RomaFF14: The Farewell, commedia di cibo e bugie

C’era il rischio di cadere nel classico, o peggio, nel prevedibile già dalla sinossi. Eppure The Farewell riesce nell’impresa di sfruttare i classici stilemi di genere, per confezionare un film fresco e a tratti sorprendente per come narra le sue vicende.
La storia, d’altronde, è delle più semplici: Billi è una trentenne americana di origini orientali. I suoi genitori sono venuti negli Stati Uniti venticinque anni prima, strappando la figlia dalla terra natia. Adesso la nonna Nai Nai – madre di suoi padre – è malata, cancro ai polmoni. Dicono massimo tre mesi, ma non è sicuro. L’anziana signora è in Cina e la famiglia si preparare a partire andare da lei, ma non a consolarla o per passare gli ultimi istanti, bensì organizzare un matrimonio in fretta e furia di uno dei suoi nipoti, usando questo escamotage come scusa per riunire tutta la famiglia, perché alla base di ciò c’è una bugia: la nonna non è a conoscenza della sua malattia e non lo dovrà essere.

Lo snodo motivazionale del film viene detto poco dopo: “non è la malattia ad ucciderti, ma la paura”.

The Farewell dunque poteva essere il classico film in grado di basare tutta la sua morale sulla solita contrapposizione tra Oriente e Occidente, rimarcandone le differenze, instillando in una protagonista figlia di due mondi la contraddizione nel dire una cosa alla nonna e vedersi bloccata dai parenti, tutti affranti quanto lei, ma rispettosi delle proprie origini.

the farewell

Con uno stile fresco, indovinando tutti i tempi, sia quelli comici sia quelli più intimi, Lulu Wang confeziona un film a dir poco splendido, dal forte respiro orientale e al contempo inserito dentro una cornice occidentale. La stessa natura del prodotto vive di queste due situazioni, riuscendo a narrare la vicenda con un ritmo mai altalenante bensì sempre omogeneo, tenendo sempre conto del twist finale, necessario a comprendere e valorizzare sotto un’ulteriore punto di vista quel che è stato raccontato fino a quel punto.
The Farewell si rivela una piccola sorpresa ben gradita, un film consapevole della sua natura che affronta i temi della famiglia, la lontananza e della memoria, mettendo a dura pressione parenti stretti e amici in una missione tanto assurda quanto meritevole della benevolenza altrui e in qualche momento la pellicola sembra proprio rivolgersi a noi spettatori, che entriamo facilmente in sintonia con la protagonista, e ci chiede: al suo posto, cosa fareste?

C’è la Cina che cambia, diversa dal ricordo di Billi, troppo grande e preda dalla frenesia della Grande Mela, la quale a fatica entra in contatto con una realtà che non vive, respira e mangia da molti anni. Lo stesso cibo ha una doppia valenza, con le tavole sempre imbandite, tutti presi a cucinare e gustare prelibatezze tipiche, una vicinanza nell’addentare e preparare cibo così forte che quasi possiamo sentire l’odore di quei ravioli alla carne, sinonimo di buon profumo e, quindi, di casa.

Visto alla Festa del Cinema di Roma, The Farewell arriverà in Italia a gennaio 2020 distribuito da BiM Distribuzione.

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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