Justice League: And Justice for… Zack!

justice league posterJustice League è il nuovo film del DCEU e terzo capitolo della “trilogia” (cosi viene definita dallo sceneggiatore Chris Terrio) iniziata da Zack Snyder nel 2013 con L’uomo d’Acciaio, proseguita nel 2016 con Batman v Superman: Dawn of Justice e che và a chiudere il cerchio con questo nuovo film che vede riuniti tutti (o quasi) gli eroi della DC Comics.

Batman, Superman, Flash, Wonder Woman, Acquaman, Cyborg sono i membri del team che dovranno vedersela con Steppenwolf, il luogotenente delle armate di Apokolips e zio del potentissimo Darkside (che nel film viene proprio menzionato dallo stesso Steppenwolf), giunto sulla terra per reclamare le tre scatole madri (paragonabili alla Gemme dell’Infinito della saga Avengers dei Marvel Studios, tant’è che il creatore è lo stesso, Jack Kirby), oggetti che racchiudono una forma di potere antico e molto pericoloso che furono distribuiti alle tre civiltà che lottarono contro l’esercito del terribile alieno, amazzoni, atlantidei e umani. Dopo la morte di Superman in “BVS: DOJ” assistevamo ad una scena presente nell’edizione “Ultimate Edition” in cui Lex Luthor si trovava a discutere proprio con l’ologramma di Steppenwolf prima che le squadre SWAT facessero la loro entrata in scena nella navicella aliena di Zod e catturassero Luthor. Steppenwolf, forte della scomparsa del “Dio” kryptoniano decide così di attaccare la terra ma dovrà prima fare i conti con il team messo su da un rinvigorito Bruce Wayne, che cerca un po’ di redenzione dopo la morte dell’amico-nemico.

Justice League è un progetto che ha avuto una lavorazione molto travagliata, è il terzo film che Snyder dirige dopo le aspre critiche ricevute con Batman v Superman, che a detta del sottoscritto è uno dei migliori cinecomics da quando è iniziata la rivalità tra Marvel Studios e WB/DC (quindi esclusi i vari Nolan, Raimi, Burton & co.) e che corregge i suoi “buchi di sceneggiatura” con l’edizione rilasciata da Snyder per il mercato Home Video; questa volta però, il regista non è riuscito a concludere la sua opera, vuoi un po’ per le voci di corridoio che dietro le quinte sembravano far intendere che il film avesse gli stessi problemi di sceneggiatura del precedente BVS, sia (e questo è il vero motivo) per il tragico incidente che ha colpito la famiglia del regista, con la morte prematura della giovane figlia. Insomma il povero Zack si è ritrovato a dover abbandonare il progetto e a lasciarlo nelle mani dell’abile e già saturo Joss Whedon (che di recente è stato associato al film standalone su Batgirl) che ha rimesso mani sulla sceneggiatura di Terrio e Snyder, apportando sostanziali modifiche, sia nei dialoghi, nella durata della pellicola e nel terzo e conclusivo atto del film, riducendo il minutaggio originale rumoreggiato di Snyder di 170 minuti a 120 tondi; pensate, la bellezza di ben 50 minuti andati perduti (che forse riusciremo a vedere nell’edizione HV?!), anche se alcune di esse sono ancora visibili nei primi trailer diffusi da WB.

Il problema di Justice League risiede proprio nel suo non avere un identità e uno stile ben preciso, contaminato dai due modus operandi dei registi; Snyder predilige toni e colori dark, con atmosfere pessimistiche che molto spesso hanno generato astio tra i fanboy del mondo DC (vedi Man of Steel), con dialoghi che mettono a confronto l’uomo (Batman) contro il Dio (metaumani) e che non considerano la profondità e lo spessore che il regista vuole dare a questi personaggi, per renderli meno “super” e con problemi più umani, probabilmente Snyder più di tutti ha capito come mettere in scena Batman e Superman e la loro mitologia (le scene a Gotham City ne sono un chiaro e limpido esempio, ispiratissime tra l’altro dai recenti fumetti del CEO Geoff Johns e del fumetto Justice League Origini). D’altro canto abbiamo Joss Whedon (Avengers, A: Age of Ultron) un regista a cui non servono presentazioni che predilige toni decisamente più soft, con battutine a sdrammatizzare e un’abile compositore di chimiche e dialoghi nei team dove riesce a mettere mano (vedi Serenity e i vari Avengers), oltre che un regista decisamente più sentimentale e divertente. La sensazione che si ha quando si guarda JL è quella di vedere un film di Snyder contaminato da un “virus” Whedoniano che fa perdere in un certo senso, tutto quello che Snyder era andato a creare con il suo progetto iniziale (lui infatti era il CEO dietro i progetti DC prima dell’avvento di Geoff Johns) del DCEU facendo crollare ogni speranza di poter avere due universi cine-fumettistici ben distinti e separati, con il mondo epico, dark e visivamente spettacolare della DC, contro quello pop, sbarazzino e più libertino dei Marvel Studios. Ma ad Hollywood si sa che a comandare è il box-office, e se da una parte abbiamo la Marvel che fa incassi stratosferici al forte di ottime recensioni in praticamente ogni loro singolo film, dall’altra abbiamo la DC che arranca a fatica con le critiche (fatta eccezione per Wonder Woman) e che non riesce a incassare quanto sperato o almeno preventivato dalla major in questione. Ma i problemi nel film non sono solo di dubbia identità cinematografica, quanto anche in tecnica e CGI, e non mi riferisco solo all’orribile rimozione dei baffi di Henry Cavill per cui non è stato possibile tagliarli causa impegni sul set del nuovo M:I, tanto quanto alla saturazione e ai colori pastellosi e innaturali fotografati tra l’altro da Fabian Wagner (Victor: La storia segreta di Frankenstein) che sembrano trasformare la parte finale della battaglia in un pessimo videogame.

justice league 2

 

E’ tutto da buttare quindi?! – No, sicuramente il film ha i suoi ottimi momenti, come alcuni dialoghi inseriti da Whedon tra Bats e WW in cui Bruce per aizzare Diana menziona il nome del suo amato Steve Trevor, o di una particolare sequenza in cui vediamo il team fronteggiarsi l’uno contro l’altro, per non parlare poi dell’epica sequenza della prima battaglia tra forze del bene (amazzoni, atlantidei, uomini) e l’esercito di Steppenwolf, in cui c’è anche un easter-eggs inserito sicuramente da Snyder sulle Lanterne Verdi e sui futuri eroi/Dei come Eracle e Hawkman, per concludersi con la scena post-credits dell’evasione di Lex Luthor dal carcere di Arkham per mano del sicario Deathstroke (Joe Manganiello), una scena che farà la gioia di molti fan DC. Insomma, anche se probabilmente in una linea generale il film risulta essere più frizzante e godibile di quanto non fosse magari BVS (un film sicuramente più personale per Snyder ma anche più profondo di quanto non voglia far credere) la DC deve ancora cercare, trovare la chiave del successo (ovviamente escludendo Wonder Woman) e la sua vera identità, in modo da separare e distinguere i due mondi, altrimenti ci ritroveremo sempre a vedere gli stessi film, riciclati, con villain poco carismatici e caratterizzazioni e introspezioni ridotte all’osso per favorire solo la felicità di quella nicchia di pubblico che non riesce ad andare avanti in un cinecomics se non a furia di combattimenti e gag comiche tra i loro amati beniamini, non elevando mai il “genere” e il suo potenziale come hanno fatto in passato i grandi autori come Nolan e Raimi.

Alessio Italiano

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"This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end"
- The Doors
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