RomaFF13: Notti Magiche, chi ha ucciso il cinema?

notti magiche recensioneMondiali 1990. Italia. Un’auto si precipita giù nel Tevere con dentro il corpo di un uomo. Ripescato il veicolo si procede con l’identificazione del corpo. In una notte romana, nel pieno dei Mondiali, qualcuno ha ucciso un importante produttore cinematografico. I principali sospettati sono tre giovani sceneggiatore, una ragazza di Roma e altri due ragazzi uno della Sicilia e l’altro Toscano. Nella notte daranno la loro versione dei fatti, con nomi, eventi, dichiarazioni, facce e dettagli, tutto questo per dare un volto all’assassinio del produttore.

Film molto, molto strano questo Notti Magiche: parte come una cornice nostalgica dell’Italia anni ’90, per tramutarsi in un thriller a tutto tondo, per poi abbracciare una morale metacinematografica e bacchettare gli spettatori pigri che vanno al cinema solo perché nel film c’è una sparatoria, un’esplosione o qualcosa che possa leggermente intrattenere lo spettatore al di fuori del dramma intimo.
Così facendo Paolo Virzì costruisce una sorta di commedia a tinte noir, dipingendo sicuramente un’affresco inedito del ‘complicato’ mondo del cinema degli anni ’90, che si apprestava a definire bollito registi come Fellini, iniettando nelle vene di giovani sceneggiatori la complicata vita professionale delle caste, dei grandi sceneggiatori che si fanno beffe di decine e decine di collaboratori sfruttati a scrivere fiction o film dal basso risultato qualitativo.

Eppure i tre ragazzi sono tre penne da tenere d’occhio, ma proprio in queste notti magiche, qualcosa si perde, l’incubo di un futuro incerto o di scelte professionali sbagliate, allontanano tre giovani promettenti fuori dal giro, tutto mentre un noto produttore viene ritrovato morto. Ecco quindi la miglior occasione per spolverare l’arte del narrare – di questo ci vuole parlare Virzì – del saper parlare, depistare, insinuare qualche piccolo dubbio con frasi chiave. La cornice dei Mondiali muore passo dopo passo, il racconto si fa confusionario, anche fin troppo prevededibile e molti attori sono in un fastidiosissimo overacting (tra tutti si salva solo Giancarlo Giannini, l’unico che sembra tenere in piedi tutta questa baracca narrativa).

notti magiche recensione

Di Notti Magiche ne rimane un film interessante e potenzialmente esplosivo nel momento in cui gli stessi personaggi escono dallo schermo, decostruire quanto visto e rendersi conto che il film parlava proprio a noi spettatori, che abbiamo assorbito quasi 120 minuti senza curarci del punto centrale: chi ha ucciso il produttore cinematografico? Forse qualcuno ha tenuto sul banco questo punto, altri invece hanno voluto vedere le storie di questi ragazzi.
L’unica cosa certa è la resa finale del prodotto, stranamente affascinante, ma anche pesantemente tedioso quando vuole bacchettare gli spettatori quasi come accusandoli di guardare solo cinecomics e ignorare tutto il resto. E c’è del vero in questo.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
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