L’eredità di Blade Runner – Aspettando BR2049

Blade Runner 1982Questo articolo, dopo un’iniziale voglia di colmare un vuoto editoriale nel sito in vista dell’uscita di Blade Runner 2049, si arricchisce di diverse sfumature dopo una conversazione iniziata con il socio Simone sulla questione Blade Runner: cosa rappresenta oggi il film di Ridley Scott? Perché questo sequel è così tanto atteso?
Le reazioni dagli States sono all’unanimità, il sequel di Denis Villeneuve sembra aver messo tutti d’accordo sull’effettiva alta qualità dell’opera. Senza abusare di termini quali ‘capolavoro’, sembra che poco ci manca. Ma come mai questa attesa febbrile attorno questo film?
Eppure parliamo di Blade Runner, un film che ha floppato clamorosamente al boxoffice nel suo anno di uscita, 1982, criticato da tutti e rivalutato solo in una seconda analisi, nel corso degli anni successivi.

Dopo l’incontro romano con Denis Villeneuve, l’anteprima di venti minuti di scene e successiva preghiera di non parlare con nessuno di ciò che abbiamo visto, pena la presenza di un Kingsman sotto casa, la sensazione era la stessa provata circa i mesi antecedenti al quel dicembre 2015 che ha portato alle bocche di tutti Star Wars – Episodio VII – Il Risveglio della Forza.
Il paragone funziona per le aspettative, ma come si è arrivati a questo? Il fandom attorno i due franchise invece è tutt’altro che paragonabile a partire dal pubblico, più aperto e semplicistico quello di Star Wars, mentre filosofia, immagini e racconti raffinati hanno influenzato Blade Runner e seguente mitologia.

D’altronde, Blade Runner è stato accolto così, come un’opera ambizione ma frammentaria, incompiuta e senza un’apparente logica. Prevalentemente, come succede molto spesso con film che difficilmente trovano posto in una categoria ben specifica, così è successo con Blade Runner che al momento dell’uscita sì, ha ricevuto quell’accoglienza di prodotto simile alla visione, in parte, infantilistica della fantascienza portata nel 1977 con Star Wars. Ma lungi dall’essere una space opera, dietro a questo c’era un racconto di Philip K. Dick, precursore del genere cyberpunk. Niente calde esplosioni, ma gelide strade umide e offuscate dai fumi e luci al neon (il film fu girato prevalentemente di sera).
Ancor di più, lo scontro umano-androide di certo non originale nel campo della fantascienza, ma elevato ad un livello più intimo e misterioso. L’androide con le sembianze umane risulta complesso nella struttura comportamentale, incute timore e mette l’umano al cospetto di diversi interrogativi, quali la nostra stessa natura – siamo veramente umani? Siamo inconsciamente androidi? Cosa ci distingue da loro quando anche essi non vogliono più essere la manodopera degli umani e vivere come la controparte umana?

Blade Runner Harrison Ford

Come già citato dallo stesso Villeneuve in conferenza stampa “Blade Runner è malinconia”. Questo tutti noi abbiamo percepito, un’adesione così vicina e distaccata dall’opera di Scott tanto da scaturire in ogni spettatore sempre un malessere derivato da un film, sicuramente oggi semplice nelle meccaniche narrative ma complesso nella messa in scena, che ha arricchito e ‘rivoluzionato’ nel suo modo, il genere della fantascienza.
A breve sarà nelle sale Blade Runner 2049, tutti gli occhi sono puntati lì, per vedere quanto di questa pesante eredità sarà riuscito a riportare Denis Villeneuve e confermare o meno l’entusiasmo d’oltreoceano.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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