Ocean’s 8, il colpo del secolo su tacco 12

ocean's 8 Gary Ross evidentemente ama lavorare con le donne. Già con Hunger Games, riuscì a veicolare con sapienza ed intelligenza una storia molto difficile sul corpo e il viso di Jennifer Lawrence. Ci riprova, con successo, in Ocean’s 8, spin-off e sequel (non remake dunque, se dobbiamo lavorare in termini stretti) di quella trilogia di Ocean’s firmata da Steven Soderbergh, con lo stesso Steven che si è inserito come produttore in quanto promotore di un ulteriore capitolo, capovolgendo il punto di vista: se prima abbiamo visto le avventure di Daniel Ocean (George Clooney) qui abbiamo la sorella, Debby (Sandra Bullock) che si è interessata anche a rubargli l’orologio prima di finire in carcere per cinque anni, tempo che le è servito per mettere in atto il colpo del secolo ai danni del Met Gala di New York.

Ricostruita la banda assieme a nuovi elementi, il film di Gary Ross si dipana dal citazionismo forzato al capitolo principale, quasi a ricordare la stessa natura del prodotto, a un uso mai banale di alcuni stereotipi femminili che si incarnano perfettamente con gli 8 membri del cast.
Non c’è quindi voglia di reinterpretare qualcosa di già noto alla vista del titolo, anzi, forse in questo modo possiamo riconoscere l’aspetto negativo del film, ovvero il non cercare mai una via traversa per raccontare questa storia, andando dritto al punto, forse anche troppo velocemente e anticipando i classici twist narrativi che hanno contraddistinto la trilogia precedente. Essendo un sequel, c’era da gestire chiaramente un background di altrettanti personaggi già noti, che grazie a piccoli cameo o frasi puntellate nella sceneggiatura, riescono a chiudere o chiarire il destino di quasi tutti. Non era certo necessario, ma nell’economia della trama tutto si inserisce perfettamente.

Tolto questo, di Ocean’s 8 rimane un bel film che forse rimarrà incastrato in quella bolla mediatica che è solo una sfumatura di quel “politicamente corretto” che dopo lo scandalo Weinstein e le ultime news in casa Disney-Marvel, stia seminando decine e decine di vittime alle loro spalle. Proprio su questo verte il film di Gary Ross, gioca con la stessa femminilità stretta o eccessiva, esuberante o raffinata, delle sue protagoniste, in primis proprio dal personaggio di Anne Hathaway, star mondiale svampita e quasi ignorante, ma che invece nasconderà un segreto che si svelerà passo dopo passo e che si sposa perfettamente con la trama del film.

ocean's 8

Con una maggiore vena di adrenalina e comicità dedicata tutta alla seconda parte del film, Ocean’s 8 si conferma buon prodotto d’intrattenimento, che avrebbe meritato una finestra di uscita maggiore. Durante il periodo estivo, lo sappiamo, le uscite sono poche, le persone al cinema vanno meno e i blockbuster si mangiano tutta quella fetta di cittadini rimasti in città.

Gabriele Barducci

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- Bruce Springsteen
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