Veronica di Paco Plaza, tavole ouija e spiriti maligni

Dopo il fenomeno dei vari REC (diretti da lui i primi tre capitoli, il quarto invece fu affidato al compare Jaume Balaguerò), il regista spagnolo Paco Plaza ritorna con un nuovo film horror: Veronica, sempre con uno stile vagamente influenzato dall’esperienza mockumentary. Distribuisce Netflix.

Questa storia di Paco Plaza (scritta a quattro mani con Fernando Navarro) si svolge nella Madrid di inizio anni ’90. Veronica (Sandra Escacena) è una teenager come tante, si prende cura delle sorelline mentre la madre è costantemente impegnata a lavoro e non ha materialmente il tempo di star dietro a loro. Durante un’eclissi solare, la protagonista decide di partecipare con gli amici di scuola a una seduta con la tavoletta ouija per entrare in contatto con il padre perduto. In seguito all’invocazione, Veronica viene perseguitata da uno spirito maligno che sembra essere quello paterno e che vuole portare via con sé l’anima di uno dei suoi piccoli fratelli. Nel tentativo di salvataggio, Veronica decide di riutilizzare l’ouija per dire addio a quella presenza. L’esorcismo, però, non suscita l’effetto sperato.

Con il film Veronica, Paco Plaza riesce a ricostruire un’atmosfera horror fortemente influenzata dallo stile registico degli italiani Mario Bava e Dario Argento, ma anche di Lucio Fulci per il mostrare immagini disturbanti, dal forte impatto visivo, in maniera esplicita, senza freni. Non mancano – e pare essere una tendenza degli ultimi due anni – gli ammiccamenti alla popolare serie tv Stranger Things (altro prodotto Netflix, evidente come la casa di produzione ci tenga a “spingere” film di genere destinati a diventare immediatamente piccoli cult). La regia di Paco Plaza è, rimanendo nell’ambito horror, davvero notevole: movimenti di camera sempre fluidi e interessanti intuizioni. Lo spagnolo sa creare momenti e scene capaci di restare ben impresse nella mente dello spettatore (non mangerete più le polpette allo stesso modo!).

Ovviamente ci sono elementi visti già più volte sullo schermo (soprattutto recentemente, Ouija – L’origine del Male di Mike Flanagan). C’è quindi un abuso del genere horror, ma bisogna ammettere che un caso come quello di Veronica è innegabilmente legato a una grande abilità nell’orchestrazione complessiva legata anche all’amalgama con ottimi effetti speciali vecchio stile e un brillante gioco del “vedo non vedo”, terminante con un cliffhanger finale davvero notevole.

Veronica è la risposta spagnola al cinema horror hollywoodiano, tra budget ridicoli, prodotti validi e potenti, idee semplicissime ed efficaci. In poche parole: il cinema italiano (sempre che esista ancora, almeno da un punto di vista d’industria produttiva) dovrebbe prendere appunti, soprattutto in un momento storico come questo dove si chiama a gran voce la “rinascita del cinema di genere” (Lo Chiamavano Jeeg Robot, Suburra, Veloce come il Vento). In Italia, ahinoi, l’horror è sempre stato “l’eterno sottovaluto”, ma urge che venga resuscitato.

Alessio Italiano

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"This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end"
- The Doors
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