The LEGO Movie 2 è ancora Meraviglioso!

Sono passati cinque anni dal primo The LEGO Movie, che arrivò al cinema con un carico di curiosità non indifferente. I due registi, Phil Lord e Christopher Miller, reduci dalle ottime esperienze di 21 e 22 Jump Street, provarono con l’animazione con un risultato strabiliante.

Questo secondo capitolo, che dei due porta solo la firma alla sceneggiatura, con la regia data a Mike Mitchell, veterano dell’animazione in computer grafica, segue esattamente due scie ben distinte: la prima è quella di essere chiaramente un sequel di The LEGO Movie, quindi riprendere esattamente da dove avevamo lasciato la storia, con i LEGO Duplo che invadono il mondo di Emmet e dei suoi amici, con le loro forme astratte e colorate.

Dall’altra parte, il film sembra seguire un percorso già iniziato e scritto dagli stessi Phil Lord e Christopher Miller nel recente Spider-Man: Un nuovo Universo, anche questo che porta solo la loro firma alla sceneggiatura, con una tacita voglia di usare e veicolare il film d’animazione verso nuovi lidi, qualcosa che in parte ha già fatto la Pixar con tanti film, ma The LEGO Movie 2 vince innanzitutto con la solita irriverenza narrativa, marchio di fabbrica del duo, che rende il film una sorta di mitragliatrice di immagini, non fermandosi mai, proponendo una ritmo serratissimo e una sceneggiatura mai banale.

the lego movie 2 recensione

Ancor più di Emmet o di Rex, il suo misterioso nuovo amico, addestratore di raptor e vero e proprio duro galattico, una sorta di Han Solo formato LEGO, la vera protagonista è Lucy, ex Wildstyle a cui basterà uno shampoo per mostrare il suo vero colore dei capelli e quindi un passato diverso da quello che eravamo abituati a percepire dal primo capitolo, con una ragazza guerriera priva di scrupoli e sentimenti, sempre più dura emotivamente e pronta alla battaglia. Ma sotto quella scorza, si nasconde qualcosa di più, elemento che potremmo facilmente ricondurre ad un messaggio, o parabola evolutiva, di una forma di depressione in tutti quei ragazzi che sono costretti a indossare una maschera, nel pieno della loro adolescenza. Una lettura invisibile che diventa concreta nelle numerosa richiesta che Lucy farà verso i suoi amici: riprenderà Batman per il suo egocentrismo e non mancherà di far notare a Emmet quanto sia inutile essere sempre felici e canticchiare “E’ Meraviglioso” quando nel mondo tutto procede nel verso opposto.

Non mancheranno, come già successo con il primo capitolo, le morali in live action. Emmet e compagni saranno frutto di una sessione di gioco di un bambino come abbiamo scoperto e questa volta il bambino, ora più grande, dovrà dividere il banco delle costruzioni con la sorella. Riusciranno i due mondi, uno post-apocalisse, l’altro glitterato e pieno di unicorni, a incontrarsi sotto il segno dell’amore fraterno e della condivisione del gioco? Emmet e Lucy hanno la risposta e lotteranno per concretizzarla.

Elisabetta Da Tofori

Elisabetta Da Tofori

Forse ti hanno chiesto perché volevi darti al teatro, e tu non hai potuto fornire una risposta ragionevole, poiché ciò che volevi fare nessuna risposta ragionevole può spiegarlo: volevi volare.
-Edward Gordon Craig
Elisabetta Da Tofori

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