Dopo Ready Player One, 5 film sulla realtà virtuale

Ora che è al cinema, Ready Player One dopo la stampa, sta racimolando lodi entusiaste anche da parte del pubblico pagante. Come è noto dal titolo, il tema della realtà virtuale non è nuovo nel cinema, tanto ci hanno provato, pochi ci sono riusciti, altri invece sono stati piacevoli esperimenti che hanno portato ad avere detrattori o estimatori di tale pellicola. Visti ad oggi, sono tanti piccoli esperimenti che possono in qualche modo, aver portato ad oggi lo spettatore, ad apprezzare l’ultimo grandioso lavoro di Spielberg, di cui abbiamo già trattato sia il film che il libro.

 

matrix posterMatrix Trilogia (1999-2003)
Neanche si inizia che già bariamo su quantità di titoli proposti, ma nonostante alcuni non abbiano apprezzato totalmente l’opera degli allora fratelli Wachowski (oggi sorelle), i relativi sequel di Matrix, Reloaded e Revolution, si inseriscono perfettamente e chiudono il cerchio sul destino di Neo, l’eletto. Sicuramente i due sequel peccano di un’esagerazione action inutile al fine del messaggio finale, ma protagonista indiscussa è lei, Matrix, la realtà virtuale più grande mai esistita creata non per intrattenere l’essere umano ma per succhiarne l’energia, consentendo alle macchine di vivere per altri centinaia di anni. Abbiamo ancora in testa quel momento dove vediamo i campi di umani coltivati in bolle di stasi rosse. D’altronde è proprio la pillola rossa che risveglierà Neo dal sonno di una regime robotico. Pazzesco.

 

Gamer (2009)gamer poster
Il cinema che si avvicina al videogioco in una modalità insolita. I pro gamer del futuro non usano avatar nelle loro sezioni di gioco in modallità deatmatch, ma veri detenuti che subiscono il controllo del proprio corpo da videogiocatori. E se la vita di un adulto, fosse guidata da un adolescente nutelloso? Il duo Neveldine-Taylor sembrano aver capito in parte l’evoluzione della figura del videogiocatore, in special modo dello youtuber gamer/streamer: bravura, la giusta dose di spettacolo e intrattenimento unico e avrai ragazza che ti mandano tette nei messaggi privati di Facebook e sarai ricoperto di sponsor. Non un film memorabile, ma lo stile frenetico dei due registi regala un film interessante, cercando di fare anche psicologia spicciola su meccaniche standard nei videogiochi. La realtà virtuale è minima, ma è necessaria per il collegamento neuronale tra videogiocatore e giocatore umano nell’arena. Quando Gerard Butler era ancora un nome interessante.

 

il tagliaerbe posterIl Tagliaerbe (1992)
Film non memorabile, visto oggi è invecchiato parecchio male – recitazione in primis – ma viene rivenduto come il primo film sulla realtà virtuale. Diamo poco conto ai quote anche perché sono di facile interpretazione e demolizione. Film tratto da un’idea di King, che dopo aver visto il film ha chiesto di rimuovere il suo nome data la poca attinenza con la sua idea originale, ma nei bluray di oggi è stato prepotentemente inserito a grandi caratteri sulla copertina. Il virtuale che rende forte il più debole, tanto da farlo diventare un Dio in quel mondo. Dalle memorie dei più grandi ne parlano come un cult all’epoca, ma oggi molti non lo ricordano o non lo conoscono per nulla. Interessante recuperarlo, in particolare per alcune idee narrative davvero interessanti e per l’evoluzione/involuzione dei due attori, Pierce Brosnam e Jeff Fahey (Lapidus di Lost).

 

Tron/Tron: Legacy (1982-2010)tron poster
Quella di Tron, assieme a quella di Ghostbusters, è forse la VHS che più ho consumato tra i 6 e i 9 anni. Più che realtà virtuale, qui è il virtuale che si materializza come realtà per il nostro povero Flynn (Jeff Bridges in entrambi in capitoli) che viene catapultato all’interno di un computer dal malvagio MCP. Film firmato Disney, non trovò successo iniziale, per poi diventare cult mondiale con il passare degli anni (il 1982 è un anno maledetto per grandissimi film snobbati e rivalutati dopo, oltre Tron nell’82 uscirono anche Blade Runner e La Cosa, tanto per citarne due). Dopo citazioni decennali in altri film o show televisivi, un interessante videogame  nel 2003 (Tron 2.0), nel 2010 arriva il sequel generazionale, con Flynn padre bloccato da anni in un computer e Flynn figlio che si digitalizza anch’esso per salvarlo. Anche il sequel, nonostante gli ottimi incassi, non ha convinto pienamente i dirigenti Disney per un ulteriore terzo capitolo, di cui ogni anni esce qualche rumor a riguardo, ma nulla di concreto. Motolabirinto? Leggenda.

 

nirvana posterNirvana (1997)
Lo sapevate che Gabriele Salvatores, nonostante gli ultimi orridi lavori sul Ragazzo Invisibile, nel 1997 ha realizzato un film di fantascienza/cyberpunk? Forse sì e forse no, Nirvana è uno dei titoli che meno si ricordano del regista italiano. Peccato, considerando che proprio Nirvana detiene ancora oggi il primato di film di fantascienza italiano che ha incassato di più in tutto il mondo. Non rivedo Nirvana da un po’ di tempo, non ho idea di come possa essere invecchiato, ma anche qui si tocca il genere dei videogames, con un programmatore (Christopher Lambert, quando non indossa i costumi di Lord Raiden) che è in perenne contatto con il protagonista del videogioco da lui creato (un improbabile Diego Abatantuono) per sconfiggere un virus che si è inserito nel gioco stesso.
Film che può ricondursi più ad un trip visivo che narrativo, eccezionale rimane il lavoro sul trucco, come un Sergio Rubini con occhi bionici che si lasciava andare a ‘simpatiche’ scene di splatter carne/metallo. Non un film memorabile anch’esso, ma inedito, coraggioso e comunque visivamente interessante (film italiani cyberpunk quanti ne abbiamo?).

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
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