TFF34: Free Fire, la carneficina dei topi di fogna

Ben Wheatley (Kill List, A Field in England) è proprio un casinaro, ma come non apprezzarlo per questo. Alla scorsa edizione del TFF abbiamo avuto modo di visionare il suo precedente e ballardiano High-Rise e quest’anno è stato il turno di Free Fire, la sua opera più recente. Pare accantonato per il momento il suo progetto di fare un remake di Sorcerer di William Friedkin, che a sua volta aveva già preso spunto da Clouzot, e sembra stia lavorando ad un film ispirato alla serie tv Ideal, di cui qualche anno fa proprio Wheatley aveva diretto degli episodi.

In Free Fire assistiamo ad un gruppo di criminali di mezzatacca, commercianti d’armi, tossici fedifraghi, doppiogiochisti, informatori, topi di fogna che per un’ora e mezza di film si scannano gli uni con gli altri all’interno di una fabbrica abbandonata e marcescente. Ed è tutto bellissimo, un po’ sulla scia di Reservoir Dogs e The Hateful Eight (Quentin Tarantino, 1992 e 2015). Nota di merito, oltre ad una regia impeccabile, il cast composto da Brie Larson, Armie Hammer, Sam Riley, Enzo Cilenti, Cilliam Murphy, Sharlto Copley, Babou Ceesay e Micheal Smiley, l’immancabile attore feticcio del regista.

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Free Fire, oltre ad essere un chiaro omaggio in salsa tarantiniana di alcuni crime-movie anni ’70, in qualche modo si avvicina ad un precedente lavoro di Wheatley: Down Terrace. Esclusa la virata finale nel campo delle sette e del culto, l’ultimo film di Wheatley si rifà molto anche a Kill List. La formula è sempre quella: un gruppo di persone imbranate, bizzarre, fuori luogo, che cercano di fare i criminali seri senza riuscirci. Inevitabile è l’utilizzo progressivo di toni da folle commedia man mano che gli eventi si fanno sempre più assurdi e i personaggi iniziano ad essere fatti fuori come tanti soldatini di plastica.

Proprio come in un gioco da tavolo o in un video-game, i protagonisti del film lottano per se stessi e non sembrano essere minimamente attaccati alla vita, quasi essa non costituisse il termine ultimo dell’esistenza. Questo loro esile spessore, accompagnato dal fatto che nessuno sa prendere la mira quando spara e che -pienamente nell’accettato cliché dei film del genere- i proiettili sembrano non esaurirsi mai, tuttavia non li riduce a semplici macchiette gettate nella storia, ma anzi li eleva a nuovi eroi privi di ogni elemento di timore nei confronti della morte (e qui ritorna preponderante il cinema di Tarantino). Sporco, brutto, cattivo, violento, ignorante, pacchiano, unto, infetto, marcio, auto-citazionista, Free Fire di Ben Wheatley ci ha già conquistati.

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Simone Tarditi

Simone Tarditi

"Into this house we're born.
Into this world we're thrown".
-Jim Morrison
Simone Tarditi

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