Ozark, il Male antico

Ozark, nuova serie tv Netflix, è un prodotto pervaso da un Male antico. Potremmo identificarlo con i soldi, il denaro. Martin Byrde, consulente finanziario, nei primi minuti della prima puntata getta la maschera: egli ha una sorta di ‘secondo lavoro’, ovvero riciclare denaro sporco per un Cartello messicano. In questa realtà il denaro diventa la misura di possibilità, come di potere, che il citato Cartello può esercitare sulle altre fazioni o sulle loro finanze, allargarsi di più e cercare nuove opportunità.
Tutto procede a gonfie vele finché uno dei soci di Martin decide di aggirare il denaro. Scoperta la cosa, vengono tutti giustiziati tranne Martin che riesce a salvarsi la vita facendo un ulteriore patto: recarsi a Ozark, cittadina del Missouri e riciclare in pochi giorni circa 8 milioni di dollari. Come? Acquisendo nuove proprietà tipo ristoranti, night club o pompe funebri, qualunque cosa possa servire a far circolare più denaro possibile così da salvare se stesso e la sua famiglia, moglie e due figli.
In molti parlano di Ozark come erede spirituale di Breaking Bad e non è affatto sbagliato, questo perché la formula narrativa presentata è molto fedele a quella di Breaking Bad: Martin è un uomo semplice che, trovatosi invischiato in questa situazione, metterà tutto il suo cuore e la sua intelligenza pur di uscirne vivo. In tutto questo la stessa famiglia gioca un ruolo importante infatti gli altri tre elementi saranno a conoscenza dell’attività del capofamiglia. La moglie di Martin, Wendy, si muoverà diventando una consulente immobiliare così da trovare nuove attività da comprare e i due figli adolescenti, in più di un’occasione aiuteranno i genitori della fase di conteggio e gestione dei milioni di dollari in possesso.

Il Male del titolo è quello che sembra essere radicato in una cittadina così apparentemente particolare e innocente come quella di Ozark, che invece si mostra costruita sopra un manto marcio di violenza, sangue e droga. Come possiamo facilmente aspettarci, la strada per il riciclaggio di Martin non sarà semplice ma piena di ostacoli, bifolchi di zona con le loro reti criminali, un’antica famiglia che usa una comunità religiosa per spacciare droga nelle bibbie e un ostinato agente federale che è a conoscenza dell’attività di Martin ma attende la prova definitiva per incastrare sia lui che tutto il cartello.
Martin e Wendy sono classici antieroi, facciamo il tifo per loro ma sappiamo che stiamo tifando nella speranza che la polizia fallisca e che le persone d’intralcio alla loro storia possano morire presto, che siano lanciati nel vuoto dal 20ensimo piano di un grattacielo, che fulminati sulla banchina con un voltaggio talmente potente da fargli cadere la pelle e la carne a brandelli, gettarli in bidoni di acido così da far sparire tutti i cadaveri o gettare i malcapitati in strada nel momento del passaggio di un Tir a grande velocità.
Ozark è come una di quelle cittadine maledette, dove si vive e si respira un’aria decisamente poco sana, dove anche l’unico uomo di chiesa presente deve aver a che fare con il Male, prendere coscienza della sua esistenza e combatterlo con le proprie armi. La cittadina bagnata dalle acque avrebbe bisogno di un atto battesimale per purificarla dal Male. Un precedente battesimo c’è stato con diverse inondazioni che hanno rovinato la cittadina e come le correnti marine, hanno portato qualcosa di macabro nella città.

Martin e Wendy non sono il demonio, ma si adattano per vivere in una città piena di questi esseri. Ogni giorno speso è un giorno di grazia utile per organizzarsi la sopravvivenza del successivo.
Dieci puntate, tutte su Netflix. Sicuramente una delle soprese estive più entusiasmanti.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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