Silence: intervista a Laura Calvo, make up artist del film di Scorsese

Il vascello Vero Cinema è approdato a Taiwan, dove abbiamo raggiunto Laura Calvo, make up artist di Silence, il nuovo capolavoro di Martin Scorsese. In redazione abbiamo amato Silence e ne abbiamo parlato diffusamente (QUI e QUI). Era necessario tornare a trattare questo film, cercando di rivivere e respirare un po’ dell’atmosfera che c’era sul set. Quale modo migliore se non parlare con qualcuno che ha trascorso interi mesi fianco a fianco con Scorsese, con il cast e con tutta la crew che ha lavorato al film? Ne sono emerse storie di una Taiwan sotto la pioggia, di lunghi preparativi affinché tutto fosse perfetto, di un multietnico gruppo di persone riunite per un obiettivo comune, d’influenze e di viaggi intercontinentali. E anche di Michael Mann.

Ciao Laura, ci puoi raccontare di quando hai iniziato a lavorare come make up artist?

Sono nata e cresciuta in Argentina e sono sempre stata appassionata di arte. Fin dall’infanzia mi sono avvicinata alla pittura, alla creazione di oggetti. In quegli anni non ho comunque avuto nessuna preparazione a livello di studio, il mio lato artistico tende ad uscire fuori in maniera naturale e ricevo ispirazione da tutto ciò che ha a che fare con l’arte in ogni sua forma. Dopo aver capito la mia passione per questo mestiere, mi sono trasferita a Los Angeles per esplorare questo mondo ad un nuovo livello e ricevere una formazione vera e propria per tutto quello che riguarda il make up per cinema e televisione, body painting e trucco prostetico.

Hai deciso d’intraprendere questa strada dopo aver visto un film in particolare?

Tutti i film costituiscono una fonte d’ispirazione, non potrei sceglierne uno nello specifico. Dal mio modesto punto di vista, anche gli errori che ho notato nei film mi hanno “formata” in maniera positiva per non cascarci anche io. Per questo motivo, tutti i film mi sono serviti per migliorare le mie abilità in questo settore.

Ci puoi descrivere il primo giorno che hai trascorso sul set di “Silence”?

Il primo giorno di riprese è stato molto difficile. Il fatto di essere stata dietro a questo progetto per così tanto tempo, lontana da casa, dagli affetti, dalla famiglia e le difficoltà legate alle condizioni climatiche del Taiwan hanno reso questo lavoro molto complicato, ma allo stesso tempo anche molto interessante. Tutto il reparto produttivo è stato grandioso: grande professionalità e tutto molto ben organizzato. Tutti quelli che hanno lavorato a Silence sono straordinari e molto abili, si tratta di un gruppo di persone provenienti da ogni parte del mondo. Sul set si parlavano lingue diverse e questo all’inizio ha comportato qualche problema nella comunicazione, ma grazie agli interpreti di lingua giapponese, cinese e inglese che si trovavano ovunque, tutto è stato molto più semplice.

Proprio riguardo a questo, vorremmo chiederti com’è stato lavorare in Taiwan perché abbiamo letto che ci sono state condizioni meteo avverse durante le riprese di “Silence”.

Sì, all’inizio le condizioni meteo taiwanesi sono state un po’ un problema, ma devo dire che tutta la produzione ha fatto sì che non mancasse mai l’entusiasmo e la voglia di lavorare e così mi sono quasi dimenticata di essere in giro per il Taiwan, al freddo e sotto la pioggia perché ero molto concentrata sul lavoro da fare. In casi come questo, l’unica soluzione è vestirsi molto pesantemente e trovare conforto nel caffè. Abbiamo viaggiato e lavorato in tutto il Taiwan, in posti molto diversi. In quei luoghi ci sono panorami mozzafiato e tutte le persone sono estremamente gentili.

Quanto tempo hai trascorso sul set di “Silence”?

Complessivamente, circa sei mesi. Sono entrata a far parte del gruppo di lavoro fin dall’inizio, quando il film stava appena prendendo forma. Per la pre-produzione sono dovuta andare a Tokyo e poi anche a Los Angeles per preparare il make up e i trucchi prostetici.

Ti sei occupata di tutti i trucchi prostetici che si vedono nel film? Cicatrici, feriti e via dicendo?

Sì, me ne sono occupata io, ma anche un team specializzato. Dipendeva dai giorni e dalle esigenze. Mi sono occupata di truccare le star del film, ma anche di creare trucchi prostetici o modifiche specifiche su certe parti del corpo: qualsiasi cosa.

Per quanto riguarda le numerose scene sotto la pioggia o quella in cui c’è la crocifissione sulla spiaggia, con la marea che arriva, che accorgimenti hai dovuto operare per far sì che il make up non si “sciogliesse”?

In quel particolare caso abbiamo dovuto creare qualcosa che fosse totalmente impermeabile, in grado di rimanere sul corpo degli attori per tutto il giorno nonostante le onde molto forti. Abbiamo fatto dei test in fase di pre-produzione in modo da ottenere l’effetto desiderato.

Toglici una curiosità, se qualcuno teme di avere una reazione allergica al make up è possibile ottenere lo stesso effetto utilizzando materiali diversi, che assolutamente non contengano allergeni?

Certamente, evitare una qualsiasi reazione allergica è la nostra prima preoccupazione. Per questo motivo facciamo sempre dei test prima e fortunatamente nessuno ha avuto nessun problema. Comunque sì, è possibile ottenere gli stessi effetti utilizzando prodotti diversi.

In base alla tua esperienza, quando finiscono le riprese di un film cosa succede a tutti i trucchi prostetici utilizzati? Vengono sempre tutti buttati o c’è possibilità di riutilizzarli?

Tutti i trucchi prostetici vengono usati una volta sola. Una volta che vengono applicati possono essere usati subito per le riprese, ma una volta che si finisce di girare una scena, li si butta. Per Silence abbiamo anche costruito un intero corpo umano a cui è stato poi dato fuoco in una scena [la scena di quando viene bruciato il cadavere di Mokichi, di notte sulla spiaggia, NdR]. Non che poi sia rimasto molto …

Dal momento che Martin Scorsese è un grande fan di Akira Kurosawa e Kenji Mizoguchi, tu hai trovato una fonte d’ispirazione dai film di questi registi giapponesi per quanto riguarda il tipo di make up da usare in “Silence”?

Certamente. I nomi di questi registi sono stati tirati fuori fin dal primo incontro avuto con Scorsese e sono stati usati come punto di riferimento. Dopo quel meeting, abbiamo tutti dovuto guardare un paio di questi film, soprattutto di Kurosawa, per farci un’idea e capire meglio quale look avrebbe avuto Silence così che se ne potesse discutere e raggiungere tutti lo stesso scopo, ognuno nel suo reparto.

Come descriveresti Martin Scorsese?

È un regista eccezionale, uno dei migliori al mondo, quindi tutto dev’essere sempre eccezionale. È molto gentile, rispettoso e coi piedi per terra, disposto ad ascoltare e discutere nuove idee. È come una straordinaria figura paterna, un maestro.

E invece Adam Driver e Andrew Garfield?

Dei veri professionisti anche loro. Silenziosi e molto concentrati a dare il 110% di fronte alla macchina da presa. Entrambi hanno cambiato molto il loro look, la forma del corpo e hanno perso peso per interpretare quei ruoli.

Hai conosciuto personalmente anche gli scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo?

Sì, ci siamo conosciuti nella fase di pre-produzione. Hanno un talento incredibile.

Tu hai lavorato anche con Michael Mann in “Public Enemies”.

Sì, il film di Michael Mann è stato girato negli Stati Uniti e io sono abituata a lavorare con l’industria cinematografica statunitense: tutti parlano la stessa lingua, sono nello stesso stato mentale. La maggiore differenza nel lavorare con Martin Scorsese a Silence è stata proprio andare in una terra lontana come il Taiwan, il fatto che ci fosse un gruppo di persone provenienti tutte da diversi paesi, quindi diversi background, diverse culture che si mischiano insieme, diversi modi di lavorare, diverse idee e soluzioni. In entrambi in casi è stata una grande esperienza e un onore poter lavorare con così grandi talenti.

“Silence”, sia il libro sia il film, parla di fede, scoperta, fatica, sopravvivenza. Hai quindi fatto esperienza anche tu di tutto ciò?

Abbiamo tutti avvertito queste sensazioni: fede, scoperta, fatica e sopravvivenza. Forse non in questo preciso ordine [Ride]. Ci sono emozioni così intense che sono impossibili da descrivere a parole.

(Intervista a Laura Calvo, make up artist del film “Silence”, condotta da Simone Tarditi e Gabriele Barducci nel mese di gennaio 2017)

Website di Laura Calvo: www.lcmakeupfx.com

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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