Venezia73: Intervista esclusiva a Nicholas Verso, regista di Boys in the Trees

Settembre 2016.
Sole alto e grande caldo al Lido di Venezia. La sveglia puntata presto, ci vestiamo, attrezzatura in mano e ci dirigiamo verso Lungomare Marconi in un piccolo Lounge dove ci aspetta Nicholas Verso, regista di Boys in the Trees, film proiettato solo la sera prima nella sezione Orizzonti. Lo staff dell’ufficio stampa ci accoglie, ci concede il tempo di preparare attrezzatura e set per l’intervista mentre Nick si avvicina a noi e si presenta. Timido, gli diciamo che saranno solo domande sommarie sul suo film, lo rassicuriamo, sorride. Nel sederci si scusa per i suoi calzini neri. Amiamo già il suo essere eccentrico e stravagante. Si parlotta ancora un po’ sul film, su cosa ci sia piaciuto e cosa noi, poi la telecamera si accende, la registrazione parte ed è ora di tornare serie.
In calce all’intervista troverete anche la versione in originale in inglese e il video dell’incontro.
La redazione ci tiene a ringraziare Andrea Sperandio per il supporto audio/video, anche nella fase di post produzione, Giuseppe Davoli e Veronica Sabino per la consulenza durante le fasi di traduzione: l’accento australiano del buon Nick in più casi ci ha disorientato.

Perchè hai avuto bisogno di raccontare questa particolare storia?
Con questa storia ero interesato a celebrare l’esperienza adolescenziale in Australia. Una delle cose a cui ho pensato sono gli amici dell’adolescenza e cosa succede quando queste relazioni si interrompono nel passaggio nell eta adulta. Alcune volte non realizzi chi ha l’influneza e l’effetto p[iu grande su di te. Volevo celebrre questo e farlo negli anni 90 perche adesso viviamo in un era con Facebook , cellulari e internet..pensa a quello che abbiamo lasciato in quel periodo.

Com’è stato lavorare al tuo primo film?
Mi sono divertito molto a girare il mio primo film ed è stato strano perchè ero in una citta che non conoscevo.. Eravamo come vampiri ci alzavamo al tramonto e giravamo fino all’alba per poi andare a letto. E stato uno shoot un po’ pazzo e divertente e lavoravo tanto  con adolescenti che correvano a destra e sinistra, c’era un sacco di energia..mi sentivo bambino a volte ma mi sono divertito. C’è voluto un po’ ma e stata sicuramente una bella esperienza.

Tu sei anche un DJ. Come questo ha influenzato il tuo approccio alla regia? per esempio ho sentito alcune tracce di Marilyn Manson e Rammstein, che adoro.
(ride) si sono dei grandi. E’ interessate, all’ inizio il film doveva essere ambientato nei giorni d’oggi, ma sentivo che la tecnologia era d’intralcio e quindi sono tornato indietro negli anni 90 e tutto ha cominciato ad avere piu senso. Una delle cose che mi ha portato a questa decisione e’ stato incontrare a Melburne i 99 e vedere come gli adolescenti hanno nostalgia per questo tipo di musica che non è della loro era..e ho pensato che questo è un buon ritmo. Penso che farte il DJ mi abbia aiutato come filmaker ad imparare con che cosa puoi cavartela con una folla quando hai 1000 persone di fronte a te e devi farle danzare per 5 ore. Impari un sacco riguardo al ritmo e a dove le puoi portare, dove caricarle e dove ralllentarle. Quindi si, penso che fare il DJ mi ha aiutato molto nel produrre il film.

Posso avvertire un sentimento di nostalgia in questo film, nel poster dei Nirvana, nel primo computer, nella stampante non funzionante… nei lettori cd portatili. C’è una ragione particolare secondo la quale il film è ambientato nel 1997?
Ho guardato indietro a quando tutti quanti hanno iniziato ad avere il telefonino, l’email e tutte quelle cose.. volevo che gli adolescenti fossero da soli durante la notte, senza poter essere contattati e irraggiungibili e quell’anno (1997) sembra essere stato l’ultimo anno in cui gli adolescenti erano così, non potevano essere contatti per messaggio, ma avevano grandi discussion faccia a faccia, non su Skype o Snapchat ma di persona, questo per me e’ quello che apriva la comunicazione. Inoltre mentre facevo ricerca su quell’anno, ho pensato che il mondo è cambiato molto (nel 1997) e tutte le tecnologie e un po’ del conservatismo di oggi sono nati in quell’anno. Io stesso sono nato in quell’anno rispetto a “perdite, passato e persone che sono morte e non piu’ sostituite”. Penso che il 1997 sia l’anno in cui ciò che siamo oggi nacque.

Ho sentito che presenterai Boys in the Trees al prossimo Busan Film Festival. Quali sono i tuoi programmi per la distribuzione internazionale?
Non siamo molto sicuri su questo al momento e dovremmo prendere una decisione nei prossimi giorni. Abbiamo ricevuto alcune offerte, normalmente per i film Australiani la distribuzione internationale e’ fatta prima (del film), ma noi siamo usciti da questo schema semplicemente facendo il film. A livello di script le persone non capiscono il film mentre  quando lo guardano penso che abbia un po’ piu di senso. Abbiamo ricevuto alcune offerte quindi ora vedremo.. Voglio portarlo in tutto il mondo, mi piacerebbe portarlo ovunque.. e’ eccitante che il primo “screening” sia stato qui in Italia, dall’altra parte del mondo rispetto all’Australia.

Ultima domanda: quale reazione ti aspetti dal pubblico?
E’ difficile da dire.. ho fatto il film che volevo fare e spero che gli piacerà. Spero che le persone che sono cresciute negli anni 90 si divertano guardandolo. Spero che sentano che sia vero che abbia catturato al meglio il periodo e la nostaglia di quell’era. Spero anche che i giovani possano vedere una storia differente  rispetto quella a cui sono abituati. Io penso che gli adoloscenti di oggi sono abituti ai film della Marvel o Blockbusters..tutti pensano che i giovani siano molto piu semplici di quelli che sono; io penso che siano molto piu complicati e filosofici e ho voluto fare un film che parli di quanto siano intelligenti e che non li sottovaluti, e spero che la prendano positivamente e che ne rispondano positivamente al film.

Di seguito ecco anche l’intervista nella sua forma originale.

Why did you need to tell as thi particulary story?
With this story I was really interested in celebrating the teens experience in Australia growing up and one of the thing I thought about is how the friends that you had as a teenager and what happens when those relationships sever as you step into adulthood sometimes you do not realize who has the biggest influence and effect on you so i  wanted to celebrate that and doing the in the 90s  cause as we now live in this technological era with Facebook and mobile phones and the internet, think about what we aid goodbye to from that period.

How was working to your first movie?
I had a great time making my first film, it was a strange (route), because I was in a city  (that I’ve never) that I wasn’t from, and it was were like vampires getting up at sunset and filming till sunrise and go back to bed. It was a very fun and crazy shoot, and we had, I worked since smoke flakes going off and teenagers running around, so there was a lot of energy, and..I felt very silly at times, but I had a ball it was really great.. it was a long slot to get there but it was a wonderful time.

You are also a DJ. how did this affected the way of how you make a movies? Fors example i heard some traces by Marilyn Manson and Rammstein.
It is interesting, originally the film was set in modern day, and I found that the technology was just getting in the way and when I went bak to the 90s it all started to make sense. And one of the things that let me there was, in Melbourne I run in (99) and it is very successful and I was looking out at the teenagers and how they have nostalgia for this music that they were not alive for and I thought, this is a good rhythm. and I guess DJing helped me as film-maker learn about what you can get away with, with an audience when you have a thousands people in front of you, and you got to keep them moving for 5 hours you learn a lot about rhythm and where you can take them, and where to wake them up and where you can slow them down, and pace things slow, so, yeah I think djing has really helped my film making a lot.

I can feel nostalgia in this movie, like Nirvana’s poster, portabler cd player, first computer with printer dosen’t work. There is a particulary reason why the movie set in 1997?
I was looking back at when everyone started to get their first mobile phone, email and all the sort of things, exactly, I wanted teenagers to be alone in the night, I wanted them to be uncontactable, in reachable, and off the grid, and so that felt the last time teenagers could do that, they did not have people texting them, and they spoke to each other face to face, they had big conversations, it wasn’t over Skype, it wasn’t via SnapChat it was face to face interaction, and for me it opened up communication, and also when I researched that year I thought the world changed so much that year, and the world we are living now, with all the technologies and some of the conservatism we live with now, a lot of that was born out of that era, I was born out of that specific year in terms of the loss, the past, the people that die that never got replaced. I think 1997 was when who we are today was born.

I heard that you will present Boys in the Trees at next Busan Film Festival. Wich are your plans for International distribution?
We are not quite sure at this point, and we may have to make a decision in the next couple of days, so.. We had a few offers, normally with the Australian films you have your international sell in advance, we kind of broke that model  by just making the film, because on a script level on the page, people did not understand the film, while once you watch it I think it makes a bit more sense, so we had some offers, so we will see… I want to get it out all over world, I love to get it as far and wide out as I can, so… it’s thrilling that the first screening has been here in Italy, on the opposite side of the world from Australia.

Last question: wich reaction do you expect from the public?
Hard to know you know, I just made the film I wanted to make and hopefully they like it.. I hope that people who grew up in the 90s enjoy it, I hope it feels true to them, that it captures the period and nostalgia for that era, and I hope young people also like seeing a story that is a little different to the ones what they are used to. I think teenagers now are used to watch Marvel’s films and Blockbusters, and everyone thinks teenagers are a little more simple than they are, whereas I think that teenagers are very complicated and are very philosophical so I wanted to make a film that spoke how smart they are, and did not underestimate them, and I hope they don’t mind that and I hope they respond well to that.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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