Star Wars – Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi, morire e rinascere sotto il segno Disney

star wars gli ultimi jedi posterEssere diretti e senza peli sulla lingua di norma ci colloca in quella categoria di persone antipatiche proprio perché senza filtri, quindi esortiamo subito così: dopo l’orrendo Il Risveglio della Forza, era davvero difficile fare di peggio, eppure ci sono riusciti e il risultato si chiama Gli Ultimi Jedi.

Un parere ben definito e chiaro sul film è difficile ottenerlo, questo perché Star Wars – Gli Ultimi Jedi ha un ramo narrativo metacinematografico: il vecchio deve essere cancellato, a prosperare deve essere il nuovo che si forma in modo autonomo e indipendente.
Detto questo quindi pare sempre più chiaro di come in mano alla Disney, Star Wars sia morto e rinato sotto il segno di un cinecomics della peggior qualità, proponendo ancora un racconto dove a creare problemi non è più quello che succede ma perché e come avviene, tutto nel pieno tradimento di capisaldi forti di quello che è stato sempre Star Wars e che, paradossalmente, ha reso Rogue One il grandioso film che è stato, ad oggi l’unico vero prodotto recente che si meriti di avere Star Wars come titolo.
Quindi è avvenuto un cambiamento radicale, di quelli che cerchi di allontanare con il pensiero, come quando finisce una storia d’amore oppure il calciatore più forte della tua squadra del cuore si trasferisce ad altra squadra: non lo accetti, perché ora tutto è inevitabilmente cambiato.
Star Wars così facendo diventa di tutti, esattamente come una prostituta, tutta la possono vedere e toccare, si permettono anche di picchiarla così da farla trovare agli occhi del prossimo cliente, evidenti segni di ferita e cambiamento. Detto ciò quindi tutti continueranno ad andarci e a pagarla, ma nessuno l’amerà come prima.

Qualcosa chiaramente si salva. Come mero prodotto d’intrattenimento blockbuster funziona alla grande (e quindi altra grande parentesi: Star Wars è mai stato solo un prodotto d’intrattenimento?), quindi si mostra esattamente per quello che è, un grosso film dal budget titanico visivamente riuscito e accattivante.
Kylo Ren, al netto di tutti gli insulti nuovi protagonisti, si conferma non solo l’unico lontanamente interessante, ma collocato perfettamente in quello che è Star Wars: un conflitto, interiore ed esteriore del binomio Luce – Oscurità. Il suo non chiaro allineamento che lo porta a tratti toccare il Lato Oscuro e in altri il Lato Chiaro da una parte rende il suo racconto molto telefonato, ma comunque sempre affascinante. Presenta esattamente lo stesso conflitto del nonno Anakin, ma esposto molto di più nelle scelte alla Luce invece che al Lato Oscuro, nonostante continui a militarci.

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Dove sbaglia nuovamente (e forse non è un vero sbaglio, ma la sua vera natura) la Disney è nel collocare queste storie nella mitologia di Star Wars. Questa non è più un’ipotesi ma una concreta consapevolezza davanti ad almeno tre scene indecenti presenti nel film, che senza fare spoiler non citeremo ma vi diremo semplicemente, per identificarle, che riguardano Leia, un personaggio ripescato dal passato e il personaggio interpretato da Laura Dern.
Tre momenti che mostrano l’artificiosità, in sede di produzione e di sceneggiatura, di questo nuovo corso cinematografico di Star Wars che ormai appartiene più agli altri, le nuove leve, che ai vecchi fan.
A questi, rimangono i prossimi due spin-off su Han Solo e quello su Obi-Wan Kenobi, che vivono ancora della fiamma e dello spirito della saga partorita da Lucas che  a distanza di decine e decine di anni, continua a non spegnersi mai (e un motivo ci sarà d’altronde).
Star Wars quindi è sceso alla stregua di un cinefumetto, puntando tutti i suoi assi sul riproporre personaggi iconici senza giusta contestualizzazione, svalorizzandone altri (il Luke Skywalker che vediamo, non è il vero Luke che abbiamo amato e conosciuto) e cucinando tutti questi elementi assieme portando al cinema un prodotto indefinito, stucchevole, mal idealizzato e in termini di storia e idee.
Forse non si era capito e quindi sottoscriviamo ancora: questo NON è Star Wars, ma la mediocrizzazione di un brand storico, gettato alla mercé di un pubblico anch’esso mediocrizzato e quindi incapace di scorgere evidenti tradimenti a favore dell’unica grande festa dei dollari e della standardizzazione.
Addio Star Wars, è stato bello. La nostra attenzione è tutta su Solo.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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