Idealizzare e concretizzare il nuovo Aladdin

A pochi mesi di distanza da Dumbo, c’è un concetto che sembra tenere banco a fine visione di questo nuovo film del filone remake in live action dei classici Disney, ovvero che noi, pubblico adulto e maturo, siamo gli spettatori sbagliati per dare un giudizio su questo film.
Siamo cresciuti con gli originale d’animazione e come facciamo indirettamente con tante altre opere che amiamo, da Star Wars a Game of Thrones, arriviamo nel momento in cui assimiliamo il messaggio del prodotto in questione, per poi idealizzarlo fortemente attorno a ciò che conosciamo.
Motivo per cui viene semplice un paragone del tipo che questo live action è un tentativo goffo di ricreare la magia dell’originale, eppure quale altro film si è salvato da un trattamento del genere?

La missione di Disney in parte è abbastanza palese, riproporre queste storie fantastiche al giovane pubblico di oggi, riproporle sotto una lente differente, cercando sempre quel grado di fedeltà negli eventi e nelle battute, sfruttando anche i mezzi odierni per fare cinema d’intrattenimento.

aladdin recensione

Diciamocelo, il Genio in live action in un lontano 1992 non avrebbe reso tanto questo di Will Smith che nonostante la sfiducia iniziale, si rivela essere un jolly divertentissimo e a mani basse l’aspetto più bello del film.

Ciò che non funziona invece è Jafar, ingabbiato in una struttura da classico villain che incute timore sono sulla sceneggiatura, meno nella messinscena finale.
Lode a Jasmine e alla voglia di rendere il suo personaggio più forte e integro della controparte d’animazione: seguendo sempre il filone di film con intermezzi cantati, Jasmine è quella donna che sente il peso del suo ruolo di Principessa, mai abusando di essere una “donzella in difficoltà” (indovina la citazione e vinci un satiro saggio) e anzi, rivendicandolo come segno di rispetto di donna nel medio-oriente (velo politico molto sottile, ma tangibile).

Di mezzo dunque come contestualizzare un film che non manca di mostrare il fianco in più di un’occasione? Forse non si può, magari andando contro proprio l’idea di cinema d’intrattenimento sempre così difficile da fare oggi, eppure Aladdin nella sua forma finale è una gioia per gli occhi, probabilmente facilmente apprezzabile da chi non ha mai idealizzato nulla attorno l’originale, ma i più piccoli ne usciranno divertiti e tanto basta nella sua missione principale.

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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