Il Peggiore problema del cinema italiano (con annesso I Peggiori)

Potremmo quasi non affrontare un articolo del genere. Questo perchè siamo consci che gran parte del testo elaborato di seguito non parlerà del film in sè, giusto qualche parola, ma si andrà a soffermarci su uno dei più grandi problemi del cinema italiano. Uno di quei problemi che lo affligge da anni e da dentro, senza mai mostrarsi palesemente, ma uccidendo la qualità e credibilità di progetti di varia natura: la sua attinenza al mondo reale.

Avevamo in parte affrontato il problema già qui, quando si parlava di Classe Z, seppur con tutte le contestualizzazioni del genere e la chiara operazione commerciale infantile. Ma oltre questo cosa resta?
I Peggiori, parafrasando lo stesso titolo, non è il peggior film italiano mai fatto. Purtroppo non conosciamo così bene i due protagonisti, Lino Guanciale e Vincenzo Alfieri che sembra abbiamo un forte successo su prodotti da piccolo schermo quindi ce ne teniamo fuori da una critica che vuole abbracciare il genere di appartenenza del film. Sì, perchè nonostante qualche accenno di commedia, un po’ di action e una vena da parodia, I Peggiori ha il suo grande difetto di essere un prodotto che non riesce a rispecchiarsi in un genere predefinito. Peggio è se per caso, la vena parodistica, sia uscita quasi per caso, un triste e terrificante errore di calcolo durante la produzione e le riprese del film.

Ma ancor di più, seguendo questo ragionamente, viene da chiedersi quanto un film parodistico su un genere che non ci appartiene possa funzionare in un panorama cinematografico italiano attuale. La parodia nasce e cresce sempre attorno a personaggi o prodotti di grande successo, con dei punti cardini di un format testato su cui fare grande ironia. In questo caso si tocca un genere che abbiamo abbracciato ma che ancora non è nostro, come quello dei supereroi o del cinefumetto. Un film di basso target (Il Ragazzo Invisibile) e un altro di grande qualità (Lo Chiamavano Jeeg Robot) non bastano per vedere quello che vecchi critici tromboni scrivono a grandi caratteri sui quotidiani “Il ritorno del cinema italiano”.

No.
Il cinema italiano è morto e sepolto e se mai rinascerà, non è questo il momento e non sono film come I Peggiori che potranno in questa operazione. Ci sono registi e autori che riescono a spiccare nel panorama italiano, imporre un loro modo di teorizzare artisticamente un film, ma nulla di questo potrà mai considerarsi un vero e proprio genere italiano o la sua rinascita. Non si esclude quest’ultima certo, ma non ora. Magari tra una trentina di anni o più. Questo perchè, dopotutto, le basi ci sono, che sia anche vedere due idioti che vanno a ‘demolire’ i Paperoni di una Napoli che paga la crisi economica come tante altre città del modo. I Peggiori rappresenta in parte un’idea vincente, ma scritta malissimo, con il semplice gusto di fare una facile critica a sistemi sociali e politici che non funzionano e, oltre tutti, i classici criminali che godono sulla crisi altrui.
Tutto bello, interessante ed impegnato, l’idea funziona in testa ma meno sullo schermo. Un disastro? Nì. La strada è giusta, non per fare cinema italiano ma per fare qualcosa di nuovo. E forse la vera ‘rinascita’ parte proprio da lì, da una cosa che fa paura produttori e sceneggiatori italiani: la novità.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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