Disintossicarsi (prima parte) da BoJack Horseman

Allo stato attuale, nel momento in cui poggio le dita per digitare questi tasti, non trovo nessun altro aggettivo per descrivere quelle che sono le prime otto puntate dell’ultima stagione di BoJack Horseman, se non un semplicistico e diretto “perfette”.
Non vi saranno spoiler, tranquilli, e anzi, proprio questo primo ciclo sembra voler tracciare una linea non retta, fin troppo curva e spigolosa, di cosa sia avvenuto all’uomo cavallo più famoso di Hollywoo. Dalla D rubata a fine parola, dal rapporto con Diane, Princess Carolyn, per poi passare a Sarah Lynn. Ecco, Sarah Lynn, elemento che forse si è perso nella stagione scorsa qui torna prepotentemente e il suo fantasma tormenterà BoJack in preda di allucinazioni da disintossicazione da super alcolici, pasticche, medicinali e altre droghe.
Il percorso, come prassi in queste occasioni, sarà lungo e non privo di ostacoli.
Questa ultima stagione infatti si presenta come quella con un focus maggiore sul fattore intimo e introspettivo. BoJack questa volta sembra davvero intenzionato a dare un taglio netto (anche di criniera) con il passato e con la persona che odia quando si guarda allo specchio.

Quasi viene spontaneo chiedersi perché chiudere una serie dalle alte potenzialità proprio adesso, quando sembrava che qualche altra storia avesse modo di farsi strada nella psiche già distrutta del nostro cavallo attore preferito, ma in questi contesti meglio così, dato che dalle premesse mostrato fino ad ora, BoJack Horseman potrebbe chiudere la sua esistenza con quella che sembrerebbe essere la miglior stagione per un prodotto animato.

bojack horseman 6 recensione

La disintossicazione di BoJack parla anche allo spettatore, suggerendogli con un esercizio narrativo non da poco, che ritornare sui propri passi, è anche un modo indiretto di rendere retroattivi alcuni eventi, rifacendoci vivere momenti e sensazioni già provate e alimentando l’idea che a breve, dovremmo salutare BoJack definitivamente.
Che poi, se dovessimo mai fermarci e capire il cosa e perché ci ha legato così tanto a BoJack Horseman, forse una risposta neanche riusciremo a trovarla.
Il suo stile nell’affrontare la vita, il cinismo e le battute taglienti: BoJack Horseman sbagliava e noi con lui e stavamo male per ogni svolta negativa come eravamo felici se e quando il nostro protagonista viveva un buon momento e verso la fine di questo nuovo ciclo di episodi queste due emozioni si alterneranno senza sosta.

L’idea di rendere la ferita di Sarah Lynn più aperta e sanguinolenta del previsto è un colpo di genio, non forzato e anzi, riassumendo tutto ciò visto nelle precedenti cinque stagioni, tutto assume una forma sempre più chiara, con una costante discesa di BoJack verso una tristezza e depressione sempre più acuta.
Quindi queste prime puntate sono la terapia e la riabilitazione, fino a vederlo fuori di lì, pulito e ripulito, lo vediamo rimettere a posto la sua vita, come possibile certo, senza troppi miracoli buonisti, ma recuperare il recuperabile e tutto questo avviene con un tatto e una delicatezza narrativa impressionante. Se non fosse per quel twist clamoroso inserito alla fine dell’ottava e ultima puntata di questo primo ciclo che ci lascia lì, sulle spine e ci rendiamo conto che BoJack già ci manca da morire e che fino al 31 gennaio non resistiamo.

Forse il grande suggerimento che la serie ci sta dando lo veicola proprio con BoJack: come lui si disintossica da super alcolici e medicinali, anche noi dovremmo disintossicarsi da lui, nostra vera droga in forma animata.

Gabriele Barducci

"We gotta get out while we're young
`Cause tramps like us, baby we were born to run"
- Bruce Springsteen
Gabriele Barducci

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