Pay the Ghost, un Halloween tra zucche distrutte e Star Wars

pay-the-ghost-locandineTimido come un dente del giudizio che non si decide a uscire, il film Pay the Ghost è uscito in una manciata di sale italiane. Bisogna fare fatica a trovarlo, ma c’è, fidatevi. Charlie, il figlioletto del professore Mike Lawford (Nicolas Cage), scompare improvvisamente durante una parata di Halloween e Kristen (Sarah Wayne Callies, sopravvissuta alla serie tv The Walking Dead), moglie di Mike e madre di Charlie, imputa al padre di suo figlio ogni colpa possibile su quella misteriosa sparizione. Sfidando tutto e tutti, senza arrendersi mai, il professore utilizzerà ogni forza in suo potere per varcare le soglie della verità e trovare il suo Charlie. Piccolo bimbo, non piangere, tanto ti salva papà Cage.

Tra sovrannaturale e paranormale, Pay the Ghost non è un orrore come tutto potrebbe far sembrare, ma una media produzione cinematografica diretta da Uli Edel, né un cagnaccio né un mestierante, già autore del cult Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino o Ultima fermata Brooklyn, il quale sa come far funzionare una sceneggiatura lontana dall’essere solida e rendere quasi credibile una vicenda incapace di avere un’identità precisa. Eppure non è così difficile evitare di soffermarsi troppo sui suoi difetti perché il tema trattato in Pay the Ghost, cioè il dramma relativo al rapimento di migliaia di bambini ogni anni negli USA, rende il film molto più inquietante di altri thriller e horror osannati negli ultimi anni.

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Perciò, sì, il film esorcizza una paura reale e, per mezzo di una metafora legata al culto dei morti e della festa di Halloween, lancia un messaggio che va oltre il cinema: fare più attenzione ai propri figli affinché non si perdano, un messaggio analogo al finale di M – Il mostro di Düsseldorf  (Fritz Lang, 1931) sorretto dalle sfide affrontate da un padre per salvare il proprio figlio che ricordano quelle del sottovalutato The Day After Tomorrow – L’Alba del giorno dopo (Roland Emmerich, 2004). Senza nasconderci dietro nulla: una tematica a cui siamo molto cari su Vero Cinema. E poi, che cavolo, Nic Cage vestito da cowboy con tanto di cinturone di plastica durante la notte di Halloween è una visione beatificata e rappacificatrice col mondo intero.

Beatitudine e pace non sembrano però essere stati gli stati d’animo vissuti dal protagonista durante le riprese di Pay the Ghost, pare infatti -stando alle dichiarazione di una delle comparse- che Nicolas Cage un giorno fosse così arrabbiato con tutti da prendere a calci e sfondare una delle zucche di Halloween presenti sul set. Altro che Billy Corgan, l’unico vero “Smashing Pumpkin” è Nicolas Cage.

Il terrore negli occhietti della zucca di Halloween

Per concludere, una nota nostrana. Il poster italiano è davvero curioso: circondato da persone mascherate in pieno stile Eyes Wide Shut c’è Nicolas Cage, protagonista del film nonché attuale eroe del cinema americano sotto la serie B, che tiene in mano una torcia elettrica il cui fascio di luce è di tale intensità da farlo sembrare una spada laser da maestro Jedi. Che per carità, insieme alla massa di bambini finiti in quella specie di Ade mostrato nel film, Cage avrebbe potuto trovare oltre al figlio anche la spada laser di Obi-wan Kenobi passata poi tra le mani di Luke Skywalker, che a Cloud City vide amputarsi quell’arto nel quale impugnava l’arma Jedi per eccellenza dando poi, trentacinque anni dopo, il via all’insopportabile meme del “There was a hand too, did you bring the hand?” in riferimento al finale di The Force Awakens. Che sia un indizio per un coinvolgimento del fu Capitano Corelli al fianco di Chewbacca e contro l’Impero? Lo possiamo già vedere vestire gli abiti di Han Solo (appartenente alla razza dei Corelliani, tra l’altro) e fare il contrabbandiere di bacta tank per gli ospizi di Tatooine. Teniamo il parrucchino incrociato.

Simone Tarditi

Simone Tarditi

"Into this house we're born.
Into this world we're thrown".
-Jim Morrison
Simone Tarditi

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