Il mondo è tuo, lo sgargiante gangster movie di Romain Gavras

Il titolo di Il mondo è tuo porta immediatamente alla mente due immagini: quella del film L’Odio (1995) di Kassovitz quando i tre protagonisti, vagando per una Parigi notturna e abbandonata, passano vicino ad un muro con un manifesto pubblicitario raffigurante il pianeta terra visto da lontano e sotto la scritta “Le monde est a vous”, che Said (uno dei tre protagonisti) si appresta subito a cambiare in “Le monde est a nous”; l’altra immagine, più lampante, non può che essere la vista di Tony Montana nel cult Scarface di Brian De Palma. Queste due immagini ci servono per tracciare una linea poetica del percorso di Romain Gavras, una delle figure più rivoluzionarie nel panorama del videoclip: un autore, artista e visionario che ha alzato l’asticella del video musicale solo come altri pochi hanno potuto fare.

Nel film di Kassovitz il cosmo dei ghetti parigini, dove Vinz, Hubert e Said si invischiano e smarriscono, pare essere un preludio a quella Parigi che fa da sfondo ai primi videoclip di Gavras, già dal primo lavoro per il collettivo francese di rapper Mafia K’1 Fry, e al film qui trattato. Il mondo è tuo è il punto di arrivo e partenza per Gavras: punto d’arrivo per come rivisita il suo mondo che ha saputo costruire nell’arco di quasi vent’anni, quello che possiamo conoscere nei suoi eccentrici, violenti e provocatori lavori da regista di videoclip, da Stress per i Justice, Born Free e Bad Girl per MIA, fino ad arrivare a No church in the wild per Kanye West e Jay-Z (quest’ultimo va a delineare una ideale conclusione per un altrettanto ideale trio di video); mentre punto di partenza in quanto il regista dimostra la sua totale padronanza del linguaggio cinematografico al suo secondo lungometraggio, sette anni dopo Our day will come, sempre con Vincent Cassel.

Il mondo è tuo romain gavras

Lasciandosi alle spalle i toni distopici, seriosi e violenti dei suoi lavori più famosi, pur rimanendo coerente a punti chiave inscindibili della sua estetica, Gavras abbraccia con grande audacia e maestria il registro della commedia e della satira (se non pure della parodia) per confezionare un irresistibile gangster movie dal ritmo indiavolato e dai toni sardonici, amari e squisitamente pop. Nel film, Karim Leklou è François, ragazzo impacciato che vuole lasciarsi alle spalle la sua vita criminale e che decide di portare a termine un ultimo lavoro in Spagna, ma non tutto va come il previsto.

In questo universo fatto di ragazzetti megalomani capaci di minacciarti con una pistola e al tempo stesso di immortalarti in una storia di Instagram, di gangster che si fanno paranoie per  le scie chimiche o complotti degli illuminati dei quali hanno letto articoli sul tablet, e di boss che si vestono in maglietta da stadio e infradito per poi divertirsi a cantare le hit al karaoke, si erge maestosa Isabelle Adjani che interpreta Danny, la madre di François.

Il nostro protagonista sembra fare di tutto per liberarsi della figura materna ma una volta combinato l’ennesimo pasticcio insieme al suo socio (un irresistibile Cassel) non si fa scrupoli a chiedere aiuto a lei, della quale sappiamo poco del suo passato di ex-criminale (appena accennato nello scambio di battute più divertenti di tutto il film). La Adjani, con quel trucco e parrucco esagerato e inverosimile, sembra fare la strizzatina d’occhio all’altra madre di un altro criminale perdente, la Kristin Scott Thomas di Solo Dio Perdona.

Gavras dipinge una galleria di personaggi memorabili ai margini di una società, ma soprattutto ai margini di un genere cinematografico che viene reinterpretato in chiave attuale con irresistibile gusto dell’humour e della gestione dei tempi comici e dell’azione, perennemente in bilico tra parodia e satira – un’operazione molto simile fatta qualche anno fa da Drew Goddard con lo strepitoso Quella casa nel bosco –  e che dovrebbe essere preso come punto di riferimento per il cinema nostrano.

La fotografia di André Chemetoff (collaboratore abituale di Gavras) abbandona i toni urbani, spenti  e crepuscolari tipici dei videoclip precedenti, in favore di un mosaico allucinato fatto di colori sgargianti, arredamenti lussuosi, luci al neon e tute Adidas lucide che trasudano un kitsch ostentato, quasi come per ribaltare la messa in scena di De Palma. Aspettando l’uscita di un prossimo videoclip che porti la firma di Romain Gavras, Il mondo è tuo si presenta come una delle pellicole più divertenti dello scorso anno, arrivato da noi direttamente in streaming video su Netflix.

Emilio Occhialini

Emilio Occhialini

A screaming comes across the sky. It has happened before, but there is nothing to compare it to now. - T. Pynchon, "Gravity's Rainbow"
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