Venezia74: West of Sunshine, quando il buongiorno (non) si vede dal mattino

west of sunshine posterWest of Sunshine di Jason Raftopoulos, al suo debutto alla regia in categoria Orizzonti, ci presenta la giornata di Jim (Damian Hill), un uomo che non spicca di certo per la sua intelligenza, che si vede costretto a girare la città alla guida della sua tanto amata auto (a cui presta più cure che a se stesso) fra consegne di droga porta a porta ed altri tentativi di racimolare soldi col fine di risanare il suo debito di 15.000 dollari prima che il sole cali. In aggiunta a tale problema, deve fare da baby-sitter al figlio Alex (Ty Perham, che nella vita reale è il suo figliastro) siccome la madre è impegnata col lavoro e non può occuparsi di lui. Fra i due non scorre buon sangue, è evidente che Jim non sappia come rapportarsi con un bambino dell’età di Alex, ma d’altronde non esiste una scuola per diventare bravi genitori. Certo che rischiare di provocare un’overdose di eroina a tuo figlio non è il miglior modo per riallacciare il rapporto perduto.

Due ore che scorrono a fatica, addolcite solamente da una colonna sonora dal cuore indie ed una fotografia particolarmente luminosa e calda, ma la pellicola offre ben poco allo spettatore se non un susseguirsi di avvenimenti al limite dell’inverosimile, soluzioni di trama prevedibili dopo pochi minuti ma che si fanno attendere ed un protagonista con scarsissima fibra morale che non sa dove battere la testa. E per quanto il rapporto che man mano cresce fra padre e figlio regala qualche piacevole momento (ma d’altronde i due attori non sono estranei l’un l’altro), non è sufficiente a sostenere l’intera durata del film. Sicuramente una scrittura più accurata in primis di Jim ma più generalmente della sceneggiatura e qualche sforbiciatina qua e là avrebbero senza ombra di dubbio reso West of Sunshine un’opera prima maggiormente godibile, perché Raftopoulos sa come muoversi con la sua macchina da presa, ma senza delle buone fondamenta tutto crolla ed il film dimostra di non sapersi reggere in piedi.

Angelica Lorenzon

Angelica Lorenzon

"I know everything, everything but myself."
- François Villon
Angelica Lorenzon

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