A chi è rivolto Spider-Man No Way Home?

A chi è rivolto Spider-Man No Way Home?

December 15, 2021 0 By Gabriele Barducci

Che poi, pensandoci bene, tutto si può riflettere e riassumere in questa domanda. Arrivati al terzo film di questo ennesimo rilancio dell’arrampicamuri di casa Marvel, dove confluiscono eroi e villan da diversi universi – che tradotto in soldoni, inserire nel calderoni tutti precedenti nemici cinematografici di Spider-Man prima della gestione Marvel – viene un po’ spontaneo chiedersi a chi sia indirizzato questo spettacolo.

Ai vecchi fan dell’era Raimi che hanno visto gioie (i primi due capitoli) e qualche lieve dolore (il terzo e ultimo)? O magari al reboot successivo firmato da Marc Webb che ha raccolto mediamente opinioni sempre contrastanti, con repentini cambi di ritmo, identità e gestione narrativa?

Alla fine ci si rende facilmente conto della natura pubblicitaria dell’opera, un po’ come successo prima con Star Wars: Il Risveglio della Forza e recentemente con Ghostbusters – Legacy, e l’intenzione è quella di attirare un maggior numero di persone in sala, che poi in questo momento di magra al boxoffice è tutto di guadagnato. Il risultato però è anche meglio di quanto si potesse immaginare, ma tutto dipende dalle dinamiche e lo stato d’animo in cui ci si presenta in sala.

Spesso di parla della cultura dell’hype, di quanto l’attesa spasmodica di un’opera costruisca in parte la bellezza stessa del progetto, per poi ritrovarsi in sala con una cocente delusione alla soluzione peggiore, alla meglio invece ci ritroviamo a godere di quelle aspettative, tutte mantenute e poi nulla più.

Recandoci in sala, sapendo di poter assistere a questo spettacolo e trovarcelo effettivamente davanti. Un momento di euforia durato una manciata di minuti, giacché al netto del mostrato, Spider-Man No Way Home poi non ha saputo più stupire. Troppo poco? Troppe aspettative? Magari una comunicazione più onesta, avrebbe dovuto concentrarsi sulla natura, i messaggi e i contenuti del film, non andare a puntellare la classica mistery box e costruire il film proprio attorno la scatola, lasciando il contenuto un po’ vacuo.

A chi è rivolto dunque Spider-Man No Way Home? A chi vuole divertirsi con qualche punta di dramma, a chi vuole provare forte nostalgia e per chi, alla fine, si lascia trascinare dal ciclone Marvel più per moda che per vero interesse. Ad ognuno, come sempre, il suo. Alla fine, lo spettacolo merita il biglietto e preso per le pinze, ci si trova innanzi a un film in qualche modo davvero unico, almeno finché la struttura del Multiverso non attanagli altre produzione (e abbiamo già il prossimo The Flash sulla lista, con il Batman di Michael Keaton).

Gabriele Barducci