Il difficile rapporto simbiotico di Venom

Il nuovo film della Sony in associazione con la Marvel, (la quale ha intenzione di produrre un nuovo filone dedicato agli altri supereroi e villain dell’universo di Spider-Man ed è già stato confermato anche un film sul vampiro Morbius che verrà interpretato da Jared Leto) avrebbe potuto avere un ottimo potenziale, se solo fosse uscito più di venti anni fa, quando il genere si affacciava timidamente nelle sale con i precursori Blade di Stephen Sommers, X-Men di Synger e Spider-Man di Raimi.

Lo shuttle spaziale Life (e qui ci sono rimandi indiretti alla pellicola omonima del 2017 di Daniel Espinosa con Jake Gyllenhaal e Ryan Reynolds) atterra sulla terra trasportando la prima forma di vita extraterrestre: il simbionte, una creatura aliena in grado di sopravvivere sulla terra unicamente se si aggrappa ad un altro essere vivente nutrendosi dei suoi organi interni.
Il reporter d’inchiesta Eddie Brock (Tom Hardy), viene inviato dalla sua testata giornalistica a intervistare Carlton Drake (Riz Ahmed) presidente della Life Foundation che si occupa della bioingegneria e della scoperte di nuove forme di vita per poter vivere nello spazio profondo. Quando uno dei quattro simbionti riportati sulla terra si congiunge a Eddie, si riesce a creare una connessione tra l’alieno e l’umano, facendo nascere quasi un rapporto tra psicologo e paziente, ma con i relativi problemi d’appetito che Eddie dovrà placare sfamando il simbionte che come un cannibale si nutre di tutto quello che fa parte dell’organismo umano, incluso staccare le teste a morsi.

venom recensione

Negli States il film sta raccogliendo consensi contrastanti, se da una parte la critica l’ha distrutto, dall’altra il pubblico ha cercato di difenderlo e di salvare il salvabile, ma come prassi, la verità la si trova facilmente nel mezzo.
Venom è un film che soffre di troppi momenti morti e di sequenze e situazioni che sanno di già visto, dando al film quell’effetto deja vù (Life, Spider-Man 3, Deadpool).
Una vera accozzaglia di generi che non restituisce una vera identità al film, snaturandolo. Se in Justice League la colpa era delle differenze tra i due registi, qui invece il problema è la storia di un personaggio totalmente dark, compreso il senso dello humor che vuole strizzare l’occhio con quanto fatto dalla 20th Century Fox con il personaggio di Deadpool, sbagliando innanzitutto l’approccio al personaggio, infarcendo il film delle classiche battutine e momenti comici che difficilmente strappano una risata.
Altro punto a sfavore del film è il suo villain, interpretato dal poco carismatico Riz Ahmed (Lo Sciacallo, Rogue One) che non regge per niente il confronto con Tom Hardy, neanche lui al meglio ma cerca di fare il possibile per tenere in piedi la baracca insieme alla partener Michelle Williams (Anne Weying).
Passando invece al reparto EFX, anche qui purtroppo i risultati sono alquanto discutibili, con una CGI indietro di almeno dieci anni, totalmente plastificata, da far sembrare in alcune scene Venom fatto col pongo (l’effetto è terribile quasi quanto quello di Green Lantern di Martin Campbell).
Un altro dei problemi del film è dato dal suo rating v.m.13 anni contro quello più comune e utilizzato per i vari Deadpool e Logan, R (v.m.17 anni non accompagnati) che se non altro avrebbe giovato a rendere l’antieroe più autentico oltre che a spettacolarizzare uno dei suoi punti forti, la violenza e l’orrore che ne scaturisce dalle tremende mutilazioni che il simbionte compie. Allo stesso tempo però se non altro il film mantiene molto delle fedeltà al materiale originale, grazie ad un buon soggetto che però non dispone della stessa coerenza in fase di sceneggiatura per i problemi sopra indicati, risultando un progetto poco ambizioso e che si accontenta di restare nella sua mediocrità riuscendo a soddisfare solo il fanboy medio dell’antieroe creato da Todd McFarlane.

Il film si conclude con la ormai classica scena post-credit (probabilmente il momento migliore della pellicola, soprattutto per i fanboy) che vede Eddie Brock recarsi nella prigione di San Quentino per intervistare Clatus Kasady (Woody Harrelson) futuro Carnage, storico villain di Venom (oltre che di Spider-Man) che ci fa ben sperare per un sequel che possa essere superiore e dare un villain senza dubbio più carismatico e intrigante col quale Venom potrà confrontarsi/scontrarsi.

Alessio Italiano

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"This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend, the end"
- The Doors
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