Kong: Skull Island, onore al Re

Che da dire su Kong: Skull Island in realtà c’è ben poco, proprio per povertà di contenuti, oltre al semplice entertainment, ma da quel Godzilla di Gareth Edwards (sempre sia lodato per averci regalato il vero Star Wars dopo la porcheria de Il Risveglio della Forza), la Warner ha deciso di dare vita a questo MonsterVerse, ovvero in manie di concorrenza, oltre a quello della DC, la casa di produzione e distribuzione si accaparra un secondo franchise da spremere fino al midollo.

Kong: Skull Island quindi non ha nulla da mostrare se non quello che già sappiamo, una spedizione sull’isola Teschio, il Re Kong che non gradisce ospiti a invadere il suo ecosistema, e tanti altri mostri da cui difendersi. Il Cast di grandi nomi? Praticamente inutile, come la sceneggiatura. Stesso discorso che facemmo per TRON: Legacy quindi, non un vero e proprio difetto ma quasi una consapevolezza, ovvero omettere totalmente una logica per far parlare le immagini. Dopo tutto si parla di mostri giganteschi che si prendono a schiaffoni, c’è bisogno davvero di una logica?
Quindi nulla ci fa davvero credere o giustificare che Brie Larson sia una delle fotografe/reporter più richieste del mondo o come Tom Hiddleston sia l’avventuriero più in forma di tutti gli anni 70 (o come sia scampato dalla guerra del Vietnam). Tutto questo non importa e come si presenta film, sembra proprio non essere nei suoi piani narrativi.
C’è Kong, c’è divertimento, anche nel rappresentare le successive morti di gran parte della spedizione, e c’è l’uomo-spiegone in pieno stile Nolan di John C. Reilly, americano, con giubba da aviatore che va in giro con una vera katana giapponese (tutto riferito all’introduzione del film ambientata nel 1944, forse una delle cose più belle viste negli ultimi anni).

C’è un’osservazione da fare, forse modus operandi in casa Warner che può essere un pregio come non: dopo le critiche ricevute a Batman V Superman sul troppo prendersi sul serio, ora dal prossimo Wonder Woman (con Snyder fuori dai giochi e tutto in mano al migliore Geoff Johns) tutto si allegerirà un po’, e già il primo teaser di Justice League preannuncia questo cambiamento.
Lo stesso Godzilla (2014), aveva ricevuto sia critiche che lodi, con le prime che si soffermavano anche qui, sulla troppa serietà del prodotto. Quindi con questo Kong: Skull Island, si cambia totalmente: idiozie, umorismo un po’ forzato ed esagerazioni globali. Una spedizione mortale diventa quasi una scampagnata dove ci si diverte anche a vedere Kong e le altre creature decimare i protagonisti (con un gusto anche malsano, direttamente dalla scuola Final Destination).
E’ giusto criticare prodotti volutamente leggeri, pop, indirizzati all’intrattenimento puro? Forse no, a patto che si vada al cinema consapevoli di non vedere il nuovo film di Nolan ma un giovane Kong che schiaccia umani e prende a schiaffi altri lucertoloni grossi quanto lui.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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