La Profezia dell’Armadillo e altri feticci generazionali

la profezia dell'armadillo

C’era un po’ di preoccupazione mista a interesse attorno a questo film, una trasposizione cinematografica della nota graphic novel di Zerocalcare che ha lanciato quest’ultimo nel panorama degli autori del fumetto italiano che contano. Quando poi lo stesso autore, che ne ha scritto la sceneggiatura, non ha voluto partecipare alla diretta promozione del film, qualche dubbio ha cominciato a serpeggiare tra gli appassionati. Poi c’è stata la classica giostra di registi e sceneggiatori. Prima doveva dirigerlo Valerio Mastandrea, poi abbandona per lasciare il posto a Emanuele Scaringi, pur rimanendo accreditato come sceneggiatore, a cui si aggiunge anche Johnny Palomba, forse l’elemento più curioso (i romanisti sapranno chi è il personaggio e relative particolarità).
Insomma, qualcosa in pentola stava bollendo non nel migliore dei modi. Alla fine il film arriva prima a Venezia e poi nelle nostre sale e, sì ecco, non è tutta questa grande bellezza.

Al netto di una trama fortemente frammentata, scelta narrativa che comunque sembra rifarsi palesemente alla fonte d’origine, nonostante delle battute ben assestate quanto un pugile esile che colpisce in piccoli punti ben precisi un avversario al di sopra delle sue possibilità, ciò che manca a tutto ciò è proprio il film, un collante per tenere in piedi tutto ciò che il prodotto si presenta su schermo.

Se il messaggio è quello di affrontare ed esorcizzare la notizia della morte di una vecchia amica e cotta adolescenziale di Zero, la resa visiva restituisce tutto, tranne questo. Non c’è catarsi, non c’è un affronto di petto pieno a ciò che stiamo osservando. Invece si affronta con metafore ben assestate il classico discorso di un disagio giovanile, di una generazione che è cresciuta tra il crollo del muro di Berlino, l’11 settembre e i fatti della scuola Diaz: una generazione nata e cresciuta tra le macerie, le percosse e la censura.

Buona l’intenzione dunque, meno la realizzazione, che pretende di vivere in piccoli spazietti all’interno del minutaggio, ma poi la narrazione frammentata mostra tutti i fianchi di un’opera che è stata molto e forse troppo travagliata.

la profezia dell'armadillo

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
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