RomaFF12: Hostiles, l’ultima frontiera di Scott Cooper

hostiles poster

Gli occhi profondi e i baffi di Christian Bale saranno le due cose per cui ci ricorderemo alla lunga distanza questo Hostiles, particolare western firmato da Scott Cooper, qui alla sua quarta regia.

1892, nel profondo Texas l’esercito degli Stati Uniti ha ormai messo dietro le sbarre gran parte dei nativi americani. C’è sempre la minaccia dei Comanche, assassini furiosi e fuori di testa. In questa panoramica, c’è un vecchio capo tribù che, malato e prossimo alla morte, che chiede di essere portato nella sua terra per donare il suo corpo morente alla terra. A scortare questo capo e relativa famiglia, i migliori uomini, capitanati dal capitano Christian Bale, acceccato dalla rabbia e dall’odio verso i nativi americani, colpevoli di aver ucciso centinaia di uomini sotto al suo comando, accetterà con riluttanza questo ruolo.

Un road movie western atipico, figlio più di una morale sociale che abbraccia l’inevitabile evoluzione del mondo come degli esseri umani. Infatti siamo proprio alla fine dell’Ottocento, il nuovo secolo è alle porte chiede a gran voce, al popolo umano, un cambiamento. Ha senso avere avversità e ostilità verso uno nostro simile, in un mondo che è altrettanto ostile verso tutti noi senza distinzione di sesso, colore della pelle o religione? Forse no e se è vero e giusto che soltanto gli stupidi non cambiano mai idea, il percorso tra il Texas e il Montana, porterà il Capitano Joseph Blocker (Christian Bale) ad evolversi ulteriormente, stare al passo con i tempi.

Le donne, come gli uomini, dopo anni di sangue versato su terre sconfinate, sono passati dall’odio alla comprensione. I cittadini americani si stanno rendendo conto di aver tolto ingiustamente a questi nativi la propria terra. L’ordine impartitogli dal generale di scortare il vecchio capo indiano verrà direttamente dal Presidente degli Stati Uniti.
Hostiles rientra in quel classicismo cui si è sempre rifatto Scott Cooper. Non ha intenzione di reinventare il genere, anzi, ne usa costumi e stilemi per confezionare una storia coerente e forte, forse priva di un elemento emozionale presente (l’odio, il rancore e il dolore del Capitano Joseph dovrà essere percepito nei fermi e scuri occhi di Christian Bale, sempre perfetto nelle sue interpretazioni), ma serpeggia sotto quello sguardo e quella barba incolta.

Inutile dire che il gruppo incontrerà tanti e diversi problemi, ognuno di questi a rappresentare una certa stanchezza, quasi una guerra che, anche nel momento della sua fine, continua a vivere e bruciare nella memoria dei nostri protagonisti.
Alle tante giubbe blu dei soldati si alternano capi e coperte indiani sul corpo della signora Rosalie Quaid (Rosamund Pike), donna rimasta sola dopo che un gruppo di Comanche ha ucciso davanti i suoi occhi il marito e le sue tre figlie, ma ancora speranzosa nel futuro. Egli infatti, portatrice di gentilezza e di un po’ di calma nel cuore del Capitano Joseph, riuscirà a ritagliarsi l’interesse spirituale del capo indiano grazie alla sua gentilezza, che lui benedirà come mantra per il mondo futuro.

Grazie ad alcuni momenti veramente riusciti – una sequenza notturna sotto la pioggia da piangere (!) veramente diamanti – Scott Cooper confeziona quello che potrebbe essere virgolettato con un negativo “il classico film di Scott Cooper” qui assume una differenza notevole.
Fare western oggi è difficile, pochi riescono nell’impresa e per quanto non perfetto e forse anche troppo retorico, Hostiles è stata un’apertura veramente potente di questa 12esima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Hostiles 2

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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