L’italianissimo Muccino ci dice che A casa tutti bene

a casa tutti bene poster vero cinemaChe sia piaciuto o no, la parentesi americana di Muccino ha regalato alti e bassi al regista italiano, staccandosi come può da quel tipo di cinema che l’ha reso così conosciuto nel nostro paese per poi trovare la fiducia di Will Smith per quel La ricerca della Felicità che fruttò tantissimo ad entrambi.
Poi è iniziata la fase del “declino” con il criticatissimo Sette Anime, poi la piccola parentesi di ritorno con Baciami Ancora che l’unica recensione che sarebbe dovuta esistere attorno a quel film era “ma ne avevamo davvero bisogno di un sequel de L’ultimo Bacio?” e poi la fase dei film con attori venduti a pacchetti con Quello che so sull’amore e Padri e figlie. Insomma, che Russell Crowe e Gerard Butler fossero nella fase “attori bolliti” lo sapevamo già e Muccino con questi due film non ha fatto altro che confermare la situazione.

Poi la parentesi L’estate addosso che con un pizzico di curiosità lo abbiamo anche visto, ed è stato un disastro. Cosa aspettarsi quindi da questo A casa tutti bene? Nulla di base, eppure questo suo ultimo film è il Muccino più concreto che racchiude in questo prodotto di all stars, l’intera summa del suo cinema, in ogni sua forma, sia delle migliori che delle peggiori.

Muccino oggi nel panorama cinematografico ha generato diversi emuli, in primis Sergio Castellitto che con i suoi ultimi film da regista, croce e delizia per alcuni, conferma quello che potrebbe essere il tocco di Muccino: la carnalità e lo slancio impetuoso con cui racconta le sue storie. A casa tutti bene quindi nel suo minutaggio, davanti un’apparente calma, mostra tutta una rabbia scatenarsi tra i personaggi che corrono avanti e dietro per quest’isola insultandosi e urlandosi le peggio cose. Una trama base che mostra tutta la sua potenzialità narrativa: una piccola isola dove tutta la famiglia, figli, nipoti, zii e cugini si incontrano per le nozze d’oro dei due capisaldi della famiglia, poi il mare in tempesta, l’impossibilità di ritornare a casa e fermarsi due giorni in più sull’isola che rappresentano l’inizio della fine.
Bava alla bocca, moccio al naso, urla isteriche, gente che si strattona e si rincorre per l’isola. Poi ci sono due, che sono anche cugini, che fanno sesso, ma nessuno se ne preoccupa oltre il piccolo avvertimento del “guarda che lei è sposata”. Insomma tutto bene.

a casa tutti bene 1

Eppure in questo marasma di caos e di prime donne, è innegabile che A casa tutti bene è il miglior Muccino che si sia visto negli ultimi 10 anni, perché il regista ha capito cosa gli riesce meglio e con gli anni è riuscito oltre che a generare emuli, anche a crearsi una piccola schiera di fan, di quelli che vogliono proprio il film alla Muccino e al netto di una qualità generale dell’opera che arriva comunque alla sufficienza, A casa tutti bene sarà un successo assicurato al boxoffice, proprio perché forte di una metrica narrativa che ha inventato per poi personalizzare al massimo. Castellitto ci prova nell’emulazione, ma non gli riesce del tutto, come Ligabue con il suo recente Made in Italy, ma anche qui è stato un buco nell’acqua.

Questa forma così violenta e così carnale è solo di Muccino, che dipinge una grande famiglia, con grandi pregi e grandi difetti, nulla di nuovo sotto il sole, ma lo fa con una forza che nonostante il risultato sia mediocre, non gli si può non riconoscere la sua abilità nel rapire l’attenzione del pubblico pagante.

Gabriele Barducci

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- Bruce Springsteen
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