Venezia75: The Favourite – La Favorita, cornucopia in salsa greca

Oh, It’s fun to be Queen sometimes

the favourite posterDiretto da Yorgos Lanthimos, The Favourite è il lungometraggio che il regista greco realizza con più temerarietà, un’opera sospesa tra favola storicizzata e barocco gioco al massacro tanto da aver spinto l’attrice Rachel Weisz, già protagonista in The Lobster, ad avvicinarlo all’Eva contro Eva diretto da Mankiewicz, solo più divertente e sregolato seppur comunque radicato in un episodio dinastico-nobiliare realmente avvenuto nell’Inghilterra a cavallo tra XVII° e XVIII° secolo. Un’epoca, formalmente, di assolutismo monarchico, ma dove si possono intravedere sintomi e segnali del deterioramento di un mondo rarefatto, governato da folli e popolato da soggiogati e impauriti.

Il risultato? Il miglior film di Lanthimos fino a oggi, così diverso dai suoi precedenti lavori da non sembrare neanche suo. Ovviamente, ciò senza nulla togliere a quel che ha fatto prima. Con The Favourite, il regista dipinge un quadro vivo, organico e quindi suscettibile di un inevitabile deterioramento. Utilizza colori a olio, umidi, per ritrarre un viscidume impossibile da seccare. I suoi personaggi, le sue tre eroine dispotiche, sono come il fango: puzza solo se è fresco.

È un mondo di uomini imparruccati e donne incorsettate, di mogli machiavelliche e mariti inesistenti, di vizi e spergiuri, inganni e raggiri, anatre al guinzaglio e corse di aragoste (occorre ricordare che un film di Lanthimos si chiami The Lobster?), di arrampicatrici e sanguisughe, di corpi pieni di tossine e denti avvelenati, di gente che si azzanna e malattie che divorano, di giorni interminabili e notti eterne, di macchinazioni e unguenti medicamentosi, di stoffe fiorentine e infezioni, di attacchi di gotta e soda caustica sulle mani, di visi impomatati e nei ai bordi della bocca, ma di Madonna e Cristo non c’è traccia. Due è il numero perfetto, non tre. Per legge della Natura, l’Uomo è porco e la Donna isterica.

The Favourite recensione

Il palazzo reale dove gran parte di The Favourite si svolge è luogo di segreti che si origliano da dietro una porta e di scoperte che si fanno spiando dal buco di una serratura. A unire le epoche, a renderle simili, sono i pettegolezzi. Ed ecco che quel posto, la reggia, man mano che il film procede diventa un’ampolla fecale dove stanzia il rifiuto materico dopo che il nutrimento è stato assimilato dall’organismo. The Favourite è uno straordinario pastiche sulla merda (e sul vomito) come condizione umana.

Altrove, in un dove apparentemente lontanissimo, il popolo muore di fame o nell’ennesima guerra contro i francesi, ma le tre protagoniste e la servitù vivono nella bambagia e nell’ozio, attività perfette per far proliferare il peggio che un individuo possa tirare fuori da sé. “L’amore ha dei limiti”, dice una di loro, ma evidentemente non la cattiveria o il desiderio di approfittarsi del prossimo.

Progetto di non breve lavorazione The Favourite: annunciato nel 2015 con Kate Winslet nel ruolo poi interpretato dalla Weisz, il film avrebbe dovuto essere girato nella primavera del 2016, ma per motivi produttivi le riprese vengono slittate di un anno durante il quale Lanthimos, per non stare a girarsi i pollici aspettando, ha portato alla luce il conturbante The Killing of a Sacred Deer.

Simone Tarditi

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"Into this house we're born.
Into this world we're thrown".
-Jim Morrison
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