Venezia75 – Nice Girls Don’t Stay For Breakfast: Intervista al regista Bruce Weber e a Carrie Mitchum, nipote di Robert

Una lavorazione durata parecchi anni quella di Nice Girls Don’t Stay For Breakfast, documentario su Robert Mitchum diretto e assemblato da Bruce Weber. Il film è già stato presentato alla 31ma edizione del Il Cinema Ritrovato (Bologna) in occasione di una retrospettiva proprio sull’attore americano e un piccolo assaggio fu portato alla Mostra del Cinema di Venezia anche anni addietro. Adesso Nice Girls Don’t Stay For Breakfast è completo in ogni sua parte ed è dato in dono ai fan del divo hollywoodiano.

Un progetto molto personale, completamente realizzato in un bianco e nero da piangere diamanti (Weber è non a caso uno dei più importanti fotografi al mondo) con interviste a colleghe dell’epoca, come Polly Bergen che racconta le difficili e sensazionali riprese di Cape Fear – Il promontorio della paura, ma anche star di oggi come Johnny Depp o Benicio del Toro che l’hanno conosciuto verso la fine della sua carriera. C’è pure Danny Trejo con una riflessione, forse tra le più interessanti, sul Mitchum essere umano dopo la detenzione per consumo di marijuana e la presa di coscienza su come venivano trattati i detenuti.

Mitchum viene mostrato accendersi una sigaretta dopo l’altra in un’apparentemente totale pace dei sensi. Riceve telefonate da giovani adoratrici e risponde loro con cortesia. Suona vecchie canzoni al piano e le insegna a tutti. Canta in studio con la naturalezza di un Frank Sinatra o di un Elvis. Chiacchiera con gli amici e regala risate più di quante se ne faccia lui. Grandi lenti scure gli coprono il volto stanco e affaticato dalla malattia però il carisma e la presenza scenica sono ancora tutte lì, intaccate. All’interno di Nice Girls Don’t Stay For Breakfast si ripercorre la carriera di Mitchum più che la sua vita. Tanti spezzoni di film più o meno noti accumunati da un fattore: quell’adorabile faccia da schiaffi perfetta in ogni situazione, dai western alle commedie. Grandi interpretazioni, tutte.

Incontrare e intervistare sia Bruce Weber, già autore di quel Let’s Get Lost su Chet Baker che tanta scuola ha fatto nel mondo documentaristico, sia Carrie Mitchum (la fortuna di avere per nonno Robert Mitchum non capita tutti i giorni) è stato un piacere. Quel che segue è il resoconto di una chiacchierata veloce, quasi della durata di un caffè, durante l’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Sono bastati pochi minuti per intravedere nelle loro parole la figura gigantesca di uno dei più amati attori americani, un punto di riferimento nell’universo cinematografico forse più oggi che ieri.

Com’è stato convincere un attore come Robert Mitchum a farsi filmare nelle sua vita di tutti i giorni, lontano dal set?

Bruce Weber: Non è stato complicato convincerlo, ma ha fatto passare molto tempo prima di accettare la proposta. Con gentilezza ho insistito a lungo. Una volta partito questo progetto, Robert è stato estremamente alla mano e soprattutto sempre puntuale, un fatto straordinario perché uno tenderebbe a pensare che una star di quel calibro non abbia considerazione del tempo degli altri. Invece no, lui si è sempre presentato in perfetto orario a ogni incontro che abbiamo fissato. Ovviamente non era un tipo semplice, ma allo stesso tempo posso dire che non era neanche un uomo impossibile. Era un grande narratore di aneddoti della sua vita e di quella dei suoi amici. Non era particolarmente interessato alla vita mondana, almeno negli ultimi anni, e amava starsene lontano da Hollywood quando non doveva fare un film.

Oltre ai bellissimi filmati girati negli anni ’90 in bianco e nero, ci sono anche alcuni spezzoni amatoriali in 8mm che ritraggono Robert Mitchum nelle attività più disparate. Chi della famiglia ha girato quei filmini?

Carrie Mitchum: La maggior parte li ha realizzati mia nonna, che come ogni madre al mondo ha voluto conservare quei momenti preziosi su pellicola. Feste in casa, bambini scorrazzanti in giro, attimi di felicità, cose così. Robert preferiva scattare polaroid perché non aveva voglia di aspettare che la pellicola si sviluppasse. Voleva fare foto e poterle vedere subito così poteva regalarti quelle più belle. Non ricordo di avere mai visto mio nonno con una cinepresa in mano. Tu, Bruce?

Bruce Weber: No, mai. Era un uomo molto impaziente …

Robert Mitchum era interessato a preservare la sua stessa memoria?

Carrie Mitchum: Quando avevo sedici anni mi disse che, se volevo, potevo scrivere la sua autobiografia. Purtroppo non l’ho fatto, ero molto giovane. Io e mio nonno ci sedevamo in salotto e parlavamo a lungo della sua vita, ma non ho mai registrato nulla. Il fratello di Robert ha scritto un libro su di lui, penso sia la cosa più vicina a una forma di autobiografia.

Bruce, tu hai diretto uno dei più celebrati lavori sul jazz: “Let’s Get Lost” su Chet Baker. Negli ultimi anni sono usciti importanti documentari su altri musicisti come “I Called Him Morgan”, sempre presentato qui a Venezia, oppure “Chasing Trane”. Hai mai pensato di tornare a fare un film sul mondo del jazz?

Bruce Weber: Sì, conosco quei titoli che hai menzionato. Amo la musica, per me è una totale fuga dalla realtà e trovo sia estremamente democratica perché ci rende tutti uguali quando l’ascoltiamo. Quando metto un CD nell’autoradio e mi metto a guidare è come se fossi in un film di cui sono l’unico protagonista. Per rispondere alla tua domanda, ho mai pensato di fare ancora qualcosa sul jazz? Non se sarò io o se io possa essere la persona giusta, ma bisognerebbe fare un documentario su Art Pepper, un sassofonista straordinario con una vita incredibile. Se però devo essere sincero, in questo momento vorrei solo fare un film sui cani … li adoro … con tutta quella loro libertà.

(Intervista al fotografo e regista Bruce Weber e a Carrie Mitchum, nipote di Robert Mitchum, condotta da Simone Tarditi presso il Lexus Lounge su Lungomare Guglielmo Marconi in data 4 settembre 2018 durante la 75ma Mostra del Cinema di Venezia)

Nice Girls Don't Stay for Breakfast recensione

Simone Tarditi

Simone Tarditi

"Into this house we're born.
Into this world we're thrown".
-Jim Morrison
Simone Tarditi

Latest posts by Simone Tarditi (see all)

    You may also like...

    Condivisioni