Ultimo minuto di Pupi Avati: calcio, affetti e invecchiamento

Etichettato come “film sul calcio” poiché ambientato nel mondo di quello sport, Ultimo minuto utilizza il tema calcistico per narrare le tribolazioni e le ansie lavorative di un professionista come tanti altri in altrettanti campi. Walter Ferroni (Ugo Tognazzi) è il general manager di una squadra che fatica a sopravvivere in classifica, ma che comunque ogni anno rimane a galla. Sforzo dopo sforzo, sacrificio dopo sacrificio, Ferroni si vede esiliato dalla propria società dopo una sostituzione dirigenziale ai vertici del club. A spasso, di fatto disoccupato e apparentemente senza più il potere di una volta, egli dovrà tenere in piedi ogni sfera della sua vita, dagli affetti ritrovati al suo lavoro, prima di ritornare a coprire il ruolo che gli spetta.

La principale riflessione da fare su Ultimo minuto riguarda il protagonista nel suo essere visto, all’esterno, come troppo avanti con gli anni per reggere il confronto col mondo che avanza. Una stupidaggine. Ferroni infatti è un veterano di quel mestiere, ne conosce le regole e sa come adattarsi, ma al contempo ha un modus operandi che non è in linea col presente e che pertanto viene erroneamente giudicato desueto. Quando viene messo alla porta dal presidente della squadra, cioè tagliato fuori da un sistema che ha egli stesso contribuito a creare, non si rende neanche conto di non avere più molto da spartire con chi gli sta attorno.

Tale rottura provoca una crisi esistenziale, fa nascere consapevolezze nuove e sepolte troppo a lungo. L’unica fede di Ferroni è il calcio. Non scopa neanche più e ha perso ogni persona cara al suo fianco. Vedovo da anni, inizierà a nutrire un’eccessiva voglia di passare del tempo assieme alla figlia, con la quale desidera conciliarsi (quasi) più di ogni altra cosa. E vuole bene anche alla sua squadra, tiene ad essa e perciò vuole proteggerla dalla gestione fallace seguita al suo venir allontanato.

Ultimo minuto è un film profondamente maschile a livello di personaggi perché maschile è quel settore del calcio. Cambia il gioco praticato, ma, ante litteram, è una specie di Moneyball: entrambi questi prodotti cinematografici hanno per protagonista un uomo che sa andare in una sola direzione: controcorrente. Ferroni è l’emblema dell’uomo italiano che ha dedicato tutto se stesso al suo lavoro, che non ricorda in che giorno la figlia compia gli anni, che ha amato una moglie senza realizzare al contempo di non essere stato un buon marito, ma che non dimenticherebbe mai il risultato di una partita in una data giornata e che sa fare quello fa meglio di chiunque altro. Difetti, colpe, meriti e pregi: ciò che lo identifica è un mix di qualità diseguali.

Simone Tarditi

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