difficili da narrare, Una (Rooney Mara) a 13 anni viene violentata dal suo vicino di casa Ray (Ben Mendelshon). Anni dopo, mentre lei è rimasta ibernata in quel momento della sua vita, Ray è andato avanti, scontato la pena, rifatto una famiglia e onesto lavoratore.
Lei lo cerca, lo trova, lo incontra sul posto di lavoro che diventerà un labirinto di ricordi, consapevolezze, dolore e accuse.

Controverso è la parola più efficace per descrivere il film, un continuo viaggio alla riscoperta e riportare in vita sensazioni, momenti, emozioni e orgasmi di quel periodo in cui, consapevolmente i due si trovavano, si stuzzicavano e amavano. Davanti una possibile pellicola di ‘denuncia’, la storia segue un altro tipo di percorso: si identifica con i due personaggi, li scopriamo momento dopo momento e, innegabilmente, il cuore pulsante di questo dramma sono proprio loro due. Lei, Una, è rimasta ferma a quel dramma, odia ma allo stesso momento ama Ray, lei si è concessa giovanissima a lui perché credeva in quell’amore e continua a crederci anche ora.
Ray invece è il personaggio più difficile da ‘interpretare’. Non è un pedofilo, non lo è mai stato, lui stesso non riesce a spiegarsi il suo gesto e lo vediamo più vicino ad un’adolescente innamorato che un uomo di 50 anni con una strana perversione – che come detto, non gli appartiene. Sembra più vicino al personaggio maschile di Lolita, capiamo il suo dramma, quasi lo comprendiamo e crediamo anche che lui, per quella giovane, abbia veramente perso la testa, in un modo così innocente ma anche illegale, quasi da far tenerezza, ma la legge chiaramente non vede l’atto sessuale verso una minorenne nel suo valore sentimentale.

Tutto si capovolge, Una ha paura ormai di essere “troppo vecchia” per lui, non maturando l’idea che Ray effettivamente non è un pedofilo e forse la persona con seri problemi, può essere effettivamente lei.
Dicevamo controverso, sì, il film prende posizione, effettivamente il tessuto narrativo ha pena e tenerezza per Ray, quasi difende il suo gesto proponendoci appunto, l’ambiguità del personaggio di Una.
Il film porta il suo nome come titolo, cosa che dovrebbe darle una certa centralità nella storia, eppure ci si perde di più nel personaggio di Ray, capace di intendere e di volere e anche di amare e fare sesso con una tredicenne, tutto questo mentre, stranamente, giustifichiamo il suo atto.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
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