Behind the Candelabra, il palcoscenico come identità

In molti si divertono nel vedere il buon Deadpool riferirsi direttamente ai suoi spettatori. “Ha bucato la quarta parete”, dicono, eppure il vate Kevin Spacey ci aveva abituato a questo già durante House of Cards. Addirittura alcuni fanno ricondurre queste esperimento di comunicazione visiva diretta a Oliver Hardy, il nostrano Ollio del duo comico Stanlio e Ollio: quante volte a post gag, il povero fissava lo sguardo in camera per comunicare tutta la sua frustrazione direttamente allo spettatore? Sempre.
Elton John dice che da ragazzo ha partecipato a uno spettacolo dal vivo di Wladziu Valentino Liberace e di esserne uscito totalmente innamorato e affascinato dalla sua incredibile presenza sul palcoscenico. Non fatichiamo a credergli.
Ma chi era Liberace? Perché nel 2013 fare un film per la HBO raccontando gli ultimi anni di vita di questo eccentrico pianista?

Gay mai dichiarato, anzi, partecipe di numerose lotte contro ipotetiche lobby omosessuali che lo volevano morto, Liberace si è esibito in teatro, locali e tv inventando fantomatiche storie d’amore con altrettante famosi attrici, mai abbastanza per lui e per fare il passo del matrimonio. La realtà era altra, ovvero che condivideva il letto con giovani ragazzi, offrendo soldi, un lavoro e un ruolo all’interno dei suoi sfarzosi spettacoli.

Per quanto possa trattarsi di una classica storia omosessuale, condita dal fattore biopic, Soderbergh sfrutta l’occasione per continuare un discorso che, con le pinze, sembrava aver già preso e affrontato in Magic Mike: il delicato rapporto della vita dentro e fuori dal palcoscenico. Film di ritorno questo Behind The Candelabra, difatti si posizione come il classico comeback rispetto all’ennesima dichiarazione di ritiro dalla scene, ma l’amore di Soderbergh per il cinema è forte e ritorna sempre sui propri passi.
Proprio di cinema infatti sembra parlare Behind The Candelabra. Nel fine anni 70, inizio 80 l’omosessualità nel mondo dello spettacolo più che un tabù, era motivo di vera e propria esclusione dal circuito che contava. Ci si nascondeva nelle proprie dimore brillanti di lampadari, candelabri, piscine e giovani ragazzi in perizoma a bordo piscina. Liberace (Michael Douglas) però riusciva a travalicare questo concetto, riuscendo a plasmare la sua figura pubblica, così brillante, unica e sfarzosa, con la vita privata.

I lifting, i capi d’abbigliamento stirati e mai sobri, l’amore quasi malsano per la madre e la voglia di plasmare la sua figura divina attorno i suoi giovani amanti, pagandogli cure dimagranti e plastiche facciali semi totale per essere il più possibile uguali a lui.

dietro i candelabri

Un mondo magico cui il nostro Scott (Matt Damon) si getta a capofitto, diventando in modo inaspettato l’amante del grande artista, che andava a sostituire un altro amante, ormai vecchio, datato, conosciuto fin troppo bene. Come lo stesso Liberace cambia la sua mantellina spettacolo dopo spettacolo, i sette anni che i due passeranno assieme saranno pieni, intensi, anche contraddittori, che serviranno a Scott per apprendere appieno la maestosità eterea e divina con cui Liberace affrontava ogni sua giornata. Ma lo spettacolo con Scott sul palco è finito ed esattamente come sette anni prima, il giovane diverrà la mantellina da cambiare a favore di un altro ragazzo, un altro Adone biondo da toccare, baciare e guardare.

Come il palco dei ballerini di Magic Mike, il pianoforte su cui siede Liberace è l’estensione della sua vita così luminosa, piena di ritmo e brillante, un sogno ad occhi aperti, lo stesso che Scott potrà ammirare nel reinventare il funerale dell’artista nella sua mente, cancellare il corpo martoriato dall’AIDS ma posizionarlo come un presepe su un palcoscenico, sfarzoso, mantellina al collo, volare sopra ballerini e musicisti.
Ancor più di un’amante o un’icona, ma un’idea concreta di spettacolo, di intrattenimento, di Cinema.

Gabriele Barducci

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
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