Grizzly Man: di Herzog, solitudine e orsi

Grizzly Man, un film del 2007 di Werner Herzog che prese spunto dalla notizia del 2003 che riferiva come l’etologo Timothy Treadwell fosse stato sbranato dai grizzly. Il regista si interessò all’accaduto riuscendo a recuperare anche i filmati originali ripresi dallo stesso studioso il quale aveva trascorso diverse estati in Alaska riprendendo le abitudini comportamentali degli orsi.

Werner Herzog da sempre rivolge la sua attenzione verso situazioni, persone o eventi estremi che hanno un carattere di confine con la normalità. Protagonisti dei suoi film sono personaggi che hanno scalato vette straordinarie o fatto passare una nave da una montagna all’altra, insomma personaggi di “frontiera”. Il regista prende queste situazioni estreme e le investe di un’ironia inedita mantenendole in questa zona di confine direzionandosi verso una poetica ambigua sia nella forma sia nel contenuto. Ripercorre anche qui il concetto del superuomo romantico, portandolo all’estremo, per poi ridurlo a un ubermensch, un oltreuomo. Quest’ultimo non è superiore agli altri individui secondo un rapporto gerarchico, è semplicemente colui che va oltre se stesso e cerca di superare i propri limiti intellettuali o fisici. Ogni uomo è pertanto un essere in perenne tensione fra pulsioni interne animalesche e il superamento intellettuale e spirituale di questi istinti verso quelli che sono i grandi valori.

Grizzly Man diventa, pertanto, l’apoteosi di queste scelte registiche: non capiamo se ci troviamo di fronte a un film documentario o di finzione, a uno scienziato oppure a un pazzo affetto da mitomania. La pellicola non demolisce solo il protagonista, ma anche il documentario stesso che alla fine non realizza niente se non l’inverso di quel che si vorrebbe documentare.  Herzog raggiunge e individua una zona vaga: da un lato le immagini ci parlano di un folle e dall’altro ci mostrano fatti mai visti. Il regista non condivide la visione di Treadwell, ma allo stesso tempo ne rimane affascinato; in questo sta la sua ironia nel mantenere lo spettatore nella totale incertezza fra il bene o il male, fra l’eroe o il pazzo.

Un ottimo film per capire quali siano i limiti e i confini degli uomini e quando non vadano superati. Grizzly Man fa comprendere che la natura va rispettata e ammirata. Grizzly Man affascina, ma ci disgusta. Grizzly Man insegna che un uomo è solo un uomo e non può oltrepassare certi confini. Grizzly Man è un film che fa andare oltre, sia a livello di contenuto sia sotto il profilo concettuale. Grizzly Man riflette anche sul cinema stesso: guardando dietro la finzione ha trovato la realtà, ma dietro la realtà ha trovato di nuovo la finzione.

Alessia Ronge

Alessia Ronge

“Tu mi uccidi, tu mi fai del bene.”
- Hiroshima mon amour
Alessia Ronge

Latest posts by Alessia Ronge (see all)

    You may also like...

    Condivisioni