Venezia78: Giulia, di crisi e gel igienizzante

Venezia78: Giulia, di crisi e gel igienizzante

September 12, 2021 0 By Gabriele Barducci

Ciò che rapisce lo spettatore e lo stesso interesse nel nuovo film di Ciro De Caro è la ricerca dell’autenticità, di strappare e fotografare con cura, perizia e senza assimilare troppo l’inganno del Cinema, quella che potrebbe essere descritta come una crisi da pandemia mondiale.

Se dovessimo creare un sottogenere di film, quello di film girati nel periodo Covid si potrebbe avvalere già di tanti e diversi progetti (ad esempio Malcolm & Marie), ma Giulia sembra concentrarsi su altro, non rendere la pandemia un elemento attiva nella problematica di realizzazione del film, bensì creare una storia, una crisi, momenti di felicità, tristezza e isterismo che si plasmano ad una realtà assai particolari.

Così facendo è la stessa Giulia che vada in una Roma calda e torrida di Morettiana memoria, realizza qualche colloquio che non va a buon fine – forse – ed è in cerca di una casa. I test anti-Covid, le mascherine, i gel igienizzanti sono all’ordine del quotidiano e come lei, tante altre persone cercano di riempire quelle giornate con qualcosa. Per Giulia è un centro anziani, per altri è un porno oppure trovarsi davanti tavolate a bere, mangiare o parlare di Cinema.

Dove Giulia va, trova abitazioni, amici (Ciavoni il migliore tra tutti per presenza e nel modo in cui si lascia trascinare dagli eventi che ha attorno), momenti di felicità o di crisi. Una piccola fotografia quasi generazionale, dove permea il realismo e l’introspezione dei personaggi, così piccoli, ma con tanto da raccontare e vomitarsi addosso.

Gabriele Barducci