Herzog e The White Diamond, intervista all’ingegnere aeronautico Graham Dorrington

Werner Herzog, nel corso del tempo, ha acquisito un posto di rilievo all’interno del panorama documentaristico internazionale con dei lavori che non possono mai essere ricondotti unicamente a quella categoria perché sono sempre qualcosa di più. Come nel recente Into the Inferno e in tutti i documentari che ha realizzato, lo sguardo di Werner si sposta dalla materia trattata (che siano i vulcani, i penitenziari statunitensi, i giacimenti petroliferi, i grizzly, il buddismo e via discorrendo) per andare a indagare l’ignoto, il mistero nascosto nelle manifestazioni della natura. I suoi occhi sono sempre rivolti verso il dettaglio tralasciato, non ancora studiato o analizzato. Da questo punto di vista, il documentario The White Diamond non costituisce un’eccezione.

Il cosiddetto “Diamante bianco” è un velivolo progettato dall’ingegnere aeronautico Graham Dorrington, il quale –seguito da Werner Herzog e dalla sua troupe cinematografica- prova a farlo volare sopra le foreste della Guyana. Tra sforzi sovrumani e fallimenti in fase di decollo, il regista si preoccupa anche di narrare (e di non mostrare) ciò che si nasconde nella grotta dietro le cascate Kaieteur, abitata da innumerevoli volatili, oppure di dialogare con Marc Anthony Yhap, un bizzarro e a suo modo geniale individuo che sogna di ritornare dalla sua famiglia in Spagna, volando direttamente da loro sopra il “Diamante bianco”.

Fondamentale per ogni ammiratore dell’opera di Herzog e imperdibile per chiunque ami il cinema e le vere storie, The White Diamond continua ancora a volare in alto. Con Vero Cinema siamo riusciti ad entrare in contatto con Graham Dorrington, protagonista del documentario e attualmente docente alla RMIT University di Melbourne (Australia), che ha parlato con noi di Herzog, di zeppelin, di foreste pluviali e di storie poi utilizzate dalla Pixar.

Com’è stato lavorare a un documentario diretto da Werner Herzog?

Lavorare insieme a Werner è stata una breve, ma memorabile lezione di vita. Un vero gentiluomo rispettoso di tutte le persone attorno a lui, ma anche molto sicuro di quello che voleva: per esempio, non si è mai dimostrato dubbioso o indeciso su qualcosa. Dopo le riprese di The White Diamond, ho avuto come la sensazione di volere fare un altro documentario per conto mio tanto ero stato influenzato da lui. Werner ha trascorso del tempo a spiegarmi un sacco di cose, quasi come se si trattasse di una master class in regia.

Vi siete più sentiti da allora?

Siamo rimasti in contatto e ci siamo visti qualche anno dopo a Londra, ma non ho più avuto il piacere d’incontrarlo negli ultimi tempi. Lui vive in California, io in Australia.

Alla fine di “The White Diamond” viene detto che avresti ancora lavorato al velivolo per migliorarlo. In questi anni è successo qualcosa? Sei riuscito a farlo volare ancora?

No, per quanto riguarda il discorso di foreste pluviali e velivoli ho cercato di racimolare fondi sufficienti per mettere insieme un nuovo progetto. Per esempio, ho mandato online un sito chiamato “Dendronautics”, ma non ha avuto molto successo. Possiedo ancora il velivolo utilizzato in The White Diamond e credo che si potrebbe farlo volare ancora, ma ha bisogno di molte migliorie. I finanziamenti sono una bestia strana, mi stupisco sempre di quanta spazzatura venga finanziata, ma le buone idee vengano ignorate per moltissimo tempo.

Stai lavorando a qualche altro velivolo attualmente?

Sì, ma nulla che prenderà il volo in breve tempo.

 Sei riuscito a parlare di nuovo con Marc Anthony Yhap dopo le riprese di “The White Diamond”?

Abbiamo parlato brevemente dopo circa due anni dalla fine delle riprese, ma poi non sono più riuscito a entrare in contatto con lui. Ho riprovato a sentirlo qualche anno fa, ma non sono più riuscito a contattarlo.

All’inizio del documentario invece vengono mostrati filmati d’archivio riguardanti il disastro del dirigibile Hindenburg [quello raffigurato nel primo LP dei Led Zeppelin, NdR] e tu hai partecipato al film “Hindenburg: Titanic of the Skies” (2007). Ci puoi dire qualcosa su questo progetto?

Sì, ho fatto una piccola parte all’interno del film, ma gran parte delle mie scene son state tagliate in sala di montaggio perché probabilmente stonavano con tutto il resto. Si tratta di un film a metà strada tra dramma e documentario. Non ne possiedo neanche una copia.

Per quanto riguarda “The White Diamond”, son state girate delle scene che poi non sono state inserite nel montaggio definitivo?

Son state girate alcune scene che alla fine non sono state usate. Per esempio, a un certo punto Werner avrebbe voluto trovare un modo per inserire in The White Diamond la storia di Larry Walters*, ma alla fine non se n’è fatto nulla.

[*Questa è una pista interessantissima perché Larry Walters nel 1982 riuscì ad alzarsi in volo seduto sopra una sedia da giardino a cui erano stati legati molti palloni sonda meteorologici. La sua vicenda, documentata da filmati repertorio, ha ispirato la Pixar per la realizzazione del film d’animazione “Up” (2009). Nel documentario di Herzog, “The White Diamond”, rimane comunque una traccia di tutto ciò quando vengono legati dei bicchieri di vetro, pieni di spumante, a dei palloncini gonfiati ad elio e rilasciati in prossimità di una cascata per determinare la forza delle correnti d’aria in quel tratto della foresta.]

(Intervista a Graham Dorrington, ingegnere aeronautico protagonista di “The White Diamond”, condotta da Simone Tarditi durante il mese di ottobre 2016)

Simone Tarditi

Simone Tarditi

"Into this house we're born.
Into this world we're thrown".
-Jim Morrison
Simone Tarditi

You may also like...

Condivisioni