Chewing Gum e l’inutilità di una serialità

chewing gum netflixChewing Gum è una piccola serietta inglese, catalogata come sitcom, che ha già all’attivo due stagioni, da sei episodi ciascuna e trasmesse rispettivamente nel 2015 e nel 2017. In Italia, Chewing Gum è disponibile, per tutti gli utenti Netflix (che ne cura la distribuzioe) , in streaming a partire dal 31 ottobre 2016.
In attesa della terza stagione, ideata da Michaela Coel e diretta da Tom Marshal, vogliamo analizzare l’inutilità di tale prodotto, che a tratti sfiora il ridicolo situazionale, attraverso una serie di considerazioni che ruotano attorno alla struttura narrativa e ai personaggi.

Chewing Gum, tuttavia, ha un carattere eccentrico e frizzante che fin da subito spicca allo sguardo curioso di un possibile spettatore e grazie ai colori sargianti e vivaci attrae e cattura l’interesse. Tale singolarità, però, passa in secondo piano dal momento in cui ci accorgiamo delle incongruenze nella costruzione della trama.

La trama, dalla semplice premessa, ha una struttura di base piuttosto minimale; Chewing Gum racconta le vicende sentimentali di Tracey Gordon (Michaela Coel), ragazza di 24 anni che fa la commessa in un mini market a Tower Hamlets, quartiere periferico di Londra. La ragazza vive unicamente con la sorella minore Cynthia, con problemi di interazione sociale e la madre Joy, bigotta religiosa che ha educato le due figlie a principi ultra religiosi, tra cui la castità. Tracey, come un’adolescente, inizia ad avere un atteggiamento di ribellione nei confronti della madre e dei oppressivi principi inculcati, così l’intera situazione è costruita sulla scoperta e ricerca del sesso.
Nella prima serie, incontriamo Tracey fidanzata con un fanatico religioso, Ronald, visto di buon occhio dalla madre e con il quale appena si è sfiorata la mano; tuttavia, gli innumerevoli sforzi e tentativi della ragazza di sedurlo risultano inutili, tanto che inizia ad avere strani presentimenti e lo lascia, incapace di ottenere da lui un rapporto carnale.

Infatti, Roland rivela, a popo a poco, la sua omosessualità latente, celata dietro alla sua estrema religiosità; mentre Tracey inizia ad avere una simpatia che subito si tramuta in attrazione fisica per un immaturo ragazzo che vive nel suo palazzo, Connor Jones, fannullone che si sente un poeta, ma incapace di compiere un pensiero di senso compiuto.
Tuttavia, neppure con lui riesce ad avere un rapporto intimo, perciò le stravaganze sessuali che passano per la mente di Tracey sembrano perdere completamente il controllo.

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I due iniziano una relazione di nascosto dalla madre Joy, di cui viene a conoscenza alla fine della prima stagione, quando Tracey decide di andarsene di casa per andare a convivere con lo sbandato Connor.
Nel contorno di situazioni, si inserisco gli amici di Tracey: la ragazza figa Candice e il fidanzato frignone Aaron, la nonnina pazza e il gay Ola; tutti i personaggi hanno una personalità forte e dirompente che lasciano emergere la forza caricaturale del proprio ruolo.
Se la prima stagione di Chewing Gum, tutto sommato, era risultata godibile, la seconda ha delle lacune atroci imperdonabili che mostrano la fallosità della trama. Infatti, prosegue che Tracey cerca di tornare a casa dopo tre mesi che era sparita e cerca di elemosinare un divano su cui dormire, cercando una soluzione per tornare a casa; a tutto ciò, si aggiunge la necessità di affrontare la nuova relazione di Connor con una donna più matura.

A sostegno dei difetti di Chewing Gum 2 basta pensare a come il pubblico scopre ch la madre Joy oltre ad assere un’accanita cristiana, si riveli essere fondatrice di una propria chiesa con proprie regole e norme. Seguono, poi, dei tangibili tagli di narrazione, forse dovuti ad un ridimensionamento degli episodi, che però rendono incomprensibili alcuni passaggi, come le cause che portano Tracey ad allontanarsi dalla migliore amica Candice, giustificata con una scusa banale.
Spesso, molte situazioni, in Chewing Gum, sono fine a se stesse, rimanendo inutili in relazione all’economia complessiva della stagione.

Ce la farà la nostra eroina, Tracey, a perdere la verginità prima della decima stagione? Restate sintonizzati su Netflix e presto lo scopriremo.

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Elisabetta Da Tofori

Elisabetta Da Tofori

Forse ti hanno chiesto perché volevi darti al teatro, e tu non hai potuto fornire una risposta ragionevole, poiché ciò che volevi fare nessuna risposta ragionevole può spiegarlo: volevi volare.
-Edward Gordon Craig
Elisabetta Da Tofori

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