Thor: Ragnarok, across the universe

thor ragnarok posterNon abbiamo mai nascosto su queste pagine di prediligere di più un cinecomics maturo, raffinato, con contenuti, qualcosa che esca fuori dai classici canoni. Le nostre ultime esaltazioni sono state attorno a LoganBvS (con ben due articoli a riguardo). Sui prodotti Marvel tentenniamo sempre, perché proprio la loro direzione artistica ci pone sempre a diverse questioni di integrità narrativa. Con l’ultimo Spider-Man: Homecoming che si è rivelato essere, nelle sue fattezze, un cinecomics molto più che buono e la sua forza era nell’essere compatto, iniziare un discorso e portarlo avanti con concretezza. 

Ma guardiamo ad oggi. L’unico personaggio della denominata Fase Uno che ancora non ha avuto il suo terzo capitolo era proprio Thor. La ragione è degli stolti e solo gli stupidi non cambiano mai idea, motivo per cui la Marvel si rimbocca le maniche e cambia tutti i suoi piani per rivedere e riscrivere il terzo capitolo di Thor (che poi non capiamo perché se la Marvel cambia i suoi piani, è un atto di coraggio, se lo fa la DC invece, è un segno inequivocabile di un ipotetico caos produttivo, mah), prende una delle formule più riuscite degli ultimi anni, quali i colori, la musica e la leggerezza de Guardiani della Galassia, e cerca di plasmare tutto questo attorno al personaggio. 

Inutile dire che il risultato di questa bizzarra operazione è riuscito a metà. 

Senza girarci troppo attorno, le doti da entertainment sono quelle standard Marvel, quindi grande spettacolo per grande intrattenimento visivo e tante risate (anche troppe qui), quindi film su questo aspetto, sempre ben accetto nei multisala e circuiti affini. Quel che risulta un’operazione mancata è la contestualizzazione.
Thor ha avuto, nei precedenti due film, un background ferreo, con quella scrittura e situazioni che rasentava il dramma shakespeariano, il trono, la famiglia, il rapporto con il padre Odino e il fratello traditore Loki. Tanti, piccoli snodi che rendeva sfaccettato il suo personaggio. 

thor ragnarok scudo

Con Thor: Ragnarok la Marvel esegue un Tabula Rasa. I precedenti due film è come se non fossero mai esistiti e vista la necessità di arrivare a Avengers: Infinity War, bisogna sganciare Thor da ogni peso per lanciarlo nello spazio, rendere il tessuto narrativo molto più ilare e senza troppi mezzi termini, alleggerire quanto più possibile per abbracciare un film tamarro e fuori di testa.
Da qui il grande dilemma: perché svestire Thor dei suoi nobili panni per farlo diventare un personaggio così leggero e frivolo? In attesa che anche voi potrete vederlo, immaginatevi un modello qualitativo de Guardiani della Galassia, applicato su un personaggio quale Captain America. Notate, anche senza troppa immaginazione, che le due cose non si amalgamano bene? Ecco, Thor: Ragnarok, nella pratica, è questo.
Peccato. 

Peccato perché con il suo background Thor è sempre stato un personaggio iconico, ricco e quasi inarrivabile insieme a pochi altri. Il demerito però non è tanto dal film ma dalla gestione Marvel. Con una mano e una penna migliore per i precedenti due film, non si sarebbe arrivati ad un cambio così drastico e alienante. 

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

You may also like...

Condivisioni