Psychokinesis: storia di un super-anti-eroe made in Corea del Sud

Seok-heon lavora come guardia vivendo alla giornata. Bevendo un sorso d’acqua da una sorgente di montagna acquisisce lo straordinario potere di riuscire a spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero. Una volta compreso come questa sua abilità possa far svoltare la sua vita decide di aiutare sua figlia Shin Roo-mi che aveva abbandonato anni prima. La ragazza nel frattempo ha avviato un piccolo ristorante che si sta affermando grazie alla specialità della casa: il pollo fritto. Il locale però sfortunatamente è finito nel mirino di una compagnia immobiliare gestita dalla mafia locale e durante uno scontro con una banda di malviventi sopraggiunti per dare inizio alla demolizione la madre di Roo-mi ha perso la vita. Mentre padre e figlia tentano faticosamente di ricostruire un rapporto lo straordinario potere di Seok-heon entra nel mirino delle autorità e di individui poco raccomandabili che pensano di poterne trarre profitto.

Se c’è una costante nel cinema di Yeon Sang-Ho, regista sud coreano di soli film di animazione fino allo strepitoso debutto in live action Train to Busan, è una grande attenzione ai legami famigliari che, già fragili e complicati in partenza, sono costantemente messi alla prova da eventi soprannaturali imprevedibili. In questo ambito, emblematico sembra essere sempre più il rapporto padre-figlia: il genitore, che spesso si è dimostrato assente anche se mai per una deliberata crudeltà, viene scosso da un elemento di natura estranea e certamente destabilizzatrice.

Se il motore dell’azione in Train to Busan, e nel suo prequel animato uscito l’anno successivo Seoul Station, era caratterizzato da qualcosa di estraneo e terrificante come degli zombie ciechi e assetati di sangue che stanno infettando l’intera umanità, in Psychokinesis, distribuito nei cinema in patria il 31 gennaio di quest’anno per poi sbarcare su Netflix a fine aprile, l’elemento destabilizzatore, ovvero la telecinesi del protagonista, potrebbe essere la soluzione e l’arma contro degli umanissimi malvagi.

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Sempre abilissimo nel dirigere scene d’azione, nel saper tratteggiare efficacemente, a partire da pochi dettagli, i personaggi secondari e le loro vite e nel realizzare montaggi spericolati ma sempre impeccabili, Yeon Sang-Ho con Psychokinesis compie un ulteriore passo in avanti inserendo una decisa nota umoristica e smorzando i toni un po’ più gravi. Un andamento generale meno serrato che si prende il tempo di raccontare i personaggi come la debolezza di Seok-heon (Ryu Seung-ryong) che prima di acquisire accidentalmente il suo super-potere indulge in una serie di vizi quali il bere troppo soju, commettere furtarelli sul lavoro e avere scarso interesse per il prossimo, insieme alla statura morale della coraggiosa e caparbia Roo-mi (interpretata dalla deliziosa Shim Eun-kyung già formidabile protagonista della commedia ambientata nel mondo dello sport Queen of Walking).

Completano il cast alcuni dei volti più interessanti del nuovo cinema sud-coreano come Park Jung-Min (Office, Dongju: The Portrait of a Poet),  Kim Min-Jae (spesso protagonista per Ryoo Seung-Wan come in Veteran, e The Battleship Island recentemente presentato al Far East Film Festival di Udine) e la splendida Jung Yu-Mi (A Bittersweet Life, Train To Busan).

Nulla, nemmeno gli elementi di maggior intrattenimento, sono casuali o innocui. Tutto converge nella voglia di raccontare, oltre che la storia di un mediocre divenuto accidentalmente un supereroe, la periferia di Seoul e i suoi abitanti come un universo separato dalla città, dove le persone non si perdono nell’anonimato ma tengono sinceramente l’una al benessere dell’altra. Yeon Sang-Ho si conferma come un autore dalle incredibili e ancora inesplorate risorse, tanto abile nella scrittura delle sue storie quanto nella resa cinematografica, sia essa di animazione o live action. Il lavoro di un autore che certamente non poteva passare inosservato al colosso dell’intrattenimento Netflix che tanta attenzione sta dimostrando verso il cinema coreano.

Dopo la produzione originale Okja, secondo film in lingua inglese di Bong Joon-ho, è in arrivo sulla piattaforma in una data ancora da definirsi Kingdom la serie tv  diretta da Kim Seong-hun (A hard day, Tunnel) e interpretata, tra gli altri, dalla star di Sense 8 Bae Doona, Ju Ji-hoon visto in questi giorni sul red carpet di Cannes con The Spy Gone North di Yoon Jong-bin e proprio dal protagonista di Psychokinesis Ryu Seung-ryong.

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Caterina Liverani

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"Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome."
- Paul Eluard, Libertà
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